venerdì 8 luglio 2016

#SoilDay: Una giornata per il Suolo

dalle pagine
http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2016/07/una-giornata-per-il-suolo-soilday-2016/
http://www.isprambiente.gov.it/it/events/una-giornata-per-il-suolo

13 luglio 2016 – ore 9:30-20:00

Casa dell’Architettura – Piazza Manfredo Fanti, 47 – Roma

Il 13 luglio, ISPRA, insieme a FAO, Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea, Aissa, Dipse, Cia, Confagricoltura, Copagri, Conaf, Legambiente, Slow Food e Forum Salviamo il Paesaggio organizzeranno una manifestazione interamente dedicata al suolo.

Ci saranno spazi di approfondimento scientifico, dibattiti e tavole rotonde che permetteranno di discutere dell’importanza del suolo e della sua tutela, spettacoli teatrali e musicali, laboratori didattici per bambini, giovani e adulti, degustazioni di prodotti della terra.

Con l’occasione sarà presentata l’edizione 2016 del Rapporto sul consumo di suolo in Italia, a cura di ISPRA e del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, con i nuovi dati sullo stato del territorio e sulle conseguenze che la continua cementificazione comporta per il nostro Paese e per il benessere di chi ci vive.

Scarica il programma in formato pdf >

Maggiori dettagli e la registrazione al convegno, ai laboratori e allo spettacolo sono disponibili qui:

mercoledì 6 luglio 2016

Papa Francesco: Siria, basta Paesi che parlano di pace e vendono armi

dalla pagina http://www.news.va/it/news/francesco-siria-basta-paesi-che-parlano-di-pace-e

“La pace in Siria è possibile”. E’ quanto afferma con forza Papa Francesco in un videomessaggio di sostegno alla Campagna di Caritas Internationalis per la pace nel Paese. Il Pontefice critica severamente quei Paesi che, da una parte, parlano di pace e, dall’altra, forniscono armi a chi combatte. Dal Papa dunque l’invito a sostenere i colloqui di pace per una soluzione politica che metta fine al conflitto che dura ormai da 5 anni. 
Il servizio di Alessandro Gisotti:

La guerra in Siria “rattrista molto il mio cuore”. Esordisce così Francesco nel suo videomessaggio alla Caritas Internationalis. Il Papa parla delle indicibili sofferenze del popolo siriano, rivolge il pensiero alle comunità cristiane che sopportano ogni tipo di discriminazione.
L'ipocrisia di chi parla di pace e alimenta la guerra
Francesco chiede di essere al fianco della Caritas, impegnandosi per la costruzione di una società più giusta e mette in guardia dall’ipocrisia di chi parla di pace e alimenta la guerra:
“Mentre il popolo soffre, incredibili quantità di denaro vengono spese per fornire le armi ai combattenti. E alcuni dei paesi fornitori di queste armi, sono anche fra quelli che parlano di pace. Come si può credere a chi con la mano destra ti accarezza e con la sinistra ti colpisce?”.
Riconoscere che non c’è soluzione militare per la Siria, ma solo politica
Il Papa incoraggia tutti “a vivere con entusiasmo quest’Anno della Misericordia per vincere l’indifferenza e proclamare con forza che la pace in Siria è possibile!”. L’invito è, dunque, di “pregare per la pace in Siria” con iniziative di sensibilizzazione in ogni ambito ecclesiale:
“Alla preghiera, poi, seguano le opere di pace. Vi invito a rivolgervi a coloro i quali sono coinvolti nei negoziati di pace affinché prendano sul serio questi accordi e si impegnino ad agevolare l’accesso agli aiuti umanitari. Tutti devono riconoscere che non c’è una soluzione militare per la Siria, ma solo una politica”.
La pace in Siria è possibile, unire le forze a tutti i livelli
“La comunità internazionale – ribadisce – deve pertanto sostenere i colloqui di pace verso la costruzione dì un governo di unità nazionale”:
“Uniamo le forze, a tutti i livelli, per far sì che la pace nell’amata Siria sia possibile. Questo sì che sarà un grandioso esempio di misericordia e di amore vissuto per il bene di tutta la comunità internazionale!”.
(Da Radio Vaticana)

martedì 5 luglio 2016

Siria: Amnesty International denuncia rapimenti, torture e uccisioni sommarie da parte dei gruppi armati...

