sabato 2 luglio 2016

Brexit [ma non solo]: Una vera classe dirigente non delega le sue responsabilità

da La Voce dei Berici, Domenica 3 luglio 2016, p. 2

[...] ancora una volta, a vincere nelle urne sono stati pregiudizi e disinformazione. Un paio di dati per tutti: chi ha votato per andarsene, ritiene che il 20 per cento della popolazione sul suolo britannico sia costituito da immigrati dai Paesi europei, in realtà è appena il 5 per cento; quattro elettori su dieci hanno dichiarato di non sapere che il parlamento europeo è eletto dai cittadini, e solo un elettore su venti ha saputo indicare il nome di un europarlamentare.
Ma gettare ogni colpa sul povero inglese medio, significa non cogliere il problema. Semmai, il disastro causato da Cameron, chiamando gli inglesi alle urne può spingerci a sollevare un interrogativo che a qualcuno parrà politicamente scorretto, ma che a noi sembra invece ineludibile: davvero “dare la parola ai cittadini”, sempre e comunque, segna il trionfo della democrazia? Davvero questioni così delicate, complesse, destinate a segnare la vita delle future generazioni e forse gli stessi equilibri geopolitici del pianeta, si possono sbrogliare con un sì o un no a maggioranza? [continua

da "Democrazia oggi", Lectio Magistralis del prof. Massimo Cacciari

"La democrazia diretta è impossibile in una società complessa