1973: forze ostili al Presidente Salvador Allende organizzano il Golpe in Cile; Allende viene ucciso
2001: attentati negli USA; vengono uccise circa 3000 persone; migliaia i malati di tumori collegati alle polveri sottili e sostanze tossiche
"La storia insegna" ... ma ha scolari?
venerdì 11 settembre 2015
mercoledì 9 settembre 2015
Lettera pastorale alla Diocesi di Vicenza per l’anno 2015 - 2016
Testimoni della Misericordia che il Signore ha avuto per noi
alcuni spunti...
PREMESSA
[...]
Voglio iniziare questo mio dialogo con voi a partire da alcuni interrogativi che sento urgenti, sia a livello personale che a livello comunitario:
• Che significato ha la misericordia di Dio nella mia vita e nelle mie relazioni personali?
• Come viviamo la misericordia nelle comunità ecclesiali?
• Come testimoniamo la misericordia di Dio nel dialogo con i fratelli delle altre confessioni cristiane (ecumenismo) e con i fratelli di altre fedi religiose (dialogo interreligioso)?
• Come esercitiamo la misericordia nelle relazioni con la comunità civile?
[...]
UNA COMUNITÀ DI FRATELLI
Papa
Francesco nella Bolla d’indizione del Giubileo ha scritto: «Abbiamo
sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia. È fonte di
gioia, di serenità e di pace» (MV n.2). Tutta la Storia della
Salvezza è narrazione della misericordia divina, e in modo particolare
Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre. Per lasciarci
illuminare sul tema della misericordia ho scelto come icona biblica la
parabola del servo spietato. Siamo all’interno del discorso sulla
comunità dei discepoli nel capitolo diciotto del vangelo di Matteo in
cui si parla della correzione fraterna e della necessità di perdonare...[...]
SUGGERIMENTI PASTORALI
[...]
La dimensione orante e celebrativa della
Chiesa (la vita liturgica). In essa confluiscono i ministeri di quanti
animano le celebrazioni e la preghiera della comunità.
La dimensione educativa (l’ascolto della Parola).
Raccoglie coloro che si prodigano per la forma- zione nella comunità
cristiana(catechesi); coloro che in molte maniere collaborano
all’annuncio del Vangelo a quanti ancora non lo conoscono (missione);
coloro che ricercano vie di dialogo e di comunione con i credenti di
altre confessioni cristiane (ecumenismo) o di altre religioni (dialogo
interreligioso).
La dimensione caritativa e fraterna. Comprende
tutte le forme con le quali la comunità si prende cura dei più piccoli e
dei poveri, per sostenerli nelle loro necessità e per renderli
protagonisti e responsabili della propria liberazione.
La dimensione sociale e culturale. Si
tratta di un aspetto spesso trascurato dalle nostre comunità. A questa
dimensione vanno richiamati quanti vivono la testimonianza credente nei
diversi ambienti di vita e collaborano, assieme a tutti gli uomini di
buona volontà, all’edificazione di una società più umana, fraterna e
solidale.
[...]
Misericordia e Giustizia
Nella
dimensione pastorale della testimonianza cristiana nel sociale va
affrontato il rapporto tra misericordia e giustizia: «Non sono due
aspetti in contrasto tra di loro, ma due dimensioni di un’unica realtà
che si sviluppa progressivamente fino a raggiungere il suo apice nella
pienezza dell’amore» (MV n.20).Il versetto 31 della parabola del servo spietato ci racconta che non è Dio ad accorgersi del comportamento malvagio del primo servo verso il secondo: sono gli altri servi che, addolorati per ciò che avevano visto, vanno a riferire al padrone tutto l’accaduto. Questo aspetto ci suggerisce il ruolo dei cristiani nel mondo. Come sentinelle vigilano e osservano la realtà: con sguardo evangelico riconoscono i comportamenti di ingiustizia, sopraffazione e violenza presenti nella società e nel territorio in cui abitano, e li denunciano. L’indifferenza è una grave malattia del nostro tempo e in qualche modo ci rende corresponsabili del male.
Alla denuncia deve seguire un’azione di guarigione rivolta a tutte le persone coinvolte. Agli aguzzini va rivolto un accorato appello alla conversione con l’offerta del perdono. A coloro che sono feriti nella dignità di esseri umani va garantita una fraternità che li integri nella comunità e nella società.
