lunedì 21 settembre 2015

Profughi: un problema che prima deve essere capito

Vicenza 19 settembre 2015

COMUNICATO STAMPA 

In questi ultimi mesi non si fa altro che parlare di "loro", contrapposti a "noi", "prima noi, poi loro", "loro vengono per delinquere", "loro devono adattarsi alle "nostre" regole".... Peccato che abbiamo dimenticato così in fretta che, fin dalla seconda metà dell'ottocento, "loro" eravamo "noi", migranti economici che non hanno atteso che qualcuno venisse ad "aiutarli a casa loro" ma hanno preferito avventurarsi verso l'ignoto (paese, lingua, costumi sconosciuti) pur di offrire un futuro migliore ai propri figli.
Un processo migratorio, il nostro, ben conosciuto anche dai padri costituenti tant'è che vi è un articolo (il 10) della nostra Costituzione che recita al terzo comma: "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge".
Il fenomeno a cui assistiamo oggi ha dei connotati diversi per numero di persone che si muovono, per numero di paesi da cui scappano queste persone, per totale assenza di politiche internazionali, sia di accoglienza che di relazioni con i paesi di origine. E' un fenomeno che deve essere innanzitutto capito e poi gestito: occorre capire che per quanto riguarda i profughi siamo di fronte alla più grande emergenza che abbia coinvolto l'Europa dopo la fine della seconda guerra mondiale e che il problema dei migranti d'ora in poi sarà un processo fisiologico. Per questo è importante che tutti noi contribuiamo a pensare questo fenomeno in maniera sincera e leale creando nei nostri territori, nella politica, nella vita della comunità una mentalità nuova e lungimirante.
E' tempo che le amministrazioni locali agiscano con determinazione su due fronti, in primis su quello dell'accoglienza: le buone prassi non mancano, neanche nel nostro paese; buone prassi che hanno evidenziato che anche da un fenomeno apparentemente devastante si possono scoprire ricchezze e valorizzare competenze anche a beneficio del paese ospitante. Secondariamente il livello locale deve avere un ruolo di stimolo e pressione, nei confronti del Governo, affinché questo si faccia parte attiva nel consesso europeo per trovare una soluzione a monte e soprattutto aiuti l'Europa a dare priorità a questi temi e non solo a componenti o fattori economici, così come del resto auspicato dalla recente dichiarazione "Più integrazione europea: la strada da percorrere" sottoscritta lo scorso 14 settembre a Roma dai Presidenti delle Assemblee parlamentari di Italia, Germania, Francia e Lussemburgo. La nostra città ha fatto molto in questa direzione, basti pensare anche alla recente approvazione del Consiglio degli Stranieri, vera bandiera di democrazia ed integrazione che si concretizzerà il prossimo 14 febbraio. Vicenza infatti può e deve fare molto altro: progetti di accoglienza che diano dignità a queste persone e che contemporaneamente sappiano costruire relazioni e offrano visione di futuro. Tutti noi, anche chi non ci crede, ne avremo dei benefici e soprattutto nessuno potrà accusarci un domani di aver commesso il reato collettivo di omissione di soccorso.

Il Consiglio direttivo
Associazione civica Vicenza Capoluogo

per capire meglio le "politiche internazionali" e le "cause immediate e remote all'origine dei fenomeni migratori" leggi anche:

Svolta USA sulla #Siria: alcuni retroscena

[...] (Che i bombardamenti USA che da un anno si susseguono sulla Siria non avessero affatto annientato le forze dello Stato Islamico [ISIS o IS o ISIL...], anzi, ma in compenso avessero contribuito a distruggere le infrastrutture siriane e ad aggravare la situazione dei siriani, è stato già osservato altrove. Con l’arrivo della Turchia la situazione si è ulteriormente aggravata. E va tenuto conto che un milione e più di profughi erano già ammassati ai confini della Turchia, che decide a piacere quando farli entrare – ed eventualmente fuggire: si è parlato di passaporti siriani in vendita in Turchia per qualche centinaio di $, basta una richiesta e una fotografia, un giornalista olandese ha fatto la prova e ci ha scritto un pezzo. Ultima notazione: Assad ha lamentato che i profughi sottraggono forze all’esercito siriano oltre che alla futura ricostruzione della Siria) [...]