dalla pagina http://www.amnesty.it/Siria-Amnesty-denuncia-rapimenti-torture-uccisioni-sommarie-gruppi-armati

Amnesty International ha denunciato un'agghiacciante ondata di rapimenti, torture e uccisioni sommarie da parte dei gruppi armati che agiscono nelle province di Aleppo, Idlib e in altre zone del nord della Siria. 
Alcuni di questi gruppi, nonostante si rendano responsabili di violazioni delle leggi di guerra, sono sostenuti da paesi quali Arabia Saudita, Qatar, Stati Uniti d'America e Turchia.

leggi anche:   

dalla pagina http://www.lastampa.it/2016/06/11/vaticaninsider/ita/documenti/quel-patto-col-diavolo-tra-loccidente-e-i-finanziatori-del-terrore-xAVa5RMqkLoakjINpZG6VJ/pagina.html
 
Quel “patto col diavolo” tra l’Occidente e i finanziatori del terrore

Terrorismo wahabita, guerre, flussi finanziari, colossali compravendite di armi: in un libro di Fulvio Scaglione storia, dati e numeri su ciò che per ragioni di business le democrazie occidentali fingono di non vedere 

«La conclusione, inevitabile, è una sola: sappiamo, ma facciamo finta di non sapere. Continuiamo a parlare di lotta al terrorismo islamico, ai jihadisti, ma non interveniamo abbastanza sul denaro, cioè sul motore che tiene in vita e promuove quello stesso terrorismo. Ci teniamo stretti come amici proprio coloro che sostengono chi anima quella che molti di noi considerano addirittura una minaccia alla sopravvivenza della nostra civiltà. E li armiamo, li rendiamo sempre più potenti e, all’occorrenza, devastanti». È l’amara ma realistica conclusione a cui arriva il giornalista Fulvio Scaglione, inviato di guerra e conoscitore del Medio Oriente, nel suo ultimo libro: «Il patto con il diavolo» (BUR, pp. 208, 15 euro), un saggio a metà tra storia e cronaca che spiega «come abbiamo consegnato il Medio Oriente al fondamentalismo e all’Isis». Leggendo il saggio di Scaglione si comprende ancora meglio perché Papa Francesco, quando parla o viene interpellato sul terrorismo e sulla guerra, non ometta di citare spesso i trafficanti di armi, i flussi finanziari e una certa ipocrisia da parte di alcuni leader.  [continua]

sabato 2 luglio 2016

Brexit [ma non solo]: Una vera classe dirigente non delega le sue responsabilità

da La Voce dei Berici, Domenica 3 luglio 2016, p. 2

[...] ancora una volta, a vincere nelle urne sono stati pregiudizi e disinformazione. Un paio di dati per tutti: chi ha votato per andarsene, ritiene che il 20 per cento della popolazione sul suolo britannico sia costituito da immigrati dai Paesi europei, in realtà è appena il 5 per cento; quattro elettori su dieci hanno dichiarato di non sapere che il parlamento europeo è eletto dai cittadini, e solo un elettore su venti ha saputo indicare il nome di un europarlamentare.
Ma gettare ogni colpa sul povero inglese medio, significa non cogliere il problema. Semmai, il disastro causato da Cameron, chiamando gli inglesi alle urne può spingerci a sollevare un interrogativo che a qualcuno parrà politicamente scorretto, ma che a noi sembra invece ineludibile: davvero “dare la parola ai cittadini”, sempre e comunque, segna il trionfo della democrazia? Davvero questioni così delicate, complesse, destinate a segnare la vita delle future generazioni e forse gli stessi equilibri geopolitici del pianeta, si possono sbrogliare con un sì o un no a maggioranza? [continua] 