• Mettiamoci in ascolto del territorio che abitiamo per individuare le situazioni bisognose di misericordia, che attendono uno sguardo di perdono e compassione, un appello di conversione e cambiamento. Riconosciamo le fatiche della nostra gente e offriamo tutta la nostra attenzione compassionevole. Potrebbe essere utile promuovere dei forum delle associazioni per svolgere questa azione di rilevazione dei luoghi che attendono il Vangelo della misericordia, per impostare con maggior convinzione una pastorale in uscita, una pastorale dell’incontro e del dialogo.
• Papa Francesco nell’enciclica Laudato Si’ ci ricorda che anche il creato e il cosmo attendono dall’umanità una rinnovata consapevolezza ecologica. Abbiamo bisogno di celebrare una riconciliazione con tutto il creato che si ribella allo sfruttamento sconsiderato delle risorse e alla violenza esercitata su tutte le altre creature: vegetali, animali, ecc.
• Mettiamo al centro l’impegno per la pace e la pacificazione contro ogni forma di violenza e discriminazione. In una società globalizzata è importante conoscere per accogliere. Sosteniamo iniziative che aiutino l’accoglienza e la non violenza.[...]
PENSIERO CONCLUSIVO
[...]
martedì 8 settembre 2015
Maduro: solo propaganda?
dalla pagina http://diariocorreo.pe/mundo/nicolas-maduro-ordena-que-venezuela-reciba-a-20-000-refugiados-sirios-616060/
Nicolas Maduro, Presidente del Venezuela, ha comunicato che il Venezuela è pronto ad accogliere 20 mila rifugiati siriani: "vengano in Venezuela e condividano questa terra in pace".
E' l'Europa che deve gestire il disastro provocato dagli USA [Afghanistan, Iraq, Siria, Libia...] ed è l'Europa che sta accogliendo migliaia di rifugiati. Con la menzogna, gli USA hanno invaso l'Iraq che è la culla della civiltà e lo hanno raso al suolo. Ora è frammentato in una miriade di parti e colpito dal terrorismo nella sua forma più crudele [...] Chi ha bombardato la Libia? Chi ha finanziato i terroristi che cercano di distruggere la Siria? Gli USA hanno causato un disastro, il caos e vogliono causare caos in altre regioni del mondo [...] .
da Famiglia Cristiana n. 27, 5 luglio 2015
Nicolas Maduro, Presidente del Venezuela, ha comunicato che il Venezuela è pronto ad accogliere 20 mila rifugiati siriani: "vengano in Venezuela e condividano questa terra in pace".
Il Presidente Maduro nei giorni scorsi aveva enfatizzato che molti dei problemi del mondo, dalla crisi dei
rifugiati e migranti in Europa ai conflitti armati nel Medio Oriente
e l'ISIS sono un risultato della visione e azione politica - militare
di lungo termine degli USA:
E' l'Europa che deve gestire il disastro provocato dagli USA [Afghanistan, Iraq, Siria, Libia...] ed è l'Europa che sta accogliendo migliaia di rifugiati. Con la menzogna, gli USA hanno invaso l'Iraq che è la culla della civiltà e lo hanno raso al suolo. Ora è frammentato in una miriade di parti e colpito dal terrorismo nella sua forma più crudele [...] Chi ha bombardato la Libia? Chi ha finanziato i terroristi che cercano di distruggere la Siria? Gli USA hanno causato un disastro, il caos e vogliono causare caos in altre regioni del mondo [...] .
ISIS: nata in Iraq (il nome del suo capo, Al Baghdadi, vuol dire appunto “di
Baghdad”) nel periodo in cui gli sciiti iracheni erano bersagliati dagli
attentati, cresciuta in Siria nella lotta contro il regime sciita degli
Assad, la milizia è stata aiutata in ogni modo da Paesi come Arabia
Saudita, Turchia, Kuwait, Qatar e USA.
L’autorevole Brookings Institution ha calcolato che la sola amministrazione Obama ha investito un miliardo di dollari nei gruppi anti-Assad e partecipato all’addestramento di circa 10 mila combattenti. Nemmeno quando l’Isis ha occupato un terzo dell’Iraq ci si è davvero mobilitati per sconfiggerlo: si è solo costruita una barriera (fatta di di soldati iracheni e curdi e di milizie, più le incursioni aeree) per impedirgli di arrivare alle regioni irachene ricche di petrolio, lasciandolo però libero di devastare la Siria in nome della lotta contro Assad, oltre a consentirgli di occupare la parte dell'Iraq più popolata di cristiani.
