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lunedì 1 giugno 2015
martedì 26 maggio 2015
Campagna “Un'altra difesa è possibile”
dalla pagina http://www.retedellapace.it/2015/05/proposta-di-legge-difesa-civile-depositata-alla-camera/
Obiettivo raggiunto: gli scatoloni con le 50.000 firme necessarie per la presentazione della Legge di Iniziativa popolare sono stati consegnati da una rappresentanza del Comitato Promotore. La raccolta è avvenuta in tutta Italia, nel corso degli ultimi sei mesi, da centinaia di associazioni, gruppi, movimenti delle principali Reti del mondo pacifista, nonviolento, disarmista e del servizio civile.
La Legge “Istituzioni e modalità di finanziamento del Dipartimento per la Difesa civile, non armata e nonviolenta” vuole dare piena attuazione agli articoli 11 e 52 della Costituzione (ripudio della guerra e difesa della patria affidata ai cittadini) e avviare nel paese una politica di difesa della popolazione, del territorio, delle istituzioni: il servizio civile, la protezione civile, i corpi civili di pace e un Istituto di ricerche sulla pace ed il disarmo, sono gli elementi centrali della proposta legislativa la cui presentazione verrà annunciata già nella prossima seduta parlamentare a Montecitorio.
Grande soddisfazione è stata espressa per questo risultato dai promotori della Campagna “Un’altra difesa è possibile” che hanno registrato l’adesione anche di decine di Sindaci di città grandi e piccole (Roma, Milano, Napoli, Genova, Reggio Emilia, Pavia, Modena, Messina, Vicenza, Livorno, Cagliari…) e di tanti Consigli Comunali, come dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna.
“In attesa che gli uffici della Camera dei Deputati controllino la validità e la sufficienza delle firme raccolte – ha dichiarato Mao Valpiana, coordinatore della Campagna e presentatore della Legge – chiediamo che fin da subito Deputati e Senatori la possano fare propria, avviando il dibattito sulla necessità che anche nel nostro Paese venga riconosciuta a livello istituzionale una forma di difesa alternativa a quella militare”.
La proposta di Legge, tra l’altro, chiede una riduzione delle spese sostenute dal Ministero della Diesa per nuovi sistemi d’arma al fine di poter costituire un Fondo per la difesa civile non armata e nonviolenta. “Non si tratta quindi di spendere di più – ha proseguito Valpiana – ma di spendere meglio“.
A consegnare le firme sono stati i rappresentanti delle sei Reti promotrici: Rete Italiana per il Disarmo, Rete della Pace, Tavolo interventi civili di pace, Conferenza nazionale degli Enti di Servizio Civile, Forum nazionale Servizio Civile, Campagna Sbilanciamoci!
Nei prossimi giorni i promotori auspicano inoltre di potersi incontrare con la Presidente della Camera Laura Boldrini, per sottoporle i contenuti del progetto di Legge e chiedere un sollecito avvio dell’iter parlamentare relativo. Le realtà promotrici di “Un’altra difesa è possibile” avevano già incontrato l’On. Boldrini all’inizio del percorso della Campagna il 2 giugno 2013, in occasione della prima “Festa della Repubblica che ripudia la guerra”.
Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile
Forum Nazionale per il Servizio Civile
Rete della Pace
Rete Italiana per il Disarmo
Sbilanciamoci!
Tavolo Interventi Civili di Pace
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| http://www.retedellapace.it/ |
Proposta di legge difesa civile, depositata alla Camera
Grazie alle firme da tutta Italia un’altra difesa
è oggi più vicina e possibile
Depositata oggi alla Camera dei Deputati la Legge di iniziativa popolare per la Difesa civile, non armata e nonviolenta
Con la presentazione odierna presso la Camera dei Deputati si è concluso il primo passo formale importante della Campagna “Un’altra Difesa è possibile”.Obiettivo raggiunto: gli scatoloni con le 50.000 firme necessarie per la presentazione della Legge di Iniziativa popolare sono stati consegnati da una rappresentanza del Comitato Promotore. La raccolta è avvenuta in tutta Italia, nel corso degli ultimi sei mesi, da centinaia di associazioni, gruppi, movimenti delle principali Reti del mondo pacifista, nonviolento, disarmista e del servizio civile.
La Legge “Istituzioni e modalità di finanziamento del Dipartimento per la Difesa civile, non armata e nonviolenta” vuole dare piena attuazione agli articoli 11 e 52 della Costituzione (ripudio della guerra e difesa della patria affidata ai cittadini) e avviare nel paese una politica di difesa della popolazione, del territorio, delle istituzioni: il servizio civile, la protezione civile, i corpi civili di pace e un Istituto di ricerche sulla pace ed il disarmo, sono gli elementi centrali della proposta legislativa la cui presentazione verrà annunciata già nella prossima seduta parlamentare a Montecitorio.
Grande soddisfazione è stata espressa per questo risultato dai promotori della Campagna “Un’altra difesa è possibile” che hanno registrato l’adesione anche di decine di Sindaci di città grandi e piccole (Roma, Milano, Napoli, Genova, Reggio Emilia, Pavia, Modena, Messina, Vicenza, Livorno, Cagliari…) e di tanti Consigli Comunali, come dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna.