da "Democrazia oggi", Lectio Magistralis del prof. Massimo Cacciari

"La democrazia diretta è impossibile in una società complessa" 

venerdì 1 luglio 2016

Brexit, se l'informazione dimentica i «no global»

dalla pagina http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/SE-LINFORMAZIONE-DIMENTICA-I-NO-GLOBAL-.aspx 

[...] La vittoria della Brexit ha costretto a volgere lo sguardo verso un mondo che la globalizzazione ha lasciato nell’ombra. Ci si è accorti subito che i voti del leave venivano dalla campagna e dalle periferie e mostravano chiaramente i segni sociologici ed emotivi di classi meno agiate e meno culturalmente attrezzate e della paura (soprattutto anziana) per il futuro. Schierandosi per la Brexit queste aree sono venute allo scoperto, si sono fatte vive sottraendosi, con un clamore diventato assordante, a un anonimato scambiato, un po’ troppo sbrigativamente, per irrilevanza. 
[...] Le zone lasciate in ombra si trasformano così in zone d’ombra tout court, secondo un processo che prende derive sociologiche – l’arretratezza culturale, la solitudine e la separatezza di aree lontane dai canoni di una modernità un po’ troppo disinvoltamente definita – trascurando bellamente tutto il resto. [continua]

Aggiornamenti TTIP e CETA

Ultime Notizie su Eventi e Azioni per lo StopTTIP e StopCETA

Stop TTIP VIDEO Pubblicato il 27 giu 2016

Stop TTIP - Italia  Pubblicato il 12 ott 2014
La Campagna Stop TTIP Italia nasce a febbraio 2014 per coordinare organizzazioni, reti, realtà e territori che si oppongono all’approvazione del Trattato di Partenariato Transatlantico su commercio e Investimenti (TTIP).

giovedì 30 giugno 2016

Un seminario parlamentare per discutere di TTIP

dalla pagina https://stop-ttip-italia.net/2016/06/29/seminario-parlamentare-ttip-333/


“Il trattato commerciale UE-USA (TTIP): preoccupazioni e proposte di parti sociali e imprese”, è il titolo del seminario parlamentare promosso dalla Campagna Stop TTIP Italia insieme ad altre dieci organizzazioni che rappresentano il mondo dell’agricoltura, del sindacato, dei consumatori, dell’ambientalismo e del commercio (SCARICA IL VOLANTINO). Il momento di dialogo con le istituzioni è in agenda per il 5 luglio 2016, a partire dalle ore 15, in sala Aldo Moro. [continua]

dalla pagina http://video.repubblica.it/economia-e-finanza/ttip-marcon-si-nella-sala-lettura-del-trattato-un-ora-per-800-pagine-non-e-vera-trasparenza/244700/244763?ref=HRBV-1

TTIP, Marcon (Si) nella sala lettura del trattato: "Un'ora per 800 pagine, non è vera trasparenza"

Da qualche settimana al ministero dello Sviluppo Economico è aperta la sala lettura dove i parlamentari possono consultare i documenti del TTIP, il trattato di commercio transatlantico in corso di negoziazione tra Unione Europea e USA. La possibilità per deputati e senatori di accedere alle carte del trattato è stata concessa in risposta alle polemiche sull'eccesso di segretezza che per mesi ha circondato il negoziato. Il deputato di Sinistra Italiana, Giulio Marcon, è stato il primo a entrare nella sala di lettura, off limits per giornalisti, organizzazioni non governative e semplici cittadini. Uscendo dalla sua seconda visita al ministero, Marcon racconta il complicato percorso che regola l'accesso ai documenti del TTIP e che, a suo giudizio, mantiene il negoziato ancora troppo poco trasparente.