L’autorevole Brookings Institution ha calcolato che la sola amministrazione Obama ha investito un miliardo di dollari nei gruppi anti-Assad e partecipato all’addestramento di circa 10 mila combattenti. Nemmeno quando l’Isis ha occupato un terzo dell’Iraq ci si è davvero mobilitati per sconfiggerlo: si è solo costruita una barriera (fatta di di soldati iracheni e curdi e di milizie, più le incursioni aeree) per impedirgli di arrivare alle regioni irachene ricche di petrolio, lasciandolo però libero di devastare la Siria in nome della lotta contro Assad, oltre a consentirgli di occupare la parte dell'Iraq più popolata di cristiani.
domenica 6 settembre 2015
Immigrazione: consapevolezza del destino comune
Intervento
del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
41^ edizione
del Forum The European House – Ambrosetti
Cernobbio,
05/09/2015
[...]
La
logica emergenziale sta rendendo l'Europa più debole, i suoi
cittadini più insicuri e produce diffidenze tra gli Stati membri.
Occorre, al contrario, una
visione adeguata di lungo periodo e consapevolezza del destino
comune. Va sconfitta la paura e il senso della comunanza di
interessi deve tornare ad essere la base della strategia
continentale.
[...]
Vorrei
far riferimento a due questioni cruciali, rispetto alle quali
avvertiamo che, oggi, l'azione dell'Europa manca di efficacia:
-
lo avvertiamo nelle carenze nella governance economica di questi anni.
-
lo avvertiamo di fronte alle tragedie, spaventose, di profughi e di migranti, purtroppo sempre più frequenti.
[...]
Sull'altro
versante di crisi, quello dell'immigrazione, le chiusure,
illusorie, e le inerzie smentiscono drammaticamente i valori della
nostra civiltà. Le immagini strazianti - come quelle del piccolo
Aylan - confliggono con questi valori, anzi confliggono con la nostra
stessa idea di umanità. La commozione a volte perfora la corazza
dell'indifferenza, ma siamo lontani dalla percezione del carattere
epocale e della dimensione del fenomeno migratorio. E' ancora lunga
la strada di politiche comuni, di risposte all'altezza della sfida.
Lo spettro che a volte compare è l'Europa della paura, dei muri, dei
veti: è l'Europa che insegue e, così facendo, alimenta nazionalismi
e populismi.
[...]
Si
tratta di un fenomeno [l'immigrazione] di portata inedita, con la
prospettiva di flussi sempre più imponenti senza adeguate risposte
strategiche. Per questo, in questi giorni, alcuni paesi fondatori
hanno richiamato l'intera Unione ad assumere un'azione comune ed
efficace.
[...]
l'Europa
è un percorso storicamente obbligato.
[...]
Occorre
connettere politiche serie e lungimiranti, che affrontino in
primo luogo nelle opportune sedi internazionali, le cause immediate e
remote all'origine dei fenomeni migratori, che rendano gestibili i
flussi, possibile l'integrazione di chi cerca e trova lavoro, più
sicure le nostre città. La serietà di queste politiche passa per
una collaborazione con i Paesi più poveri, per investimenti che
possano favorire la loro crescita e rimuovere le condizioni di
invivibilità che spingono i loro cittadini a sfidare qualunque
pericolo pur di giungere in Europa; spazio di benessere, di pace, di
sicurezza dei diritti. Passa anche, naturalmente, per intese che
riescano a stroncare la tratta di esseri umani e a colpire i
trafficanti.
[...]
L'alternativa
non è tra la resa a un'invasione e la presunta difesa della
''Fortezza Europa''. L'alternativa è tra un'Europa protagonista
del proprio destino e un'Europa che subisce gli eventi senza saperli
governare.
[...]
Il
mondo è in movimento, sulle gambe di milioni di donne, uomini,
bambini: un esercito inerme, che marcia alla ricerca della propria
salvezza. Cosa possiamo opporre alle loro ragioni? Sono loro, che
fuggono dalla violenza e dalla morte, il nostro nemico? O il nemico,
piuttosto, va visto nelle guerre e nel terrorismo internazionale,
variamente alimentato, che vanno contrastati con decisione,
anzitutto sul piano della cultura e della libertà?
[...]
Una
politica comune europea - capace di relazioni economiche di pace
nel Mediterraneo - è anche l'arma migliore di cui disponiamo nei
confronti del terrorismo.
[...]
In
definitiva, più Europa. Non vuol dire più vincoli, più burocrazia.
Più Europa è la consapevolezza che questa è la dimensione della
sfida globale.