Immigrazione: consapevolezza del destino comune
un intervento del nostro presidente della repubblica Mattarella.

riferimenti del Magistero:

venerdì 18 settembre 2015

In aumento guerre e vendita di armi

da La Voce dei Berici, 20 settembre 2015, p. 5 
da Cibo di guerra. 5° Rapporto sui conflitti dimenticati
  • aumentano i conflitti armati: 388 nel 2011, 424 nel 2014 
  • in 15 anni quintuplicate le vittime degli attentati terroristici jihadisti, in particolare in Afghanistan, Iraq, Siria, Pakistan, Nigeria... 
  • il mercato delle armi è in continua crescita: +16% rispetto al 2009 
spese militare 2014 [% sulle spese totali mondiali]:
  1. USA 35%
  2. Cina 8%
  3. Arabia Saudita 5%
  4. Russia 4,4% 
  5. UK 3,8%
  6. Francia 3,3%
vedi anche
http://www.ansa.it/canale_expo2015/notizie/news/2015/09/11/caritas-denuncia-in-aumento-i-conflitti_f2f516f4-eeda-457e-aefd-f23e8865efc3.html
http://www.paroladivita.org/Attualita/La-Caritas-denuncia-aumentano-le-guerre-nel-mondo

mercoledì 16 settembre 2015

Per capire bisogna anche ascoltare punti di vista "altri" ...

dalla pagina http://video.corriere.it/assad-attacca-europa-se-siete-preoccupati-migranti-smettete-appoggiare-terroristi/df114a18-5c5a-11e5-83f0-40cbe9ec401d?refresh_ce-cp

Assad attacca l'Europa: «Se siete preoccupati per i migranti smettete di appoggiare i terroristi» 

Il presidente siriano si scaglia anche contro gli USA: «Non accettano che siamo gli unici a combattere l'Isis sul campo» 

intervista e video

dalla pagina http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/assad-lascio-se-il-popolo-lo-chiede_2133662-201502a.shtml

Isis, responsabilità dell'Occidente - La Turchia e l'Occidente riforniscono i jihadisti di Jabhat Al Nusra e i terroristi dell'Isis, che combattono in Siria, di armi, soldi e volontari: per il presidente siriano Bashar Al Assad "è un dato di fatto". Ciononostante, il leader siriano, in un'intervista ai media russi, si dice pronto a cooperare con l'Occidente nella lotta al terrorismo, perché i Paesi occidentali "stando dalla parte dei terroristi non possono combattere il terrorismo da soli".

leggi anche

L'Isis sta vincendo? Non è vero...
da Famiglia Cristiana n. 27, 5 luglio 2015
30/06/2015  Per vincere bisogna che qualcuno combatta. Ma nessuno sta combattendo contro l'Isis. USA e Arabia Saudita sperano che i jihadisti abbattano il loro nemico Assad. E lasciano fare.

Non è vero che l’Isis sta vincendo. Anzi: guardiamoci da coloro che lo dicono. Perché si vince contro qualcuno o qualcosa. Mentre nessuno si batte per sconfiggere l’Isis. Nata in Iraq (il nome del suo capo, Al Baghdadi, vuol dire appunto “di Baghdad”) nel periodo in cui gli sciiti iracheni erano bersagliati dagli attentati, cresciuta in Siria nella lotta contro il regime sciita degli Assad, la milizia è stata aiutata in ogni modo da Paesi come Arabia Saudita, Turchia, Kuwait, Qatar e USA.