“In attesa che gli uffici della Camera dei Deputati controllino la validità e la sufficienza delle firme raccolte – ha dichiarato Mao Valpiana, coordinatore della Campagna e presentatore della Legge – chiediamo che fin da subito Deputati e Senatori la possano fare propria, avviando il dibattito sulla necessità che anche nel nostro Paese venga riconosciuta a livello istituzionale una forma di difesa alternativa a quella militare”.
La proposta di Legge, tra l’altro, chiede una riduzione delle spese sostenute dal Ministero della Diesa per nuovi sistemi d’arma al fine di poter costituire un Fondo per la difesa civile non armata e nonviolenta. “Non si tratta quindi di spendere di più – ha proseguito Valpiana – ma di spendere meglio“.
A consegnare le firme sono stati i rappresentanti delle sei Reti promotrici: Rete Italiana per il Disarmo, Rete della Pace, Tavolo interventi civili di pace, Conferenza nazionale degli Enti di Servizio Civile, Forum nazionale Servizio Civile, Campagna Sbilanciamoci!
Nei prossimi giorni i promotori auspicano inoltre di potersi incontrare con la Presidente della Camera Laura Boldrini, per sottoporle i contenuti del progetto di Legge e chiedere un sollecito avvio dell’iter parlamentare relativo. Le realtà promotrici di “Un’altra difesa è possibile” avevano già incontrato l’On. Boldrini all’inizio del percorso della Campagna il 2 giugno 2013, in occasione della prima “Festa della Repubblica che ripudia la guerra”.
Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile
Forum Nazionale per il Servizio Civile
Rete della Pace
Rete Italiana per il Disarmo
Sbilanciamoci!
Tavolo Interventi Civili di Pace
domenica 24 maggio 2015
Petizione, un disegno di Legge e motivi per uscire dalla NATO?
Si segnala, per informazione: la Petizione e i motivi proposti da persone e movimenti nonviolenti, per la pace e contro le guerre per l'uscita dell'Italia dalla NATO per un’Italia neutrale
Dalla pagina http://www.pandoratv.it/?p=3274
Lo spot che accompagna la presentazione del disegno di legge per l’uscita dell’Italia dalla Nato, presentato dai senatori Paola De Pin e Bartolomeo Pepe, si conclude con queste parole:
"Non siamo nemici degli Stati Uniti, siamo amici della Pace"...
Dalla pagina http://www.peacelink.it/pace/a/41536.html della associazione Peacelink
No Nato: ecco i motivi per i quali urge firmare la petizione
Dalla pagina https://www.change.org/p/la-pace-ha-bisogno-di-te-sostieni-la-campagna-per-l-uscita-dell-italia-dalla-nato-per-un-italia-neutrale di Change.org una "piattaforma" internet per lanciare petizioni a livello nazionale e internazionale
Sostieni la campagna per l'uscita dell'Italia dalla NATO per un’Italia neutrale.

Attuare l'articolo 11 della Costituzione
continua
Si riporta , per informazione: l'elenco dei primi firmatari:
Dinucci Manlio, giornalista
Fo Dario, Premio Nobel, autore e attore
Imposimato Ferdinando, magistrato
Zanotelli Alex, religioso
Minà Gianni, giornalista
Vauro, disegnatore
Chiesa Giulietto, giornalista
Fo Jacopo, scrittore
Vattimo Gianni, filosofo
Pallante Maurizio, saggista
Mazzeo Antonio, giornalista
Canfora Luciano, filologo
Gesualdi Francesco, saggista
Giannuli Aldo, docente universitario
Grimaldi Fulvio, giornalista
Celestini Ascanio, attore
Cacciari Paolo, esponente politico
Cardini Franco, storico
Cremaschi Giorgio, sindacalista
Losurdo Domenico, filosofo
Mazzucco Massimo, giornalista e regista
Riondino David, musicista
Zucchetti Massimo, docente universitario
mercoledì 20 maggio 2015
Digiuno a staffetta a sostegno della iniziativa di don Albino Bizzotto
Comunicato stampa -
Vicenza, 19 maggio 2015
Custodire il creato, coltivare l'umano
digiuno a staffetta a tempo indeterminato a sostegno
di don Albino Bizzotto
con inizio
mercoledì 20 maggio ore 20,45
davanti al capitello della madonna di viale
Ferrarin
A partire da domani sera,
mercoledì 20 maggio 2015 alle 20,45, dopo aver sostato in preghiera con in
rosario per la pace, come mensilmente facciamo davanti al capitello di via
Ferrarin nelle adiacenze della base militare Dal Molin, daremo inizio
anche a Vicenza - città che ospita il Festival Biblico “Custodire il creato, coltivare l'umano” - ad
un digiuno a staffetta a tempo indeterminato a sostegno del digiuno a sola
acqua di don Albino Bizzotto (www.beati.eu).
Anche per la nostra Vicenza,
già gravata da pesanti strutture militari che mortificano la sua vocazione alla
convivenza pacifica messa a dura prova da una cementificazione selvaggia che devasta l'equilibrio del territorio cittadino
(base USA Dal Molin, speculazioni edilizie a Borgo Berga, Pomari, ecc.)
e provinciale (Valdastico sud, Pedemontana, inquinamento alla
falda provocato dalla Miteni, ed ora Valdasticco Nord, TAV/AC, ecc.)
si fa sempre più impellente la necessità di rilanciare questo grande
prioritario impegno di custodire il creato per coltivare l'umano.