[...]
leggi anche http://socialevicenza.blogspot.it/2015/07/lisis-sta-vincendo-non-e-vero.html
[...]
leggi anche http://socialevicenza.blogspot.it/2015/07/lisis-sta-vincendo-non-e-vero.html
sabato 5 settembre 2015
Il grido di dolore di nostra Madre Terra
dall'ultimo numero di Tera e Aqua, rivista bimestrale, espressione, con la rivista trimestrale Gaia e ai libri di Gaia, dell'Ecoistituto del Veneto Alex Langer, con sede a Mestre, viale Venezia 7 (50 m dalla stazione)
Il grido di dolore di nostra Madre Terra
di Michele Boato
Non
si può affrontare oggi il tema della difesa dell’ambiente, del
paesaggio, della salute, senza sottolineare l’enorme novità
rappresentata dall’enciclica Laudato si’, pari, come importanza
storica, solo all’enciclica Pacem in terris del 1963.
L’enciclica
Pacem in terris, che interrompeva una sequela di documenti e di atti
ispirati alla “guerra fredda” tra occidente capitalista e oriente
comunista, ha segnato una svolta storica per la chiesa e per la
politica mondiale, in tema di pace, invitando al dialogo come unica
alternativa al suicidio mondiale per opera di una guerra nucleare.
Essa è uscita qualche mese dopo che l’intervento personale del suo
autore, papa Giovanni XXIII, è stato determinante per portare a
soluzione pacifica la crisi dei “missili a Cuba”, che era
arrivata ad un passo dalla catastrofe nucleare.
Così ora l’enciclica
Laudato si’ di papa Francesco, col suo linguaggio diretto, mette
tutti, credenti e non credenti, di fronte alle pesanti
responsabilità, personali e politiche, verso nostra Madre Terra, che
“protesta per il male che le facciamo”.
Questo documento segna
un’epoca con una priorità massima nella scala dei valori: l’epoca
della salvaguardia del Creato, che va “coltivato e custodito”,
l’epoca, scrive papa Bergoglio, dell’”ecologia integrale”,
che non vede più la specie umana al di sopra della natura (con la
missione di dominarla e utilizzarla ai suoi fini) ma all’interno di
essa, parte di essa.
Non è più il tempo dell’ecologia come pura
difesa estetica del paesaggio, o solo come attenzione nobile alle
specie in via d’estinzione. Il messaggio è chiaro: o ci si salva
assieme a nostra Madre Terra, o per noi non c’è futuro: si va
verso la nostra estinzione, non certo quella di tutto il creato.
Il
nuovo umanesimo che viene proposto comprende il diritto per tutti al
cibo e all’acqua [all'aria, al suolo], e questo implica una giusta distribuzione delle
risorse (senza privatizzazione dei beni comuni) e un nuovo stile di
vita: la “decrescita” per chi ha già troppo e la sobrietà come
valore universale.
E quindi, lodato sia questo nuovo Francesco, che
come il suo predecessore d’Assisi, non si perde in concetti
astratti, ma indica e pratica comportamenti di semplicità, cammina
con chiunque voglia salvare il nostro futuro e ci spinge ad
impegnarsi nel buongoverno della polis.
giovedì 3 settembre 2015
La terza guerra mondiale: ci siamo già dentro?
Fabio Mini: "Oggi la guerra limitata non è più possibile neppure in linea teorica:
gli interessi politici ed economici di ogni conflitto, anche il più
remoto e insignificante, coinvolgono sia tutte le maggiori potenze sia
le tasche e le coscienze di tutti. La guerra è diventata un illecito del
diritto internazionale e non è più la prosecuzione della politica, ma
la sua negazione, il suo fallimento".
dalla pagina http://movisol.org/ex-comandante-nato-si-sta-preparando-lo-scontro-nucleare/
Il generale di Corpo d’Armata Fabio Mini, ex capo di stato maggiore del Southern Command della NATO ed ex comandante delle truppe KFOR in Kossovo, ha ammonito del pericolo di un’escalation di quella che definisce una “Guerra mondiale” già in corso, che può sfociare in un conflitto nucleare. Mini traccia anche un collegamento con la dinamica del potere dei mercati finanziari sugli stati nazionali. In un’intervista con Enzo Pennetta, sul suo sito “Critica Scientifica”, Mini dice che “a cominciare dalla guerra fredda che i paesi baltici hanno iniziato contro la Russia, dalla guerra “coperta” degli americani contro la stessa Russia, dai pretesti russi contro l’Ucraina, alla Siria, allo Yemen e agli altri conflitti cosiddetti minori o “a bassa intensità” tutto indica che non dobbiamo aspettare un altro conflitto totale: ci siamo già dentro fino al collo. Quello che succede in Asia con il Pivot strategico sul Pacifico è forse il segno più evidente che la prospettiva di una esplosione simile alla seconda guerra mondiale è più probabile in quel teatro. Non tanto perché si stiano spostando portaerei e missili (cosa che avviene), ma perché la preparazione di una guerra mondiale di quel tipo, anche con l’inevitabile scontro nucleare, è ciò che si sta preparando. Non è detto che avvenga in un tempo immediato, ma più la preparazione sarà lunga più le risorse andranno alle armi e più le menti asiatiche e occidentali si orienteranno in quel senso.