L’autorevole Brookings Institution ha calcolato che la sola amministrazione Obama ha investito un miliardo di dollari nei gruppi anti-Assad e partecipato all’addestramento di circa 10 mila combattenti. Nemmeno  quando l’Isis ha occupato  un terzo dell’Iraq ci si è davvero mobilitati per sconfiggerlo: si è solo costruita una barriera (fatta di di soldati iracheni e curdi e di milizie, più le incursioni aeree) per impedirgli di arrivare alle regioni irachene ricche di petrolio, lasciandolo però libero di devastare la Siria in nome della lotta contro Assad, oltre a consentirgli di occupare la parte dell'Iraq più popolata di cristiani.

continua 

domenica 13 settembre 2015

15 settembre: LCA


Laboratorio Cittadinanza Attiva
Al via! Martedì 15 settembre


Martedì 15 settembre | 1' incontro LCA per l'anno associativo 2015-2016

per info vai a questa pagina

sabato 12 settembre 2015

Le Torri Gemelle e l'Edificio 7

Oltre 2000 Architetti e Ingegneri americani (ad oggi 2349) della organizzazione AE911Truth.org (Architetti e Ingegneri per la Verità sull'11 settembre) sostengono da anni che le Torri Gemelle (WTC-1 e 2) e l'Edificio 7 (WTC-7) non possono essere crollati quell'11 settembre a seguito dell'impatto di aerei né del fuoco che ne è derivato. In particolare, l'Edificio 7, crollato nel pomeriggio, non è stato colpito da alcun aereo ma da frammenti di una delle due torri.
In breve, questi i motivi che adducono:
  • crollo quasi in caduta libera 
  • simmetria della caduta
  • polverizzazione totale del cemento
  • acciaio scagliato in modo esplosivo
  • scoppi tipici di demolizioni controllate
  • metallo fuso 
  • tracce di sostanze incendiarie 
  • testimonianze di esplosioni.
Quindi si tratta di motivi non ideologici ma tecnici, razionali e scientifici.
Questa non è una teoria della cospirazione: questa è scienza e buon senso.

Cosa chiedono?
I 2349 architetti e ingegneri hanno firmato una petizione in cui invitano il Congresso degli USA a ri-investigare la distruzione delle torri; tramite una petizione internazionale firmata da oltre 21300 persone, chiedono che una commissione indipendente apra una inchiesta e consideri evidenze e dati disponibili ma finora ignorati.

Perché sono solo 2349?
O perché hanno torto (e allora potrebbero aver torto anche Galileo e Newton sulla accelerazione di gravità) o perché non tutti gli architetti e ingegneri hanno il coraggio di affrontare l'argomento ed eventualmente di metterci la faccia.

Perché interessarsi ad un evento di 14 anni fa?
Per ricercare la verità...
Per dare risposte a quei familiari delle vittime che chiedono una inchiesta...
Perché quel giorno è ufficialmente nata la guerra infinita al Terrorismo: Afghanistan, Iraq, Siria, Libia... con la conseguente frammentazione e ulteriore destabilizzazione di quei territori e una lunghissima lista di morti e profughi...

venerdì 11 settembre 2015

11 settembre

1973: forze ostili al Presidente Salvador Allende organizzano il Golpe in Cile; Allende viene ucciso

2001: attentati negli USA; vengono uccise circa 3000 persone; migliaia i malati di tumori collegati alle polveri sottili e sostanze tossiche

"La storia insegna" ... ma ha scolari?

mercoledì 9 settembre 2015

Lettera pastorale alla Diocesi di Vicenza per l’anno 2015 - 2016


Testimoni della Misericordia che il Signore ha avuto per noi 

alcuni spunti...


PREMESSA 
[...]
Voglio iniziare questo mio dialogo con voi a partire da alcuni interrogativi che sento urgenti, sia a livello personale che a livello comunitario:

• Che significato ha la misericordia di Dio nella mia vita e nelle mie relazioni personali?
• Come viviamo la misericordia nelle comunità ecclesiali?
• Come testimoniamo la misericordia di Dio nel dialogo con i fratelli delle altre confessioni cristiane (ecumenismo) e con i fratelli di altre fedi religiose (dialogo interreligioso)?
• Come esercitiamo la misericordia nelle relazioni con la comunità civile? 

[...]