Se qualcuno volesse aderire e far
conoscere il suo giorno di digiuno può segnalarlo alla seguente mail: antoniosantino@live.it .
Mentre
vicende inquietanti e rovinose incalzano su vari scenari mondiali, di cui il
flusso ininterrotto di profughi nel Mediterraneo è quotidiana testimonianza, Francesco,
vescovo di Roma e papa esorta i cristiani e i fedeli di tutte le religioni a
far sentire la loro voce sulle questioni che stanno sconvolgendo l'immagine
dell'uomo e del creato.
Proprio
su questi versanti (a difesa dell'uomo e del creato) don Albino Bizzotto (padre
fondatore dell'associazione “Beati i costruttori di pace”) sta, in questi
giorni, impegnando la sua vita e la sua persona in un digiuno a sola acqua,
oramai già al settimo giorno.
Questo
suo gesto, oltre a suscitare in noi grande attenzione e piena solidarietà,
interpella la nostra coscienza di cristiani su questioni fondamentali,
ricordandoci che:
*
l'accoglienza di ogni creatura umana (e di ogni essere vivente) non è optional, ma impegno prioritario:
“Ero forestiero, affamato, malato, in carcere
e mi avete riconosciuto e accolto nel più piccolo dei
miei fratelli.
Venite benedetti nella casa del Padre mio... (Mt 25);
* anche la Terra è una creatura vivente (Madre che in Dio ci ha generato) e come tale va
rispettata, coltivata e amata:
“Il
Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino dell'Eden,
perché lo coltivasse e lo
custodisse” (Gen 2,15 ).
Oggi,
ci ricorda don Albino “l'emergenza terra si presenta con una gravità da
metastasi”.
Per
questo, nell'attuale passaggio d'epoca che ci vede protagonisti (spesso
passivi) si fa sempre più impellente la necessità di passare anche nei
confronti della natura da una cultura di guerra e di predominio con
conseguenti devastazioni e sfruttamento spregiudicato delle risorse del pianeta
ad una cultura di pace, in grado di ridare respiro alla terra e di ristabilire con essa, prima generatrice
di vita per tutti, una relazione di rispetto profondo e di cura attenta mirata
alla valorizzazione dei suoi prodotti in una logica di condivisione con tutti
gli esseri viventi. Divenire, così promotori e attori di quello che Ernesto
Balducci profeticamente chiamava “ecumenismo creaturale”: una forma
nuova che abbraccia in un unico cerchio non solo i credenti di tutte le
religioni e quanti si fanno propagatori del Bene, ma anche tutte le creature
dell'universo.
Il
Festival biblico (21 maggio-2giugno), evento di particolare significato e
risonanza per le nostre comunità, con al centro il grande tema “Custodire la
terra, coltivare l'umano”, ci richiama direttamente alla centralità di
queste due dimensioni, che, soprattutto nel momento storico attuale hanno
bisogno di ritrovarsi, come in un unico abbraccio, armoniosamente coniugate
insieme.
Coordinamento dei cristiani
per la pace
c/o associazione papa Giovanni
XXIII° via Bixio 17 – Vicenza
domenica 17 maggio 2015
19 maggio & 23 maggio: due interessanti incontri
volentieri segnaliamo questi 2 incontri:
formare coscienze,
costruire la città dell'uomo
... attuali più che mai!
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sabato 23 maggio, dalle ore 16.45, al Palazzo delle Opere Sociali, in piazza Duomo a Vicenza, ci sarà la dedica del salone d'onore alla grande figura di Giuseppe Lazzati.
L’incontro sarà una grande opportunità per riscoprire insieme il valore e la statura di quest’uomo, che ha segnato così fortemente la storia politica ed ecclesiale del nostro paese.
Sarà presente il nostro vescovo Mons. Beniamino Pizziol e saremo aiutati a rileggere la storia di Giuseppe Lazzati da due ospiti d’eccezione: il prof. Luciano Caimi e l’on. Franco Monaco.
Anche altri appuntamenti sono da segnare in agenda, qui di seguito trovi tutti i dettagli!
In particolare, in vista del voto regionale, vogliamo dedicare il prossimo incontro LCA per considerare il ruolo e le sfide che attendono le regioni, per darci delle chiavi di lettura personali dei programmi elettorali e votare in modo consapevole. Saremo aiutati, nel confronto, da Mario Serafin.
L’incontro sarà una grande opportunità per riscoprire insieme il valore e la statura di quest’uomo, che ha segnato così fortemente la storia politica ed ecclesiale del nostro paese.
Sarà presente il nostro vescovo Mons. Beniamino Pizziol e saremo aiutati a rileggere la storia di Giuseppe Lazzati da due ospiti d’eccezione: il prof. Luciano Caimi e l’on. Franco Monaco.
Anche altri appuntamenti sono da segnare in agenda, qui di seguito trovi tutti i dettagli!
In particolare, in vista del voto regionale, vogliamo dedicare il prossimo incontro LCA per considerare il ruolo e le sfide che attendono le regioni, per darci delle chiavi di lettura personali dei programmi elettorali e votare in modo consapevole. Saremo aiutati, nel confronto, da Mario Serafin.
martedì 19 maggio 2015 - 9′ incontro LCA, alle ore 20.45, presso il Pensionato Studenti di Contrà San Marco, a Vicenza.
La serata prevederà, in sintesi:
… un momento di preghiera
… lo spazio di confronto “l’attualità c’interpella”: conoscere il peso della regione per capire il valore del tuo voto!
... calendario LCA per l'anno associativo 2015-2016
Ci fa piacere se confermi la tua presenza e, nel rispetto di tutti, pensiamo sia importante la puntualità di ciascuno.
Ti aspettiamo e ti ringraziamo della tua collaborazione nell'inoltrare l'intivo a chi pensi possa essere interessato.
… lo spazio di confronto “l’attualità c’interpella”: conoscere il peso della regione per capire il valore del tuo voto!
... calendario LCA per l'anno associativo 2015-2016
Ci fa piacere se confermi la tua presenza e, nel rispetto di tutti, pensiamo sia importante la puntualità di ciascuno.
Ti aspettiamo e ti ringraziamo della tua collaborazione nell'inoltrare l'intivo a chi pensi possa essere interessato.
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martedì 12 maggio 2015
Un intervento di George Friedman...
... consigliere del Dipartimento di Stato del Governo USA,
fondatore della società Stratfor (Strategic Forecasting, Inc.: si interessa di questioni strategiche geopolitiche globali), all'incontro pubblico Chicago Council on
Global Affairs.
Un documento interessante per capire come ragionano i grandi della Terra e per aiutare a comprendere gli eventi di oggi, di ieri e possibili scenari futuri.
Un esempio: "La linea politica che raccomanderei è quella adottata da Ronald Reagan nei confronti di Iran e Iraq: finanziò entrambe gli schieramenti facendo sì che si combattessero fra di loro e non combattessero contro di noi. Era una cosa cinica e certamente non morale, ma ha funzionato... e questo è il punto".
Il video è in inglese con sottotitoli in italiano grazie a Pandora TV:
https://www.youtube.com/watch?v=aYgmhO9QJFc&feature=youtu.be
Un documento interessante per capire come ragionano i grandi della Terra e per aiutare a comprendere gli eventi di oggi, di ieri e possibili scenari futuri.
Un esempio: "La linea politica che raccomanderei è quella adottata da Ronald Reagan nei confronti di Iran e Iraq: finanziò entrambe gli schieramenti facendo sì che si combattessero fra di loro e non combattessero contro di noi. Era una cosa cinica e certamente non morale, ma ha funzionato... e questo è il punto".
Il video è in inglese con sottotitoli in italiano grazie a Pandora TV:
https://www.youtube.com/watch?v=aYgmhO9QJFc&feature=youtu.be
venerdì 1 maggio 2015
Primo Maggio: torna la festa del lavoro e dei lavoratori. La riflessione di don Matteo Pasinato
dalla pagina http://www.vicenza.chiesacattolica.it/pls/vicenza/V3_S2EW_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=2957&rifi=guest&rifp=guest
Primo maggio: festa del lavoro e festa dei lavoratori. Ognuno dovrebbe festeggiare il proprio lavoro. E il proprio lavorare, perché non apprezziamo abbastanza l’opera delle nostre mani. Perché è anche nel lavoro che noi portiamo l’immagine di Dio. Dio aveva cominciato col lavoro (l’acqua, la terra, il fango... Dio ha usato le sue mani sporcandole per modellare ogni cosa), e dopo aver creato l’uomo gli consegna tutto: vai avanti!
Don Matteo Pasinato
Primo maggio: festa del lavoro e festa dei lavoratori. Ognuno dovrebbe festeggiare il proprio lavoro. E il proprio lavorare, perché non apprezziamo abbastanza l’opera delle nostre mani. Perché è anche nel lavoro che noi portiamo l’immagine di Dio. Dio aveva cominciato col lavoro (l’acqua, la terra, il fango... Dio ha usato le sue mani sporcandole per modellare ogni cosa), e dopo aver creato l’uomo gli consegna tutto: vai avanti!
Ciascuno di noi va avanti perché lavora e fa andare avanti il mondo con la propria opera. Sporcandosi le mani o spalancando l’intelligenza, è sempre lavoro.
Ognuno dovrebbe festeggiare il lavoro degli altri,
e il loro lavorare. Perché nessuno può funzionare se non funziona anche
l’altro. Ed è il lavoro di chi procura il cibo che abbiamo sulla
tavola, e ci nutre lo stomaco. Il lavoro di chi ci offre il libro che
abbiamo tra le mani, e ci sfama l’intelligenza. E avanti fino alla
prudenza dell’autista, la passione dell’insegnante... Quando tutte le persone si “sporcano” le mani tutti abbiamo una vita più “pulita”.
Dovremmo
imparare a far posto al disagio di ancora troppi che mancano della
dignità del lavoro. Recentemente una impresa del territorio ha salvato
il lavoro di molti, ridistribuendo il lavoro di tutti.
Ho visto piccoli e grandi prestiti per dare un’altra occasione a delle
famiglie. Conosco giovani che non aspettano il “sogno”, ma cominciano
con quello che è “possibile”. Sono ancora tante le famiglie che sanno fermarsi nel riposo della
domenica, cercano nella fede quello che non si trova in nessun mercato,
cioè il credere (la fiducia) e lo sperare (il futuro).
Ma in questo giorno dovrebbe far male a tutti lo sporco di corruzione, di ingiustizia, di ricerche che si sfiniscono davanti a porte chiuse.
Non è sicuro il lavoro quando non è per tutti, non è buono il lavoro quando lo si deve svendere.
Non è umano il lavoro quando prende troppo a qualcuno e non dà nulla agli altri. Se
cerco un reddito senza lavorare non posso fare festa. Se ho soldi senza
sporcare le mani e investire l’intelligenza, vuol dire che sono caduto
nel vizio della finanza “che uccide”, nel vizio della corruzione o nel
vizio del “mantenuto”. E non posso fare festa se, senza il lavoro, molti vanno “fuori gioco” dalla vita ed entrano nel gioco delle macchinette.
Teniamo caro il nostro lavoro, facciamolo con fierezza, come una cosa sacra. E proprio perché lo abbiamo, occupiamoci del lavoro di tutti. Per questo è “civile” questa ennesima festa dei lavoratori e del lavoro, perché si batte per un lavoro giusto e onesto per tutti. Altrimenti sarebbe una festa “incivile”.
Don Matteo Pasinato
Direttore Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro
venerdì 17 aprile 2015
29 aprile ore 20.30: Preghiera per il lavoro con il nostro Vescovo
“Pane sporco… Pane pulito”
Preghiera
per il lavoro con il vescovo Beniamino
Mercato Ortofrutticolo di Vicenza (davanti alla chiesa di S. Giuseppe)
L’immagine viene da papa Francesco. Al pane, sulla tavola, non
guardiamo quasi più. Ci sono tante altre cose che attirano la nostra
attenzione. Eppure il pane merita di essere guardato.
Il pane più pulito che abbiamo, come cristiani, è l’eucaristia. Ma non è
un pane “pulito” perché sterilizzato o maneggiato coi guanti. Anzi!
Viene dal sangue versato.Mercoledì 29 aprile, alla sera, nelle vicinanze del 1° maggio (festa dei lavoratori e del lavoro) il vescovo Beniamino ci dà appuntamento al Mercato Ortofrutticolo di Vicenza (parrocchia di S. Giuseppe) per un momento di preghiera, in un luogo che ospita il lavoro di tante persone, e dove si maneggia una parte di cibo che arriva nelle nostre case.
Lo spunto della preghiera viene dall’immagine del pane, “frutto delle terra e del lavoro dell’uomo” (come diciamo in ogni Messa), e la meditazione sarà sul vangelo di Matteo, che custodisce una parabola di Gesù: gli operai della vigna (Mt 20). È una parabola che vogliamo avvicinare alla vita, alla realtà di chi può lavorare fin dall’alba (e rischia di sentire solo il peso della fatica …), alla realtà di chi perde la speranza di avere un lavoro (e resta sulla piazza …), alla furbizia di chi sporca il lavoro approfittando di lavoratori ricattabili … E alla splendida immagine di un padrone (nella parabola!) che “paga a tutti lo stesso denaro”.
Il pane è pulito a cominciare dallo sguardo pulito e dal cuore pulito. La preghiera alla quale in-vitiamo le nostre Comunità non è capace - da sola - di pulire il pane. Ma può chiedere il cuore pulito, perché il pane non si pulisce da solo!
domenica 5 aprile 2015
Pasqua, festa dei macigni rotolati
Vorrei che potessimo liberarci dai macigni che ci opprimono, ogni
giorno: Pasqua è la festa dei macigni rotolati. E' la festa del
terremoto.
La mattina di Pasqua le donne, giunte nell'orto, videro il macigno rimosso dal sepolcro.
Ognuno di noi ha il suo macigno. Una pietra enorme messa all'imboccatura dell'anima che non lascia filtrare l'ossigeno, che opprime in una morsa di gelo; che blocca ogni lama di luce, che impedisce la comunicazione con l'altro.
E' il macigno della solitudine, della miseria, della malattia, dell'odio, della disperazione del peccato.
Siamo tombe alienate. Ognuno con il suo sigillo di morte.
Pasqua allora, sia per tutti il rotolare del macigno, la fine degli incubi, l'inizio della luce, la primavera di rapporti nuovi e se ognuno di noi, uscito dal suo sepolcro, si adopererà per rimuovere il macigno del sepolcro accanto, si ripeterà finalmente il miracolo che contrassegnò la resurrezione di Cristo.
Tonino Bello, vescovo
La mattina di Pasqua le donne, giunte nell'orto, videro il macigno rimosso dal sepolcro.
Ognuno di noi ha il suo macigno. Una pietra enorme messa all'imboccatura dell'anima che non lascia filtrare l'ossigeno, che opprime in una morsa di gelo; che blocca ogni lama di luce, che impedisce la comunicazione con l'altro.
E' il macigno della solitudine, della miseria, della malattia, dell'odio, della disperazione del peccato.
Siamo tombe alienate. Ognuno con il suo sigillo di morte.
Pasqua allora, sia per tutti il rotolare del macigno, la fine degli incubi, l'inizio della luce, la primavera di rapporti nuovi e se ognuno di noi, uscito dal suo sepolcro, si adopererà per rimuovere il macigno del sepolcro accanto, si ripeterà finalmente il miracolo che contrassegnò la resurrezione di Cristo.
Tonino Bello, vescovo
giovedì 26 marzo 2015
Principio di precauzione, Organismi Geneticamente Modificati e fame nel mondo...
Proponiamo alcune letture:
1 - due articoli dalla rivista Aggiornamenti Sociali:
(a) - C. Casalone S.I., Principio di precauzione. Versione «assolutista». Versione «ragionevole», Aggiornamenti Sociali, 09-10 (2003) pp. 658-661 - si può aprire/scaricare il pdf da questo "collegamento"
ottimo articolo, chiaro e corretto con un unico neo: un esempio ambiguo che potrebbe essere interpretato come di parte:
p. 660 "Per es., si possono proibire le colture GM per contenere il rischio di danneggiare la biodiversità; ma così facendo ci si espone alla possibile comparsa di parassiti più aggressivi o a un maggiore uso di pesticidi, nocivi anche per gli uomini, richiesto da piante non GM.": di fatto, fino ad ora, è successo proprio il contrario... [vedi punto 4 - in fondo]
(b) - Peter Kodwo Appiah Turkson [Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace], Per un dialogo autentico sugli OGM, Aggiornamenti Sociali, fascicolo aprile 2014, pp. 278-291 - si può aprire/scaricare il pdf da questo "collegamento"
2 - due contributi dal sito di Coldiretti:
3 - la posizione di GreenPeace dal loro sito a questa "pagina": «assolutista» o «ragionevole»?
A. Medici, C.M. Grillo, G. Bernacchia, Organismi Geneticamente Modificati. Etica, tecnica, norme, La Tribuna, Piacenza 2003
come esempi, tratti dal libro citato, due fra le molte affermazioni sugli OGM, sostenute da multinazionali, quelle direttamente coinvolte nel settore OGM, quelle che vendono "pesticidi", quelle che hanno il monopoliio delle sementi: "sostanziale equivalenza" e "con gli OGM si rispetta l'ambiente usando meno pesticidi":
p. 309: "la manipolazione genetica NON equivale alle tradizionali tecniche di incrocio per ottenere nuove razze e varietà: pertanto il "princpio di sostanziale equivalenza" deve essere rivisto alla luce delle nuove evidenze accumulate": le tradizionali teniche (non genetiche) rispettano i meccanismi di riproduzione mssi a punto da milioni di anni di evoluzione
p. 311: "le piante transgeniche più diffuse presentano nuovi caratteri di resistenza agli erbicidi e agli insetti...": proprio a causa delle più diffuse piante transgeniche c'è il rischio di un incremento nell'uso di pesticidi, venduti dalle stesse multinazionali che immettono OGM nell'habitat agricolo... e con il passare degli anni insetti e parassiti diventano comunque più resistenti.
C'è comunque chi non solo difende ma illustra i vantaggi dei semi GM (ad es. ilfattoquotidiano.it sul cotone Bt in India) gettando discredito su Vandana Shiva che "si spaccia per scienziata"...
C'è chi ricorda (ad es.Repubblica.it oppure theguardian.com) i 200mila o circa 270mila piccoli coltivatori di cotone indiani suicidi dal 1995 a causa dei debiti accumulati e insostenibili, legati a variazioni climatiche, al prezzo dei semi di cotone (che sono obbligati a ri-comprare) e dei pesticiti che devono necessariamente usare...
1 - due articoli dalla rivista Aggiornamenti Sociali:
(a) - C. Casalone S.I., Principio di precauzione. Versione «assolutista». Versione «ragionevole», Aggiornamenti Sociali, 09-10 (2003) pp. 658-661 - si può aprire/scaricare il pdf da questo "collegamento"
ottimo articolo, chiaro e corretto con un unico neo: un esempio ambiguo che potrebbe essere interpretato come di parte:
p. 660 "Per es., si possono proibire le colture GM per contenere il rischio di danneggiare la biodiversità; ma così facendo ci si espone alla possibile comparsa di parassiti più aggressivi o a un maggiore uso di pesticidi, nocivi anche per gli uomini, richiesto da piante non GM.": di fatto, fino ad ora, è successo proprio il contrario... [vedi punto 4 - in fondo]
(b) - Peter Kodwo Appiah Turkson [Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace], Per un dialogo autentico sugli OGM, Aggiornamenti Sociali, fascicolo aprile 2014, pp. 278-291 - si può aprire/scaricare il pdf da questo "collegamento"
[...] il problema non è la scarsità di cibo a livello globale. Oggi il mondo produce cibo più che sufficiente a sfamare i suoi 7 miliardi di abitanti, ma nel mondo un miliardo di persone soffre la fame (circa 1 su 7), negli Stati Uniti 50 milioni (circa 1 su 6). Molto cibo va perduto dopo il raccolto o, semplicemente, viene gettato via; un recentissimo documento si apre con queste parole: «la FAO stima che ogni anno circa un terzo del cibo prodotto per il consumo umano nel mondo vada perso o sprecato». Altre stime sono ancora più elevate. A partire dagli anni ’80 i pontefici, sulla base delle statistiche della FAO, hanno sottolineato che la disponibilità di cibo pro capite sul pianeta è in costante aumento. Quindi è chiaro che, in gran parte, la fame è un problema di distribuzione o di accesso al cibo: o non raggiunge alcune persone, oppure queste non hanno i mezzi per comprarlo. Ad altri, invece, esso arriva con grande abbondanza, anche da molto lontano, tanto che possono sprecarlo. In altri casi, infine, si registrano carenze nei sistemi di stoccaggio dei raccolti o nella catena di distribuzione dei prodotti alimentari. [...]
Si promuovono le nuove tecnologie asserendo che aumenteranno il cibo a disposizione di ciascuno, ma questo è solo un pezzo della storia. In realtà, le innovazioni sono concepite e realizzate a beneficio di un numero circoscritto di persone già molto abbienti.[...] È azzardato – e in ultima analisi assurdo, anzi peccaminoso – impiegare le biotecnologie senza la guida di un’etica profondamente responsabile. [...]
Per questo è nostra intenzione promuovere un dialogo costruttivo tra le parti interessate, negli Stati Uniti o altrove. [...]
2 - due contributi dal sito di Coldiretti:
- Biotecnologie e OGM: per una riflessione etica
- Scienziati contro gli OGM: fermate la manipolazione della vita
3 - la posizione di GreenPeace dal loro sito a questa "pagina": «assolutista» o «ragionevole»?
- Non è raro che gli OGM vengano presentati come il rimedio per la fame nel mondo o come un passo verso un'agricoltura rispettosa dell'ambiente. In realtà, gli organismi geneticamente modificati non sono altro che una sfaccettatura di un settore agricolo di stampo industriale, in cui l'uso di erbicidi e pesticidi è molto diffuso. Inoltre, il rilascio di OGM nell'ambiente comporta notevoli rischi, come la perdita di biodiversità, e molti altri addirittura imprevedibili.
- Greenpeace si oppone alla coltivazione di OGM in campo aperto. Perché è una fonte di inquinamento genetico. Perché minaccia la biodiversità. Perché inevitabilmente contamina le coltivazioni tradizionali e biologiche.
- Greenpeace NON si oppone invece alla ricerca in un ambiente confinato (laboratorio), in particolare in campo medico. Noi non siamo contro la ricerca o il progresso. Noi sosteniamo una scienza che sia a vantaggio di tutti e che rispetti l'ambiente.
A. Medici, C.M. Grillo, G. Bernacchia, Organismi Geneticamente Modificati. Etica, tecnica, norme, La Tribuna, Piacenza 2003
come esempi, tratti dal libro citato, due fra le molte affermazioni sugli OGM, sostenute da multinazionali, quelle direttamente coinvolte nel settore OGM, quelle che vendono "pesticidi", quelle che hanno il monopoliio delle sementi: "sostanziale equivalenza" e "con gli OGM si rispetta l'ambiente usando meno pesticidi":
p. 309: "la manipolazione genetica NON equivale alle tradizionali tecniche di incrocio per ottenere nuove razze e varietà: pertanto il "princpio di sostanziale equivalenza" deve essere rivisto alla luce delle nuove evidenze accumulate": le tradizionali teniche (non genetiche) rispettano i meccanismi di riproduzione mssi a punto da milioni di anni di evoluzione
p. 311: "le piante transgeniche più diffuse presentano nuovi caratteri di resistenza agli erbicidi e agli insetti...": proprio a causa delle più diffuse piante transgeniche c'è il rischio di un incremento nell'uso di pesticidi, venduti dalle stesse multinazionali che immettono OGM nell'habitat agricolo... e con il passare degli anni insetti e parassiti diventano comunque più resistenti.
C'è comunque chi non solo difende ma illustra i vantaggi dei semi GM (ad es. ilfattoquotidiano.it sul cotone Bt in India) gettando discredito su Vandana Shiva che "si spaccia per scienziata"...
C'è chi ricorda (ad es.Repubblica.it oppure theguardian.com) i 200mila o circa 270mila piccoli coltivatori di cotone indiani suicidi dal 1995 a causa dei debiti accumulati e insostenibili, legati a variazioni climatiche, al prezzo dei semi di cotone (che sono obbligati a ri-comprare) e dei pesticiti che devono necessariamente usare...
lunedì 23 marzo 2015
Un’altra difesa è possibile
Raccolta firme per una proposta di
legge di iniziativa
popolare
per istituire una difesa civile
per istituire una difesa civile
non
armata e
nonviolenta
*** si
raccomanda di
portare la carta di identità ***
Giovedì
26 marzo ore
20. 30
presso il Centro Culturale S. Paolo
viale Ferrarin 30 – Vicenza
presso il Centro Culturale S. Paolo
viale Ferrarin 30 – Vicenza
Interventi
Bepi De Marzi racconta l’“imbecillità dei bombardieri”
Mao Valpiana spiega le ragioni e gli obiettivi della
Campagna
L’Italia ripudia la guerra (art. 11
della
Costituzione), ma si continua ad acquistare armi. Crescono le
spese militari.
Continua la militarizzazione del territorio con sempre nuove
basi. Il nostro
Paese, pur essendo in piena crisi economica, si colloca tra le
prime potenze
militari e partecipa alla corsa agli armamenti più dispendiosa
della storia (cacciabombardieri
F35). L’esercito italiano è coinvolto con i suoi uomini e le sue
armi nelle
missioni cosiddette “di pace” in scenari lontani. Per superare
tutto questo è
necessario aprire nuove e coraggiose prospettive. Per questo si
propone di
istituire, con una legge di iniziativa popolare, una difesa
civile non armata e
nonviolenta, la formazione e l’addestramento dei “corpi civili
di pace”, la
possibilità di una “opzione fiscale” che sposti risorse
finanziarie dalla spesa
militare a quella per la difesa civile nonviolenta,
l’istituzione di un
Dipartimento nazionale per la difesa civile e la risoluzione
nonviolenta dei
conflitti, un Centro nazionale per le ricerche sulla pace e la
prevenzione dei
conflitti.
E altro ancora...
E altro ancora...
La Campagna è promossa
da:
Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile, Forum Nazionale per il Servizio Civile, Rete della Pace, Rete Italiana per il Disarmo, Sbilanciamoci!, Tavolo Interventi Civili di Pace
Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile, Forum Nazionale per il Servizio Civile, Rete della Pace, Rete Italiana per il Disarmo, Sbilanciamoci!, Tavolo Interventi Civili di Pace
venerdì 20 marzo 2015
Un ricordo di Mario Catagini. E un esempio
A un mese dalla sua morte, ricordiamo Mario Catagini con una immagine...
... e una lettera: due segni eloquenti del suo impegno sociale come cristiano
Lettera a “La Voce dei Berici” e “Il Giornale di Vicenza”
4 gennaio 2008
... e una lettera: due segni eloquenti del suo impegno sociale come cristiano
Lettera a “La Voce dei Berici” e “Il Giornale di Vicenza”
4 gennaio 2008
Sono
uno di quelli che dicono “no” a una nuova base militare USA a
Vicenza. L’ho detto ieri, lo ripeto oggi e non mi stancherò di
dirlo finché ne avrò le forze: “voce di chi non ha voce”.
Per
chiarire le idee a qualcuno, dico subito: questo mio “no” non
deriva dall’essere un comunista o un antiamericano. Io sono un
cristiano! Il Signore mi insegna ogni giorno a non avere nemici. “Il
Cristianesimo non è un insieme di idee, di filosofie; è una
Persona: Cristo. La vita cristiana non è un insieme di regole; è un
rapporto personale e comunitario con questa Persona“. Questa è la
catechesi insegnata da don Oreste Benzi.
Da
anni aderisco alla “Campagna Obiezione alle Spese Militari per la
Difesa Popolare Nonviolenta” che vuol dire: “Non un soldo per la
guerra, ma paghiamo per la pace: chiediamo la riduzione delle spese
militari; chiediamo che sia cambiato il modello di difesa; chiediamo
che venga istituito il Ministero della Pace“.
Per
grazia di Dio, da trent’anni appartengo alla comunità Papa
Giovanni XXIII e il mio domicilio si trova tra i poveri. Non per
questo mi sento a posto; con la preghiera e con delle buone letture
chiedo al Signore l’aiuto per convertirmi.
Sant’Agostino
in uno dei suoi discorsi diceva: “tu dai il pane all’affamato, ma
come sarebbe meglio se non dovessi dare il pane a nessuno, perché
tutti hanno il pane! Tu dai il vestito all’ignudo, ma come sarebbe
meglio se non dovessi dare il vestito a nessuno, perché tutti hanno
il vestito! Non dobbiamo coltivare i poveri per fare le opere di
misericordia, ma abbattere la miseria, così non ci sarà più
bisogno delle opere di misericordia! Bisogna rimuovere le cause che
creano l’ingiustizia per creare i cieli nuovi, la nuova terra dove
regna la giustizia di Dio”.
Prima
di parlare di chi muore di fame, di sete e di malattie, bisogna
parlare di chi ha il potere di mantenere le cose così come stanno.
Rimuovere le cause che creano i poveri, leggendo i segni dei giorni
nostri, richiede urgentemente a tutti il massimo di disponibilità e
di impegno.
La
nonviolenza non è “legge del minimo sforzo”; è invece “vino
nuovo in otri nuovi”; è sensibilizzazione per promuovere nuove
forme di linguaggi di comunicazione per un futuro smilitarizzato. Un
impegno duro, dato che chi affama è protetto dalle leggi. Lotta
nonviolenta è obiezione, non—collaborazione, disobbedienza civile,
che comportano il rischio per chi le pratica. “No dal Molin” per
me vuol dire tutto quanto ho scritto sopra.
E
voglio concludere citando un passo della lettera “L’obbedienza
non è più una virtù”, scritta da don Lorenzo Milani ai
cappellani militari: “Non discuterò qui l’idea di Patria in sé.
Non mi piacciono queste divisioni. Se voi però avete il diritto di
dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel
vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il
mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori
dall’altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri.
E se voi avete il diritto, senza essere richiamati dalla Curia, di
insegnare che italiani e stranieri possono lecitamente anzi
eroicamente squartarsi a vicenda, allora io reclamo il diritto di
dire che anche i poveri possono e debbono combattere i ricchi. E
almeno nella scelta dei mezzi sono migliore di voi: le armi che voi
approvate sono orribili macchine per uccidere, mutilare, distruggere,
far orfani e vedove. Le uniche armi che approvo io sono nobili e
incruente: lo sciopero e il voto”.
Pace
e Bene
Mario Catagini
Mario Catagini
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