continua
dalla pagina http://movisol.org/ex-comandante-nato-si-sta-preparando-lo-scontro-nucleare/
Il generale di Corpo d’Armata Fabio Mini, ex capo di stato maggiore del Southern Command della NATO ed ex comandante delle truppe KFOR in Kossovo, ha ammonito del pericolo di un’escalation di quella che definisce una “Guerra mondiale” già in corso, che può sfociare in un conflitto nucleare. Mini traccia anche un collegamento con la dinamica del potere dei mercati finanziari sugli stati nazionali. In un’intervista con Enzo Pennetta, sul suo sito “Critica Scientifica”, Mini dice che “a cominciare dalla guerra fredda che i paesi baltici hanno iniziato contro la Russia, dalla guerra “coperta” degli americani contro la stessa Russia, dai pretesti russi contro l’Ucraina, alla Siria, allo Yemen e agli altri conflitti cosiddetti minori o “a bassa intensità” tutto indica che non dobbiamo aspettare un altro conflitto totale: ci siamo già dentro fino al collo. Quello che succede in Asia con il Pivot strategico sul Pacifico è forse il segno più evidente che la prospettiva di una esplosione simile alla seconda guerra mondiale è più probabile in quel teatro. Non tanto perché si stiano spostando portaerei e missili (cosa che avviene), ma perché la preparazione di una guerra mondiale di quel tipo, anche con l’inevitabile scontro nucleare, è ciò che si sta preparando. Non è detto che avvenga in un tempo immediato, ma più la preparazione sarà lunga più le risorse andranno alle armi e più le menti asiatiche e occidentali si orienteranno in quel senso.
continua
martedì 1 settembre 2015
Un umano rinnovato, per abitare la terra
10ª Giornata per la custodia del creato
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La Giornata per la custodia del creato [oggi la decima edizione] è
un'iniziativa voluta dalla Conferenza Episcopale Italiana in
sintonia con le altre comunità ecclesiali europee che consiste in
una giornata annuale dedicata a riaffermare l'importanza, anche
per la fede, del'ambientalismo con tutte le sue implicazioni
etiche e sociali.
1º settembre: Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato
dalla pagina http://press.vatican.va/content/salastampa/en/bollettino/pubblico/2015/08/10/0609/01316.html
di seguito il testo della Lettera che Papa Francesco ha inviato al Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e al Cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, con la quale istituisce la “Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato”, da celebrarsi ogni anno il 1° settembre:
Ai Venerati Fratelli
Cardinale Peter Kodwo Appiah TURKSON
Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace
Cardinale Kurt KOCH
Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani
Condividendo con l’amato fratello il Patriarca Ecumenico Bartolomeo le preoccupazioni per il futuro del creato (cfr Lett. Enc. Laudato si’, 7-9), ed accogliendo il suggerimento del suo rappresentante, il Metropolita Ioannis di Pergamo, intervenuto alla presentazione dell’Enciclica Laudato si’ sulla cura della casa comune, desidero comunicarvi che ho deciso di istituire anche nella Chiesa Cattolica la “Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato”, che, a partire dall’anno corrente, sarà celebrata il 1° settembre, così come già da tempo avviene nella Chiesa Ortodossa.
Come cristiani vogliamo offrire il nostro contributo al superamento della crisi ecologica che l’umanità sta vivendo. Per questo dobbiamo prima di tutto attingere dal nostro ricco patrimonio spirituale le motivazioni che alimentano la passione per la cura del creato, ricordando sempre che per i credenti in Gesù Cristo, Verbo di Dio fattosi uomo per noi, «la spiritualità non è disgiunta dal proprio corpo, né dalla natura o dalle realtà di questo mondo, ma piuttosto vive con esse e in esse, in comunione con tutto ciò che li circonda» (ibid., 216). La crisi ecologica ci chiama dunque ad una profonda conversione spirituale: i cristiani sono chiamati ad una «conversione ecologica che comporta il lasciare emergere tutte le conseguenze dell’incontro con Gesù nelle relazioni con il mondo che li circonda» (ibid., 217). Infatti, «vivere la vocazione di essere custodi dell’opera di Dio è parte essenziale di un’esistenza virtuosa, non costituisce qualcosa di opzionale e nemmeno un aspetto secondario dell’esperienza cristiana» (ibid).
L’annuale Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato offrirà ai singoli credenti ed alle comunità la preziosa opportunità di rinnovare la personale adesione alla propria vocazione di custodi del creato, elevando a Dio il ringraziamento per l’opera meravigliosa che Egli ha affidato alla nostra cura, invocando il suo aiuto per la protezione del creato e la sua misericordia per i peccati commessi contro il mondo in cui viviamo. La celebrazione della Giornata, nella stessa data, con la Chiesa Ortodossa sarà un’occasione proficua per testimoniare la nostra crescente comunione con i fratelli ortodossi. Viviamo in un tempo in cui tutti i cristiani affrontano identiche ed importanti sfide, alle quali, per risultare più credibili ed efficaci, dobbiamo dare risposte comuni. Per questo, è mio auspicio che tale Giornata possa coinvolgere, in qualche modo, anche altre Chiese e Comunità ecclesiali ed essere celebrata in sintonia con le iniziative che il Consiglio Ecumenico delle Chiese promuove su questo tema.
A Lei, Cardinale Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, chiedo di portare a conoscenza delle Commissioni Giustizia e Pace delle Conferenze episcopali, nonché degli Organismi nazionali e internazionali impegnati in ambito ecologico, l’istituzione della Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, affinché, in armonia con le esigenze e le situazioni locali, la celebrazione sia debitamente curata con la partecipazione dell’intero Popolo di Dio: sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli laici. A tale scopo, sarà premura di codesto Dicastero, in collaborazione con le Conferenze Episcopali, attuare opportune iniziative di promozione e di animazione, affinché questa celebrazione annuale sia un momento forte di preghiera, riflessione, conversione e assunzione di stili di vita coerenti.
A Lei, Cardinale Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, chiedo di prendere i necessari contatti con il Patriarcato Ecumenico e con le altre realtà ecumeniche, affinché tale Giornata Mondiale possa diventare segno di un cammino percorso insieme da tutti i credenti in Cristo. Sarà premura inoltre di codesto Dicastero curare il coordinamento con iniziative simili intraprese dal Consiglio Ecumenico delle Chiese.
Mentre auspico la più ampia collaborazione per il migliore avvio e sviluppo della Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, invoco l’intercessione della Madre di Dio Maria Santissima e di san Francesco d’Assisi, il cui Cantico delle Creature ispira tanti uomini e donne di buona volontà a vivere nella lode del Creatore e nel rispetto del creato. Avvalora questi voti la Benedizione Apostolica, che di cuore imparto a voi, Signori Cardinali, e a quanti collaborano nel vostro ministero.
Dal Vaticano, 6 agosto 2015
Festa della Trasfigurazione del Signore
FRANCISCUS
di seguito il testo della Lettera che Papa Francesco ha inviato al Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e al Cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, con la quale istituisce la “Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato”, da celebrarsi ogni anno il 1° settembre:
Ai Venerati Fratelli
Cardinale Peter Kodwo Appiah TURKSON
Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace
Cardinale Kurt KOCH
Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani
Condividendo con l’amato fratello il Patriarca Ecumenico Bartolomeo le preoccupazioni per il futuro del creato (cfr Lett. Enc. Laudato si’, 7-9), ed accogliendo il suggerimento del suo rappresentante, il Metropolita Ioannis di Pergamo, intervenuto alla presentazione dell’Enciclica Laudato si’ sulla cura della casa comune, desidero comunicarvi che ho deciso di istituire anche nella Chiesa Cattolica la “Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato”, che, a partire dall’anno corrente, sarà celebrata il 1° settembre, così come già da tempo avviene nella Chiesa Ortodossa.
Come cristiani vogliamo offrire il nostro contributo al superamento della crisi ecologica che l’umanità sta vivendo. Per questo dobbiamo prima di tutto attingere dal nostro ricco patrimonio spirituale le motivazioni che alimentano la passione per la cura del creato, ricordando sempre che per i credenti in Gesù Cristo, Verbo di Dio fattosi uomo per noi, «la spiritualità non è disgiunta dal proprio corpo, né dalla natura o dalle realtà di questo mondo, ma piuttosto vive con esse e in esse, in comunione con tutto ciò che li circonda» (ibid., 216). La crisi ecologica ci chiama dunque ad una profonda conversione spirituale: i cristiani sono chiamati ad una «conversione ecologica che comporta il lasciare emergere tutte le conseguenze dell’incontro con Gesù nelle relazioni con il mondo che li circonda» (ibid., 217). Infatti, «vivere la vocazione di essere custodi dell’opera di Dio è parte essenziale di un’esistenza virtuosa, non costituisce qualcosa di opzionale e nemmeno un aspetto secondario dell’esperienza cristiana» (ibid).