UNA COMUNITÀ DI FRATELLI
Papa Francesco nella Bolla d’indizione del Giubileo ha scritto: «Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia. È fonte di gioia, di serenità e di pace» (MV n.2). Tutta la Storia della Salvezza è narrazione della misericordia divina, e in modo particolare Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre. Per lasciarci illuminare sul tema della misericordia ho scelto come icona biblica la parabola del servo spietato. Siamo all’interno del discorso sulla comunità dei discepoli nel capitolo diciotto del vangelo di Matteo in cui si parla della correzione fraterna e della necessità di perdonare...
[...]

SUGGERIMENTI PASTORALI
[...]
La dimensione orante e celebrativa della Chiesa (la vita liturgica). In essa confluiscono i ministeri di quanti animano le celebrazioni e la preghiera della comunità.
La dimensione educativa (l’ascolto della Parola). Raccoglie coloro che si prodigano per la forma- zione nella comunità cristiana(catechesi); coloro che in molte maniere collaborano all’annuncio del Vangelo a quanti ancora non lo conoscono (missione); coloro che ricercano vie di dialogo e di comunione con i credenti di altre confessioni cristiane (ecumenismo) o di altre religioni (dialogo interreligioso).
La dimensione caritativa e fraterna. Comprende tutte le forme con le quali la comunità si prende cura dei più piccoli e dei poveri, per sostenerli nelle loro necessità e per renderli protagonisti e responsabili della propria liberazione.
La dimensione sociale e culturale. Si tratta di un aspetto spesso trascurato dalle nostre comunità. A questa dimensione vanno richiamati quanti vivono la testimonianza credente nei diversi ambienti di vita e collaborano, assieme a tutti gli uomini di buona volontà, all’edificazione di una società più umana, fraterna e solidale.
[...] 
Misericordia e Giustizia
Nella dimensione pastorale della testimonianza cristiana nel sociale va affrontato il rapporto tra misericordia e giustizia: «Non sono due aspetti in contrasto tra di loro, ma due dimensioni di un’unica realtà che si sviluppa progressivamente fino a raggiungere il suo apice nella pienezza dell’amore» (MV n.20).
Il versetto 31 della parabola del servo spietato ci racconta che non è Dio ad accorgersi del comportamento malvagio del primo servo verso il secondo: sono gli altri servi che, addolorati per ciò che avevano visto, vanno a riferire al padrone tutto l’accaduto. Questo aspetto ci suggerisce il ruolo dei cristiani nel mondo. Come sentinelle vigilano e osservano la realtà: con sguardo evangelico riconoscono i comportamenti di ingiustizia, sopraffazione e violenza presenti nella società e nel territorio in cui abitano, e li denunciano. L’indifferenza è una grave malattia del nostro tempo e in qualche modo ci rende corresponsabili del male.
Alla denuncia deve seguire un’azione di guarigione rivolta a tutte le persone coinvolte. Agli aguzzini va rivolto un accorato appello alla conversione con l’offerta del perdono. A coloro che sono feriti nella dignità di esseri umani va garantita una fraternità che li integri nella comunità e nella società.
• Mettiamoci in ascolto del territorio che abitiamo per individuare le situazioni bisognose di misericordia, che attendono uno sguardo di perdono e compassione, un appello di conversione e cambiamento. Riconosciamo le fatiche della nostra gente e offriamo tutta la nostra attenzione compassionevole. Potrebbe essere utile promuovere dei forum delle associazioni per svolgere questa azione di rilevazione dei luoghi che attendono il Vangelo della misericordia, per impostare con maggior convinzione una pastorale in uscita, una pastorale dell’incontro e del dialogo.
• Papa Francesco nell’enciclica Laudato Si’ ci ricorda che anche il creato e il cosmo attendono dall’umanità una rinnovata consapevolezza ecologica. Abbiamo bisogno di celebrare una riconciliazione con tutto il creato che si ribella allo sfruttamento sconsiderato delle risorse e alla violenza esercitata su tutte le altre creature: vegetali, animali, ecc.
• Mettiamo al centro l’impegno per la pace e la pacificazione contro ogni forma di violenza e discriminazione. In una società globalizzata è importante conoscere per accogliere. Sosteniamo iniziative che aiutino l’accoglienza e la non violenza.
[...]

