mercoledì 28 agosto 2013

Alcuni appuntamenti di settembre per il creato, la giustizia, la pace

  • 1° settembre 2013
8ª Giornata per la Custodia del Creato
"La famiglia educa alla custodia del creato"


«La donna saggia costruisce la sua casa, quella stolta la demolisce con le proprie mani» (Pr 14,1). Questa antica massima della Scrittura vale per la casa come per il creato, che possiamo custodire e purtroppo anche demolire. Dipende da noi, dalla nostra sapienza scegliere la strada giusta. Dove imparare tutto ciò? La prima scuola di custodia e di sapienza è la famiglia. Così ha fatto Maria di Nazaret che, con mani d'amore, sapeva impastare «tre misure di farina, finché non fu tutta lievita» (Mt 13,33). Così pure Giuseppe, nella sua bottega, insegnava a Gesù ad essere realmente «il figlio del falegname» (Mt 13,55). Da Maria e Giuseppe, Gesù imparà a guardare con stupore ai gigli del campo e agli uccelli del cielo, ad ammirare quel sole che il Padre fa sorgere sui buoni e sui cattivi o la pioggia che scende sui giusti e sugli ingiusti (cfr Mt 5,45). 

  • 6-7-8 settembre
"A Vicenza fiorisce la nonviolenza", laboratorio sulla soluzione nonviolenta dei conflitti

 








  •  11 settembre
Anniversario delle stragi del 2001 negli USA


2006 fra Ingegneri e Architetti nord-americani (ae911truth.org) e decine di migliaia di persone chiedono la costituzione di una commissione di indagine indipendente sui fatti dell’11 settembre 2001...  

  • 14-15 settembre

martedì 27 agosto 2013

Riflessione e proposta di p. Adriano Sella "a partire dalla bella testimonianza di don Albino"

Dal digiuno straordinario al consumo responsabile ordinario
per custodire il nostro territorio

La scelta straordinaria di don Albino dei Beati i Costruttori di Pace, di mettere in atto il digiuno per richiamare l’attenzione della popolazione e delle autorità alla questione ambientale del nostro territorio, è una scelta davvero coraggiosa con una bella testimonianza. Dobbiamo ringraziarlo per il coraggio e per aver suscitato confronto, dibattito e unione di forze attorno alla questione del territorio del Veneto, fortemente a rischio a causa di varie grandi opere volute dall’economia del profitto.
Questa azione rimane, tuttavia, straordinaria sia perché pochi la possono mettere in atto e sia perché il digiuno (sciopero della fame) è uno strumento da utilizzarsi in caso di urgenza e di emergenza.
Da questa forma straordinaria bisogna passare ad una azione ordinaria: possibile a tutti i cittadini e concreta nella propria vita quotidiana. La possiamo individuare nell’impegno del consumo responsabile, critico e solidale che può essere messo in atto ogni giorno, quando compriamo cioè nell’andare a fare la spesa.
Ecco una proposta quotidiana che risponde alla domanda che mi hanno fatto varie persone in questi giorni: “Noi cosa possiamo fare per custodire il nostro territorio?”.
La prima domanda da farsi è: dove andiamo fare la spesa? La scelta di andare nei grandi centri commerciali, oppure negli ipermercati, non è la stessa cosa come quando si va a fare la spesa nei negozi o direttamente dai produttori, come fanno i gruppi di acquisto solidale (G.A.S.). La prima significa sostenere l’economia dei colossi e delle grandi multinazionali che sono i responsabili delle grandi opere che vogliamo realizzare oggi, distruggendo tutto il tessuto socio-culturale e umano di un territorio. La seconda scelta significa promuovere un’economia alternativa, sostenendo tutti i piccoli e medi negozi che riescono ad occupare molta più gente a livello lavorativo e che sono il tessuto di relazioni sociali e umane dei nostri paesi, oppure organizzandosi e andare direttamente dai produttori per sostenere il loro lavoro e il loro impegno di produrre nel pieno rispetto dell’ambiente.
Vandana Shiva, scienziata, economista e ambientalista indiana, denunciava fortemente come il grande colosso della Coca-Cola si era appropriata dell’acqua di una regione dell’India prosciugando le falde acquifere della zona nel giro di soli due anni, costringendo migliaia di donne a fare centinaia di chilometri per andare a provvisionarsi di acqua. È bene prendere coscienza, che questa azione distruttrice della multinazionale viene sostenuta da chi fa uso dei suoi prodotti e non ha il coraggio di fare una scelta alternativa.
La seconda domanda da farsi è: di chi sono i prodotti che compriamo? Comprare prodotti di grandi imprese che sono responsabili dell’inquinamento dell’ambiente, non è la stessa cosa acquistare prodotti della filiera che ha una grande attenzione verso l’agricoltura naturale e biologica. La prima filiera di produzione è altamente distruttrice dell’ambiente perché fa uso di molti diserbanti, pesticidi e agro tossici; mentre la seconda è molto attenta al rispetto della natura e del territorio. La scelta della filiera etica di produzione è molto importante: per poter rispettare l’ambiente, pagare un prezzo giusto ai produttori e rispettare i diritti dei lavoratori, così come fa il commercio equo e solidale.
Come scrisse l’economista Leonardo Becchetti, noi cittadini come consumatori abbiamo il “voto nel portafoglio”. È vero, ogni volta che compriamo votiamo col nostro portafoglio. Questo è un potere enorme nelle mani dei cittadini. Lo sappiamo utilizzare? Ed è uno strumento quotidiano che ci pone davanti ad un bivio: continuare a sostenere l’attuale economia di profitto, nelle mani delle multinazionali (pensiamo al business mondiale del cibo che viene gestito da un pugno di transnazionali); oppure promuovere un’economia alternativa, quella etica, che mette al centro l’umanità e la terra, con una grande attenzione all’ambiente, offrendoci inoltre prodotti di qualità che ci fanno bene alla salute.
Qui sta l’azione quotidiana che ci permette di indebolire, minando dal basso, il potere dei grandi colossi economici che oggi vogliono usare il territorio veneto, cementificandolo enormemente e realizzando una lunga lista di grandi opere. Dobbiamo ricordare che dietro a questi grandi gruppi c’è la finanza speculativa, come pure, spesso, anche la corruzione.
Per far capire meglio questo potere del cittadino come consumatore, voglio ricordare che è stata sufficiente la riduzione dei consumi di appena 3 o 4% per mettere in ginocchio grandi multinazionali, come la Coca-Cola, dimostrandosi poi disponibili a discutere.  Recentemente,  l’azione di una percentuale non rilevante di cittadini del nostro territorio che hanno fatto la scelta di non andare a fare la spesa alla domenica nei grandi centri commerciali, per poter vivere la domenica delle 3 erre (relazioni, riposo e Risorto), ha contagiato la grande catena di supermercati Famila, del colosso Gdo,  facendo la scelta di non aprire più alla domenica, mossi dalla convenienza economica ma riscoprendo pure l’etica nel rispettare il diritto del riposo domenicale dei propri lavoratori e nel rispetto dell’ambiente.
Questa azione quotidiana, possibile a tutti, deve essere vissuta a tre livelli: personale mediante una spesa giusta, etica e solidale; comunitario nell’organizzarsi come cittadini, così come fanno i gruppi di acquisto solidale o i distretti di economia solidale; istituzionale con l’impegno politico  e di fare pressione alle istituzioni locali, regionali e nazionali, così come fanno i tanti comitati e presidi per la difesa del territorio.
Credo sempre più, che questo sia lo strumento potente, non violento e quotidiano che tutti possono e devono utilizzare per custodire il proprio territorio: il consumo responsabile e la finanza etica.

Tramonte (Padova) 27/08/2013

Adriano Sella
(missionario del Creato e coordinatore della Commissione diocesana Nuovi Stili di Vita)

e-mail: adrianosella@virgilio.it; sito-blog:  www.contemplazionemissione.wordpress.com

lunedì 26 agosto 2013

Digiuno per l'ambiente

COMUNICATO STAMPA
DAL DIGIUNO DI DON BIZZOTTO, UNA RISPOSTA FORTE:
MOBILITAZIONE COLLETTIVA SUL TERRITORIO VENETO

La solidarietà nei confronti di don Albino Bizzotto non accenna a diminuire e all’undicesimo giorno di digiuno per l’ambiente, stanco ma tenace, il sacerdote raccoglie attorno a sé un numero sempre maggiore di  sostenitori.
Rappresentanti di movimenti e associazioni lo affiancano nell’iniziativa per intere giornate, bevendo sola acqua, presso la sede dei Beati i costruttori di pace, in via A. da Tempo a Padova, o propongono la loro disponibilità per farlo presso la sede del proprio ente o in incontri pubblici e collettivi.

La dichiarazione rilasciata da don Bizzotto nei giorni scorsi - “Perché nelle situazioni di particolare gravità e urgenza non passiamo il testimone a rotazione, al fine di mantenere sempre viva l’attenzione e la mobilitazione su questioni che richiedono la massima partecipazione?“, il 22 agosto 2013 – è risultata una provocazione accolta e condivisa.
La decisione del Sindaco di Marano Vicentino (VI), sig.ra Piera Moro, con gli Assessori e i Consiglieri, di proseguire nell’iniziativa del sacerdote padovano e continuare il digiuno, ha portato a sviluppare una serie di proposte. La più elaborata e suggestiva è stata quella di Maria Pia Farronato dell’associazione di promozione e tutela del territorio “L’ABC – Laboratorio Civico” di Romano d’Ezzelino (VI), che ha portato, con il confronto di alcuni partecipanti al digiuno, all’elaborazione di un piano di azione che potrebbe occupare il mese di settembre, sul territorio dell’intera Regione Veneto.

Questa la proposta: compilare un calendario dove inserire i gruppi di persone che attueranno il digiuno pubblico, assieme, per il tempo che decidono, in luoghi che presentano criticità ambientali: le sedi delle cosiddette grandi opere, ma anche altri obiettivi, di diversa entità e urgenza.
Sono fondamentali la visibilità e il coinvolgimento di quante più persone possibile, aldilà dei comitati, per comunicare e far partecipare la popolazione, rendendola cosciente della gravità dei problemi. L’ideale sarebbe agire di comune accordo, esponendo con chiarezza le ragioni, i tempi, le modalità del digiuno e naturalmente i nomi dei partecipanti all’iniziativa locale, con una presenza costante nei presidi.
Il mese di settembre vedrà quindi un succedersi di eventi nei punti caldi del territorio veneto, fino al week end del 28 e 29, in cui si svolgerà un digiuno collettivo in tutta la Regione.

I primi dodici giorni di settembre sono coperti dal Comune di Marano Vicentino (VI), dopodiché ognuno potrà aderire secondo la propria disponibilità, accordandosi sui turni.
L’associazione Beati i costruttori di pace rimane inizialmente a disposizione per raccogliere le adesioni, con il suo indirizzo email beati@beati.org.

Creiamo una sorta di mappa umana dei luoghi, oggi in Veneto, aggrediti dal sistema, ma facciamolo assieme. Possiamo creare tra tutti noi un contatto audio/video per stare assieme: è fattibile!”, scrive Maria Pia.
Sarebbe un evento unico! La prima volta che in una Regione si assiste a un digiuno generalizzato. Il territorio versa in una condizione ambientale estrema, rispondiamo con un gesto che rompe con il nostro quotidiano.
Infine, mercoledì 9 ottobre, giorno del 50° anniversario del disastro del Vajont, potremmo concludere tutti assieme con una massiccia presenza davanti alla sede della Regione Veneto, a Venezia.
Particolare curioso: Palazzo Balbi, attuale sede della Giunta Regionale, era un tempo sede della SADE (Società Adriatica di Elettricità), l’azienda responsabile della costruzione della diga del Vajont.

Per contatti e appuntamenti cell. Don Albino 348.2641230 www.beati.org

domenica 11 agosto 2013

6 e 9 agosto 2013: mons. Bettazzi e mons. Giudici hanno fatto "presenza a Longare" davanti alla base USA Site Pluto


dal blog http://presenzalongare.blogspot.it/2013/08/grazie-per-la-tua-presenza-longare.html

... nelle giornate del 6 agosto - memoria di Hiroshima - e 9 agosto - memoria di Nagasaki.

Il 6 agosto hanno fatto "presenza a Longare" tutte le persone che potete vedere in queste foto, in particolare:

  • mons. Giovanni Giudici, vescovo di Pavia e presidente di Pax Christi Italia
  • don Renato Sacco, segretario nazionale di Pax Christi Italia
  • Josè Henriquez, segretario di Pax Christi International
  • oltre trenta giovani giunti da diversi Paesi del mondo per partecipare al campo estivo sul tema della pace 
  • amiche e amici del movimento nonviolento, pacifista di VIcenza.
Il 9 agosto hanno fatto "presenza a Longare" tutte le amiche, gli amici e le persone che potete vedere in queste foto, in particolare: 
  • mons. Luigi Bettazzi, vescovo emerito e presidente del Centro Studi Economico Sociali di Pax Christi Italia 
  • varie famiglie da diverse parti di Italia che fanno parte di Pax Christi
  • amiche e amici del movimento nonviolento, pacifista di VIcenza. 
dal blog http://presenzalongare.blogspot.it/2013/08/grazie-per-la-tua-presenza-longare.html

lunedì 29 luglio 2013

6-9 agosto: HIROSHIMA e NAGASAKI

martedì 6 agosto, tarda mattinata

Monsignor Giovanni Giudici (1 , 2), vescovo di Pavia e presidente di Pax Christi Italia e una quarantina di giovani di Pax Christi di varie nazionalità faranno "presenza a Longare" davanti alla base USA Site Pluto per ricordare le vittime di Hiroshima e per testimoniare l'impegno di ciascuno di noi per costruire la Pace sulla Terra: è l'ora della nonviolenza.



dal blog http://presenzalongare.blogspot.it/2013/07/6-9-agosto-silenzio-per-hiroshima-e.html

Nel pieno rispetto dell'Art. 11 della Costituzione della Repubblica Italiana, invito all'azione nonviolenta con una presenza davanti ad alcune delle basi militari USA a Vicenza, luoghi dove si pianificano violenza e morte:
  • martedì 6 agosto 2013 - presenza davanti alla base USA Site Pluto a Longare (VI), dalle ore 7.30 alle ore 13.30
  • mercoledì 7 agosto 2013 - presenza nei pressi della rotatoria tra viale del Verme e viale Ferrarin, vicino alla nuova base USA Dal Molin a Vicenza, dalle ore 7.30 alle ore 12.00 
  • giovedì 8 agosto 2013 - presenza davanti alla caserma USA Ederle in viale della "Pace" a Vicenza, dalle ore 7.30 alle ore 12.00
  • venerdì 9 agosto 2013 - presenza davanti alla base USA Site Pluto a Longare (VI), dalle ore 7.30 alle ore 13.00
 Il 6 agosto e il 9 agosto davanti alla base USA Pluto a Longare ci sarà un momento di silenzio per ricordare, rispettivamente, Hiroshima e Nagasaki.

Art. 11
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

La Pace non si costruisce aumentando le spese militari, né con guerre camuffate da "missioni di pace" per difendere interessi economici:
  • l'Italia spende 70 milioni di euro al giorno per spese militari
  • gli USA spendono 20 volte di più

mercoledì 10 luglio 2013

Testo della orazione civile del prof. Emilio Franzina

ricevuto da "coordinamento cristiani per la Pace"
 "2 luglio: giorno di lutto cittadino per Vicenza"


il testo

(non integrale)

martedì 9 luglio 2013

Articolo originale di don Matteo Pasinato sulla base Dal Molin / Del Din, ripreso tempo fa da La Voce dei berici, prima della inaugurazione...

Pace sulla terra. Giusto 50 anni fa papa Giovanni prendeva queste parole angeliche, scese sopra la grotta di Betlemme, per farne l’inizio di un’enciclica sulla pace: «quella che gli uomini desiderano ardentemente in tutta la terra e in tutti i tempi». Enciclica che fu definita da Loris Capovilla «scandalo del XX secolo per i prudenti di questo mondo»[1].
La nuova base americana Del Din è stata costruita e se entrerà in funzione sarà il più grande concentramento militare americano in Europa. La destinazione delle operazioni sarà il continente Africano … ma non solo. Con i militari che verranno le relazioni non saranno intense. Una base militare di solito porta a caratteri cubitali lungo le recinzioni: «VIETATO». Vietato entrare, vietato incontrare, vietato sapere … Ma per una comunità cristiana non è mai vietato ospitare le persone. E non è vietato pronunciare ancora alta la parola della pace. E se questa parola entrerà in una base militare, la pace continuerà ad essere voce del Risorto che attraversa le porte chiuse, quelle del cenacolo la sera di Pasqua … e qualsiasi porta chiusa, compresa quella del cuore che non vuol sentir parlare di pace.
Come cristiani dovremmo attrezzarci ad ospitare, ma insieme a tenere vivo il disprezzo deciso di ogni arma, di ogni gioco puramente violento, di ogni economia che sopravvive sul sangue di civili e sul sangue di militari. Dovremo cercare i modi per convertire i nostri animi prima che quelli degli altri, e smettere di dividere il mondo come se tutto fosse buono da una parte e cattivo dall’altra. Tutti siamo cattivi … ed è questo il punto più rischioso. Perché allora ci verrà la tentazione di adagiarci, di non sognare più niente di nuovo. Ci piegheremo alla sconfitta più triste e più pericolosa, quella di tollerare e di difendere ogni logica, tanto nessuna è buona. Tutto va bene e tutto ha un senso.
Come cristiani abbiamo parole antiche e recenti dei pastori, che non ci devono lasciare in pace. Soprattutto le parole che ricordano gli innocenti, i bambini che calpestano le mine anti-uomo, i profughi che scappano dalla loro terra. E se ospitiamo il punto da cui partono gli attacchi dobbiamo ospitare anche gli effetti di tutto questo.
Qualche volta ci farà bene fermarci come Gesù davanti a Gerusalemme. Lui ha pianto con lacrime che si vedono e si sentono, incise perfino nel vangelo (Lc 19,41). Ha pianto perché la sua città era diventata cieca e non ha afferrato la «via della pace». Dio è sempre impotente di fronte a coloro che decidono di rifiutarlo, questa è la sua più misteriosa non-violenza, che anche noi cristiani dobbiamo in qualche modo provare sulla nostra pelle.
Inaugurare una costruzione che ha il solo scopo della morte ci aiuti a non inaugurare un silenzio di retroguardia, a non soffocare un lamento che deve vedersi e sentirsi come la lacrime di Gesù, a credere – che in tutta la terra e in tutti i tempi – la pace è ciò che di più cristiano e di più umano dobbiamo costruire. Con intelligenza, con profezia, con una lentezza che non è mai ritardo.

[1]              Aa. Vv., Pacem in terris impegno permanente. Le comunità cristiane protagoniste di segni e gesti di pace, Monti, Saronno (VA), 2004, 46.

domenica 7 luglio 2013

Il più folle spreco di denaro pubblico di sempre

da https://secure.avaaz.org/it/italy_no_f35_c/?biWkxdb&v=26689 

Il voto finale del Senato è tra 3 giorni: firma ora questa petizione urgente a parlamentari e politici chiave come Renzi ed Epifani e condividila con tutti.

Se arriveremo a 100.000 firme Avaaz porterà le nostre voci dentro al Senato tramite parlamentari chiave proprio prima del voto:

https://secure.avaaz.org/it/italy_no_f35_c/?biWkxdb&v=26689

martedì 2 luglio 2013

Mt 5,9

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

lunedì 1 luglio 2013

Alcuni appuntamenti a Vicenza e dintorni

2 luglio: in occasione della inaugurazione della base militare statunitense Dal Molin (rinominata Del Din) ci sarà una presenza silenziosa e nonviolenta  a favore della Pace
ore 10-19 con "donne in rete per la Pace" e "cristiani per la Pace"
rotatoria di viale Ferrarin, Vicenza

5 luglio: Un’economia diversa è possibile?
incontro con Gianluca Di Gennaro, filosofo ed economista

locandina
Lumignano, Longàre (Vicenza)

7 luglio: Festa della Rete vicentina dei G.A.S. (Gruppi di Acquisto Solidale)
dalle ore 10 - aperta a tutte/i!

fattoria Massignan, via Quintino Sella 22, Brendola (Vicenza)

Spese militari in Italia: dati SIPRI

Dall'archivio SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute, Istituto Internazionale di Stoccolma per la Ricerca sulla Pace)
  • nel 2012 l'Italia era al decimo posto per le spese militari con 34 miliardi di US$ pari a circa 26 miliardi di euro l'anno ... 
  • 26 miliardi di euro l'anno, diviso 365 giorni = oltre 70 milioni di euro al giorno ...
In Italia, si spendono oltre 70 milioni di euro al giorno per le spese militari
Come cristiani, oltre che come cittadini...