L’annuale Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato offrirà ai singoli credenti ed alle comunità la preziosa opportunità di rinnovare la personale adesione alla propria vocazione di custodi del creato, elevando a Dio il ringraziamento per l’opera meravigliosa che Egli ha affidato alla nostra cura, invocando il suo aiuto per la protezione del creato e la sua misericordia per i peccati commessi contro il mondo in cui viviamo. La celebrazione della Giornata, nella stessa data, con la Chiesa Ortodossa sarà un’occasione proficua per testimoniare la nostra crescente comunione con i fratelli ortodossi. Viviamo in un tempo in cui tutti i cristiani affrontano identiche ed importanti sfide, alle quali, per risultare più credibili ed efficaci, dobbiamo dare risposte comuni. Per questo, è mio auspicio che tale Giornata possa coinvolgere, in qualche modo, anche altre Chiese e Comunità ecclesiali ed essere celebrata in sintonia con le iniziative che il Consiglio Ecumenico delle Chiese promuove su questo tema.
A Lei, Cardinale Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, chiedo di portare a conoscenza delle Commissioni Giustizia e Pace delle Conferenze episcopali, nonché degli Organismi nazionali e internazionali impegnati in ambito ecologico, l’istituzione della Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, affinché, in armonia con le esigenze e le situazioni locali, la celebrazione sia debitamente curata con la partecipazione dell’intero Popolo di Dio: sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli laici. A tale scopo, sarà premura di codesto Dicastero, in collaborazione con le Conferenze Episcopali, attuare opportune iniziative di promozione e di animazione, affinché questa celebrazione annuale sia un momento forte di preghiera, riflessione, conversione e assunzione di stili di vita coerenti.
A Lei, Cardinale Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, chiedo di prendere i necessari contatti con il Patriarcato Ecumenico e con le altre realtà ecumeniche, affinché tale Giornata Mondiale possa diventare segno di un cammino percorso insieme da tutti i credenti in Cristo. Sarà premura inoltre di codesto Dicastero curare il coordinamento con iniziative simili intraprese dal Consiglio Ecumenico delle Chiese.
Mentre auspico la più ampia collaborazione per il migliore avvio e sviluppo della Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, invoco l’intercessione della Madre di Dio Maria Santissima e di san Francesco d’Assisi, il cui Cantico delle Creature ispira tanti uomini e donne di buona volontà a vivere nella lode del Creatore e nel rispetto del creato. Avvalora questi voti la Benedizione Apostolica, che di cuore imparto a voi, Signori Cardinali, e a quanti collaborano nel vostro ministero.
Dal Vaticano, 6 agosto 2015
Festa della Trasfigurazione del Signore
FRANCISCUS
sabato 29 agosto 2015
p. Antonio Santini su "Nucleare e spiritualità"
Grazie al Coordinamento cristiani per la Pace [e-mail: perlapace@gmail.com]
pubblichiamo la riflessione condivisa da p. Antonio Santini ad Aviano la mattina del 9 agosto su Nucleare e spiritualità
apri o scarica il pdf
mercoledì 26 agosto 2015
Il 1° settembre la Giornata mondiale per la cura del creato
dalla pagina http://www.famigliacristiana.it/articolo/il-1-settembre-la-giornata-mondiale-per-la-cura-del-creato.aspx
La Giornata mondiale per la cura del creato si celebrerà ogni anno il primo
giorno di settembre. Si tratta di una giornata con carattere ecumenico
perché nella stessa data la celebra anche la Chiesa ortodossa. Papa Francesco parla di «passione per la cura del Creato», alimentata dal «ricco
patrimonio spirituale cristiano». E il Papa esorta tutti a considerarla
una «preziosa opportunità per chiedere perdono dei peccati commessi
contro il mondo in cui viviamo».
continua...