di Marco Billeci

mercoledì 29 giugno 2016

Con coraggio verso una unione politica

dal sito del Movimento Federalista Europeo e Gioventù Federalista Europea

Lettera MFE-GFE al Presidente Renzi dopo Brexit

Al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi

Signor Presidente,
come ha Lei stesso ricordato all’indomani dell’esito negativo del referendum britannico, siamo ad un tornante storico, in cui la scelta  non deve essere tra restare o abbandonare la casa europea, ma tra mettersi all’opera per ristrutturarla o lasciarla cadere in pezzi. Per ristrutturarla è indispensabile impostare fin d’ora tutte le politiche necessarie per riconquistare la fiducia dei cittadini e la solidarietà tra i nostri paesi; ma è evidente che queste politiche sarebbero destinate all’insuccesso e non sarebbero credibili, se non venissero subito inquadrate in un progetto coerente di consolidamento dell’unione monetaria in una vera unione politica. È un dato di fatto, ormai sperimentato, che non è possibile alcun serio rilancio delle politiche comuni europee a partire dall’eurozona senza inquadrarle in una riforma delle istituzioni comuni che le renda adeguate ad attuare e governare tali politiche. [continua]

Dichiarazione del Comitato centrale MFE sull'esito del referendum in Gran Bretagna

Miopia e responsabilità politiche
Bisogna essere ottusi per non capire che una irresponsabile ed irrazionale degenerazione della  lotta di potere nazionale in uno Stato membro ha condotto l'Unione europea sull'orlo dell'abisso: un accordo con uno Stato membro ad di fuori dei Trattati, una perniciosa vittoria dei movimenti populisti ed anti europei, un precedente pericoloso che altri Paesi potrebbero seguire, la stessa possibile disintegrazione di un Regno dopo più di 300 anni di storia comune. Siamo alla resa dei conti: occorre un’accelerazione, e non certo un rallentamento, come taluni sembrerebbero intenzionati a proporre, del processo di consolidamento dell’unione monetaria in una unione politica. [continua]

#iostoconledonne


femminicidio: punta dell'iceberg della questione maschile non affrontata

martedì 28 giugno 2016

Un unico desiderio: Vivere, con dignità. Puoi negarlo?

da Human documentario del 2015 di Yann Arthus-Bertrand

Incontro con José Alberto Mujica Cordano, conosciuto pubblicamente come Pepe Mujica, senatore della repubblica e capo dello Stato dal 2010 al 2015. 

[voce narrante] "...  è l'unico politico presente nel film. Sembra avere un'altra idea di come potrebbe essere il Mondo. Si chiama José Mujica ed è stato capo dello stato dell'Uruguay fino al 2015. L'ho incontrato quando era ancora Presidente. [...] E' un ex-leader della opposizione che ha trascorso 12 anni in prigione. Anche da Presidente ha continuato a vivere nella sua piccola fattoria. Non ha un conto corrente, guida il suo vecchio maggiolino e destina il 90% del suo stipendio alle Ong. Rappresenta un altro genere di politico...". 