PENSIERO CONCLUSIVO

[...]

martedì 8 settembre 2015

Maduro: solo propaganda?

dalla pagina http://diariocorreo.pe/mundo/nicolas-maduro-ordena-que-venezuela-reciba-a-20-000-refugiados-sirios-616060/

Nicolas Maduro, Presidente del Venezuela, ha comunicato che il Venezuela è pronto ad accogliere 20 mila rifugiati siriani: "vengano in Venezuela e condividano questa terra in pace".


Il Presidente Maduro nei giorni scorsi aveva enfatizzato che molti dei problemi del mondo, dalla crisi dei rifugiati e migranti in Europa ai conflitti armati nel Medio Oriente e l'ISIS sono un risultato della visione e azione politica - militare di lungo termine degli USA:

E' l'Europa che deve gestire il disastro provocato dagli USA [Afghanistan, Iraq, Siria, Libia...] ed è l'Europa che sta accogliendo migliaia di rifugiati.  Con la menzogna, gli USA hanno invaso l'Iraq che è la culla della civiltà e lo hanno raso al suolo. Ora è frammentato in una miriade di parti e colpito dal terrorismo nella sua forma più crudele [...] Chi ha bombardato la Libia? Chi ha finanziato i terroristi che cercano di distruggere la Siria? Gli USA hanno causato un disastro, il caos e vogliono causare caos in altre regioni del mondo [...] .

da Famiglia Cristiana n. 27, 5 luglio 2015

ISIS: nata in Iraq (il nome del suo capo, Al Baghdadi, vuol dire appunto “di Baghdad”) nel periodo in cui gli sciiti iracheni erano bersagliati dagli attentati, cresciuta in Siria nella lotta contro il regime sciita degli Assad, la milizia è stata aiutata in ogni modo da Paesi come Arabia Saudita, Turchia, Kuwait, Qatar e USA.
L’autorevole Brookings Institution ha calcolato che la sola amministrazione Obama ha investito un miliardo di dollari nei gruppi anti-Assad e partecipato all’addestramento di circa 10 mila combattenti. Nemmeno  quando l’Isis ha occupato  un terzo dell’Iraq ci si è davvero mobilitati per sconfiggerlo: si è solo costruita una barriera (fatta di di soldati iracheni e curdi e di milizie, più le incursioni aeree) per impedirgli di arrivare alle regioni irachene ricche di petrolio, lasciandolo però libero di devastare la Siria in nome della lotta contro Assad, oltre a consentirgli di occupare la parte dell'Iraq più popolata di cristiani. 

domenica 6 settembre 2015

Immigrazione: consapevolezza del destino comune


Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
41^ edizione del Forum The European House – Ambrosetti

Cernobbio, 05/09/2015

[...]
La logica emergenziale sta rendendo l'Europa più debole, i suoi cittadini più insicuri e produce diffidenze tra gli Stati membri. Occorre, al contrario, una visione adeguata di lungo periodo e consapevolezza del destino comune. Va sconfitta la paura e il senso della comunanza di interessi deve tornare ad essere la base della strategia continentale.
[...]
Vorrei far riferimento a due questioni cruciali, rispetto alle quali avvertiamo che, oggi, l'azione dell'Europa manca di efficacia:
  • lo avvertiamo nelle carenze nella governance economica di questi anni.
  • lo avvertiamo di fronte alle tragedie, spaventose, di profughi e di migranti, purtroppo sempre più frequenti.
[...]
Sull'altro versante di crisi, quello dell'immigrazione, le chiusure, illusorie, e le inerzie smentiscono drammaticamente i valori della nostra civiltà. Le immagini strazianti - come quelle del piccolo Aylan - confliggono con questi valori, anzi confliggono con la nostra stessa idea di umanità. La commozione a volte perfora la corazza dell'indifferenza, ma siamo lontani dalla percezione del carattere epocale e della dimensione del fenomeno migratorio. E' ancora lunga la strada di politiche comuni, di risposte all'altezza della sfida. Lo spettro che a volte compare è l'Europa della paura, dei muri, dei veti: è l'Europa che insegue e, così facendo, alimenta nazionalismi e populismi.
[...]
Si tratta di un fenomeno [l'immigrazione] di portata inedita, con la prospettiva di flussi sempre più imponenti senza adeguate risposte strategiche. Per questo, in questi giorni, alcuni paesi fondatori hanno richiamato l'intera Unione ad assumere un'azione comune ed efficace.
[...]
l'Europa è un percorso storicamente obbligato.
[...]
Occorre connettere politiche serie e lungimiranti, che affrontino in primo luogo nelle opportune sedi internazionali, le cause immediate e remote all'origine dei fenomeni migratori, che rendano gestibili i flussi, possibile l'integrazione di chi cerca e trova lavoro, più sicure le nostre città. La serietà di queste politiche passa per una collaborazione con i Paesi più poveri, per investimenti che possano favorire la loro crescita e rimuovere le condizioni di invivibilità che spingono i loro cittadini a sfidare qualunque pericolo pur di giungere in Europa; spazio di benessere, di pace, di sicurezza dei diritti. Passa anche, naturalmente, per intese che riescano a stroncare la tratta di esseri umani e a colpire i trafficanti.
[...]
L'alternativa non è tra la resa a un'invasione e la presunta difesa della ''Fortezza Europa''. L'alternativa è tra un'Europa protagonista del proprio destino e un'Europa che subisce gli eventi senza saperli governare.
[...]
Il mondo è in movimento, sulle gambe di milioni di donne, uomini, bambini: un esercito inerme, che marcia alla ricerca della propria salvezza. Cosa possiamo opporre alle loro ragioni? Sono loro, che fuggono dalla violenza e dalla morte, il nostro nemico? O il nemico, piuttosto, va visto nelle guerre e nel terrorismo internazionale, variamente alimentato, che vanno contrastati con decisione, anzitutto sul piano della cultura e della libertà?
[...]
Una politica comune europea - capace di relazioni economiche di pace nel Mediterraneo - è anche l'arma migliore di cui disponiamo nei confronti del terrorismo.
[...]
In definitiva, più Europa. Non vuol dire più vincoli, più burocrazia. Più Europa è la consapevolezza che questa è la dimensione della sfida globale.
[...]

leggi anche http://socialevicenza.blogspot.it/2015/07/lisis-sta-vincendo-non-e-vero.html 


sabato 5 settembre 2015

Il grido di dolore di nostra Madre Terra

dall'ultimo numero di Tera e Aqua, rivista bimestrale, espressione, con la rivista trimestrale Gaia e ai libri di Gaia, dell'Ecoistituto del Veneto Alex Langer, con sede a Mestre, viale Venezia 7 (50 m dalla stazione)

Il grido di dolore di nostra Madre Terra
di Michele Boato
Non si può affrontare oggi il tema della difesa dell’ambiente, del paesaggio, della salute, senza sottolineare l’enorme novità rappresentata dall’enciclica Laudato si’, pari, come importanza storica, solo all’enciclica Pacem in terris del 1963. 
L’enciclica Pacem in terris, che interrompeva una sequela di documenti e di atti ispirati alla “guerra fredda” tra occidente capitalista e oriente comunista, ha segnato una svolta storica per la chiesa e per la politica mondiale, in tema di pace, invitando al dialogo come unica alternativa al suicidio mondiale per opera di una guerra nucleare. Essa è uscita qualche mese dopo che l’intervento personale del suo autore, papa Giovanni XXIII, è stato determinante per portare a soluzione pacifica la crisi dei “missili a Cuba”, che era arrivata ad un passo dalla catastrofe nucleare
Così ora l’enciclica Laudato si’ di papa Francesco, col suo linguaggio diretto, mette tutti, credenti e non credenti, di fronte alle pesanti responsabilità, personali e politiche, verso nostra Madre Terra, che “protesta per il male che le facciamo”. 
Questo documento segna un’epoca con una priorità massima nella scala dei valori: l’epoca della salvaguardia del Creato, che va “coltivato e custodito”, l’epoca, scrive papa Bergoglio, dell’”ecologia integrale”, che non vede più la specie umana al di sopra della natura (con la missione di dominarla e utilizzarla ai suoi fini) ma all’interno di essa, parte di essa. 
Non è più il tempo dell’ecologia come pura difesa estetica del paesaggio, o solo come attenzione nobile alle specie in via d’estinzione. Il messaggio è chiaro: o ci si salva assieme a nostra Madre Terra, o per noi non c’è futuro: si va verso la nostra estinzione, non certo quella di tutto il creato. 
Il nuovo umanesimo che viene proposto comprende il diritto per tutti al cibo e all’acqua [all'aria, al suolo], e questo implica una giusta distribuzione delle risorse (senza privatizzazione dei beni comuni) e un nuovo stile di vita: la “decrescita” per chi ha già troppo e la sobrietà come valore universale. 
E quindi, lodato sia questo nuovo Francesco, che come il suo predecessore d’Assisi, non si perde in concetti astratti, ma indica e pratica comportamenti di semplicità, cammina con chiunque voglia salvare il nostro futuro e ci spinge ad impegnarsi nel buongoverno della polis.

giovedì 3 settembre 2015

La terza guerra mondiale: ci siamo già dentro?

Fabio Mini: "Oggi la guerra limitata non è più possibile neppure in linea teorica: gli interessi politici ed economici di ogni conflitto, anche il più remoto e insignificante, coinvolgono sia tutte le maggiori potenze sia le tasche e le coscienze di tutti. La guerra è diventata un illecito del diritto internazionale e non è più la prosecuzione della politica, ma la sua negazione, il suo fallimento". 

dalla pagina http://movisol.org/ex-comandante-nato-si-sta-preparando-lo-scontro-nucleare/


Il generale di Corpo d’Armata Fabio Mini, ex capo di stato maggiore del Southern Command della NATO ed ex comandante delle truppe KFOR in Kossovo, ha ammonito del pericolo di un’escalation di quella che definisce una “Guerra mondiale” già in corso, che può sfociare in un conflitto nucleare. Mini traccia anche un collegamento con la dinamica del potere dei mercati finanziari sugli stati nazionali. In un’intervista con Enzo Pennetta, sul suo sito “Critica Scientifica”, Mini dice che “a cominciare dalla guerra fredda che i paesi baltici hanno iniziato contro la Russia, dalla guerra “coperta” degli americani contro la stessa Russia, dai pretesti russi contro l’Ucraina, alla Siria, allo Yemen e agli altri conflitti cosiddetti minori o “a bassa intensità” tutto indica che non dobbiamo aspettare un altro conflitto totale: ci siamo già dentro fino al collo. Quello che succede in Asia con il Pivot strategico sul Pacifico è forse il segno più evidente che la prospettiva di una esplosione simile alla seconda guerra mondiale è più probabile in quel teatro. Non tanto perché si stiano spostando portaerei e missili (cosa che avviene), ma perché la preparazione di una guerra mondiale di quel tipo, anche con l’inevitabile scontro nucleare, è ciò che si sta preparando. Non è detto che avvenga in un tempo immediato, ma più la preparazione sarà lunga più le risorse andranno alle armi e più le menti asiatiche e occidentali si orienteranno in quel senso.
continua

martedì 1 settembre 2015

Un umano rinnovato, per abitare la terra

1° settembre 2015 - Messaggio per la 
10ª Giornata per la custodia del creato 

leggi / scarica il pdf


La Giornata per la custodia del creato [oggi la decima edizione] è un'iniziativa voluta dalla Conferenza Episcopale Italiana in sintonia con le altre comunità ecclesiali europee che consiste in una giornata annuale dedicata a riaffermare l'importanza, anche per la fede, del'ambientalismo con tutte le sue implicazioni etiche e sociali.