- La Giornata per la custodia del creato è un'iniziativa voluta dalla Conferenza Episcopale Italiana in sintonia con le altre comunità ecclesiali europee che consiste in una giornata annuale dedicata a riaffermare l'importanza, anche per la fede, del'ambientalismo con tutte le sue implicazioni etiche e sociali. La ricorrenza ufficiale è il 1º settembre, ma alle singole diocesi viene lasciata l'iniziativa di sviluppare attività locali lungo tutto il mese
venerdì 21 agosto 2015
Misericordia
Durante il suo primo Angelus Papa Francesco citò il libro "Misericordia" del cardinale Walter Kasper ...
Se non l'hai ancora letto...
Il filosofo Benedetto Ippolito nell'aprile 2013 ha scritto una sintesi del libro di Kasper: questo il link
Se non l'hai ancora letto...
Il filosofo Benedetto Ippolito nell'aprile 2013 ha scritto una sintesi del libro di Kasper: questo il link
lunedì 3 agosto 2015
6 - 9 agosto: PACE in bici
Hiroshima e Nagasaki – 6 e 9 agosto 1945
Pace in Bici 2015
Sono passati 70 anni ma, nonostante le speranze della maggioranza delle donne e degli uomini della terra, il momento in cui tutte le armi nucleari saranno eliminate dal pianeta non sembra avvicinarsi. Gli arsenali nucleari continuano a rimanere un pericolo-ricatto per l'umanità intera. L'unica certezza è che crescono sempre più le iniziative della società civile.
Secondo l'intuizione del visionario Sindaco di Firenze, Giorgio La Pira, le Città hanno una vocazione che viene dalla consapevolezza e dalla pratica della risoluzione dei problemi dei cittadini e dei conflitti senza l'uso delle armi. Per questo sono sempre di più i sindaci che aderiscono all'iniziativa del sindaco di Hiroshima, Mayors for Peace, unendo tutte le energie per costruire una grande alleanza contro le atomiche. Hiroshima e Nagasaki per noi non è solo memoria, ma è l'attualità di un impegno per arrivare insieme ad un trattato internazionale che metta al bando tutte le armi nucleari.
Per un mondo libero da armi nucleari.
Anche in questo settantesimo anniversario della distruzione di Hiroshima e Nagasaki, l’associazione Beati i costruttori di pace organizza l’iniziativa Pace in Bici:
Partenza da Alte di Montecchio Maggiore, ore 8.00.
Longare (VI), Presenza a Longare davanti alla base USA Site Pluto [ex] deposito di munizioni nucleari e incontro con l'Amministrazione comunale, che dal 2005 ha aderito a Mayors for Peace per il bando planetario delle armi atomiche.
Pace in Bici 2015
Sono passati 70 anni ma, nonostante le speranze della maggioranza delle donne e degli uomini della terra, il momento in cui tutte le armi nucleari saranno eliminate dal pianeta non sembra avvicinarsi. Gli arsenali nucleari continuano a rimanere un pericolo-ricatto per l'umanità intera. L'unica certezza è che crescono sempre più le iniziative della società civile.
Secondo l'intuizione del visionario Sindaco di Firenze, Giorgio La Pira, le Città hanno una vocazione che viene dalla consapevolezza e dalla pratica della risoluzione dei problemi dei cittadini e dei conflitti senza l'uso delle armi. Per questo sono sempre di più i sindaci che aderiscono all'iniziativa del sindaco di Hiroshima, Mayors for Peace, unendo tutte le energie per costruire una grande alleanza contro le atomiche. Hiroshima e Nagasaki per noi non è solo memoria, ma è l'attualità di un impegno per arrivare insieme ad un trattato internazionale che metta al bando tutte le armi nucleari.
Per un mondo libero da armi nucleari.
Anche in questo settantesimo anniversario della distruzione di Hiroshima e Nagasaki, l’associazione Beati i costruttori di pace organizza l’iniziativa Pace in Bici:
- per ricordare che la messa al bando delle armi nucleari dipende molto dall'impegno delle popolazioni,
- per informarci sulle più recenti campagne da sostenere per realizzare il disarmo nucleare,
- per promuovere l'adesione degli Enti Locali a Mayors for Peace - i Sindaci per la Pace,
- per raccogliere adesioni alla Solenne Promessa,
- per firmare una lettera di solidarietà al popolo della Isole Marshall,
- per ascoltare testimonianze e condividere appelli per un mondo libero da armi nucleari ...
Partenza da Alte di Montecchio Maggiore, ore 8.00.
Longare (VI), Presenza a Longare davanti alla base USA Site Pluto [ex] deposito di munizioni nucleari e incontro con l'Amministrazione comunale, che dal 2005 ha aderito a Mayors for Peace per il bando planetario delle armi atomiche.
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