[Pepe Mujica] "O si è felici con poco, senza sovraccaricarsi, perché la felicità è dentro di sé, o non si approda  a nulla. Questa non è un'apologia della povertà, ma l'apologia della sobrietà. Abbiamo inventato una società dei consumi in continua ricerca della crescita.
I poveri dell'Africa Su-sahariana che camminano per chilometri per trovare dell'acqua non sono i poveri dell'Africa: sono i proveri della nostra umanità. La responsabilità è di tutti. Però ci sono persone di 80 - 90 anni che hanno milioni e migliai di milioni e continuano ad accumulare denaro. E noi siamo incapaci, non abbiamo il coraggio di tassarli e dirgli "Basta!". E' incredibile. Questi sono i problemi dell'agenda mondiale, di un mondo che non ha una governance. Se non siamo capaci di stabilire degli obiettivi, di occuparci dei problemi dell'umanità e di affrontarli rendendoli la nostra ragione centrale di vita, mettiamo in pericolo la nostra stessa vita. 
Pepe Mujica
La fase del capitalismo che stiamo vivendo, ha portato il progresso. Probabilmente, ha aumentato l'aspettativa di vita di 40 anni. Ma allo stesso tempo ci ha rovinato la vita, ci ha rubato il tempo. Ci ha trasformati tutti in merce di scambio. Siamo tutti in vendita. Abbiamo inventato una società del consumo, consumista, con un bisogno costante di crescere. Perché se l'economia non cresce, è una tragedia. Abbiamo inventato una montagna di bisogni superflui. Buttiamo via, compriamo, buttiamo via... Ma è la nostra vita che stiamo sperperando. Perché quando compro qualcosa, o tu compri qualcosa, non lo compriamo con i soldi, lo compriamo con il tempo della vita che abbiamo speso per guadagnare quei soldi. Con l'unica differenza che l'unica cosa che non si può comprare è la vita. La vita si esaurisce. Ed è terribile sprecare la propria vita per perdere la libertà. La vita è troppo bella per darle così poca importanza. Forse, dobbiamo aspettare che il malcontento si diffonda per renderci conto del valore che hanno le cose più semplici e fondamentli della vita". 

domenica 26 giugno 2016

27 giugno 1980: Strage di Ustica

dal film Ustica di Renzo Martinelli

"Ecco cosa è accaduto quel 27 giugno nel cielo di Ustica..."

 "I resti del caccia USA ripescati al lagrgo di Ustica fra i rottami del DC9 Itavia [...] scomparsi senza lasciare traccia" 

"[...] Quali reperti sono stati ripescati prima delle operazioni del DC9? E da chi?"

"Insieme ai resti del DC9 venne ripescato un serbatoio sub alare da 300 galloni di un caccia militare USA..." 

"[...] frammenti metallici la cui lega corrisponde a quella utilizzata nei pannelli alari dei caccia USA F-5E"

dalla pagina http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/31/ustica-la-quarta-verita-in-un-film-il-regista-caccia-usa-contro-il-dc9-bonfietti-pista-plausibile-ancora-molta-strada-da-fare/2596316/

E’ la cosiddetta “quarta ipotesi” su Ustica, dopo quella del cedimento strutturale, della bomba a bordo, e del missile, in 35 anni in cui si sono susseguite indagini, sentenze, depistaggi, morti sospette di testimoni.

Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica. “Martinelli può girare ciò che vuole. La pista che descrive, peraltro, è una di quelle possibili. Quello che mi costerna è che ancora oggi dopo tutto questo tempo non si riesca ad andare avanti per capire fino in fondo ciò che successe quella notte. Manca sempre la volontà politica per farlo. Meglio che un film così ci sia per smuovere nuovamente l’attenzione sul caso”.

“Non ci sono vere e proprie tracce di una collisione con un caccia sui pezzi recuperati del DC9. Che poi l’aereo militare spezzi in due l’aereo civile, come mi viene detto si vede nel film, non lo credo verosimile. Bisognerebbe immaginare gli effetti di un postbruciatore di un caccia che colpisce da vicino un aereo: tracce che non ci sono”, sottolinea il giornalista Andrea Purgatori, sceneggiatore de Il Muro di Gomma. “Il film lo andrò a vedere. Per ora ho visto il trailer e c’è un inseguimento tra i caccia americani e quello libico, dato storico molto verosimile. Ci sono testimoni in parti diverse della Calabria di questo fatto quella sera. Anche il coinvolgimento degli americani è verosimile. Se poi hanno sparato un missile i francesi e hanno abbattuto il DC9, o sono stati gli americani col caccia, parliamo della stessa partita a carte e i giocatori sono quelli”.

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Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica