giovedì 21 maggio 2020

Davide Boniforti: Chiamati a salvare il mondo delle nostre relazioni. Settimana Laudato Si' 2020

dalla pagina https://www.youtube.com/watch?v=5cyE_bphBLY&t=269s
canale YouTube https://www.youtube.com/channel/UCxYq7C9AaLvzkGFjNOLjVnA



Davide Boniforti, psicologo di comunità che opera nell'ambito dello Sviluppo di Comunità, ci aiuta a "leggere" il nostro tempo e a riconoscere come sviluppare "anticorpi" per vincere un virus che rischia di far ammalare le nostre relazioni. Vivere e Raccontare la comunità come antidoto.

Gianguido Salvi: Dalla Creazione all’Antropocene: un cammino di responsabilità per l’uomo. Settimana Laudato Si' 2020

dalla pagina https://www.youtube.com/watch?v=byupRk7Yom8
canale YouTube https://www.youtube.com/channel/UCxYq7C9AaLvzkGFjNOLjVnA


Gianguido Salvi, Paleontologo e Professore universitario, ci conduce in un viaggio che parte dal sorgere della vita sulla Terra alla responsabilità per l'uomo oggi.


Con Rut e Maria di Magdala alla “Linfa dell’ulivo”

Il 22 e il 24 maggio gli interventi di Adriana Valerio e suor Agnese Guida
Dal 22 al 24 maggio anche Presenza Donna partecipa all’edizione 2020 de “La linfa dell’ulivo”, rassegna curata dall’Ufficio pellegrinaggio della diocesi di Vicenza dedicata alle terre bibliche e alla Scrittura, e che quest’anno ha per titolo “La Parola in cammino”.
A causa della pandemia in corso sarà naturalmente un’edizione particolare della rassegna, che mantiene alcuni degli appuntamenti previsti ma con un’altra veste: gli ospiti interverranno infatti con dei qualificati contributi video resi disponibili sui canali web della Linfa dell’ulivo (qui il sito, qui il canale YouTube).
All’interno del programma di pubblicazione dei contributi, che potete consultare nel dettaglio cliccando qui, come associazione vi segnaliamo in particolare l’intervento della teologa Adriana Valerio dedicato alla figura di Maria Maddalena, e quello di suor Agnese Guida che racconta l’esperienza di Casa Rut. Qui sotto riportiamo i dettagli dei due appuntamenti, una bella occasione per restare in contatto e per continuare a farci animare da queste straordinarie figure di donne bibliche.
venerdì 22 maggio, 15.30

MARIA DI MAGDALA, PRIMA TESTIMONE DEL RISORTO
Presentazione del libro Maria Maddalena. Equivoci, storie, rappresentazioni (il Mulino, 2020)
Approfondimento su Maria Maddalena con la prof.ssa Adriana Valerio, a partire dal suo ultimo interessante libro dedicato proprio all’apostola degli apostoli. Come sono cambiate, nel corso dei secoli, l’immagine e la raffigurazione di Maria Maddalena? Quali sono stati i grossi fraintendimenti nei suoi confronti? E quali i motivi di una ritrovata popolarità? Adriana Valerio ha insegnato storia del cristianesimo e delle chiese all’università Federico II di Napoli. Dirige la collana internazionale e interconfessionale “La Bibbia e le donne”, è autrice di numerosi volumi e fa parte del Coordinamento Teologhe Italiane.
domenica 24 maggio, 15.30

RUT, LA PAROLA CHE RISCATTA E SALVA
Accogliere le donne per liberarle, l’esperienza della comunità Rut di Caserta
Suor Agnese Guida, Orsolina scm, ci racconta la realtà di Casa Rut, comunità che a Caserta, da oltre vent’anni, è attiva nell’accoglienza di ragazze vittime della tratta di esseri umani e del racket della prostituzione. Casa Rut accompagna queste giovani donne in un percorso verso la libertà e la dignità ritrovata, anche attraverso il lavoro nella Cooperativa NewHope: “nel dare vita a qualcosa di bello queste ragazze danno vita a loro stesse”.


Associazione Presenza Donna
Centro Documentazione e Studi

giovedì 14 maggio 2020

16-24 Maggio: Settimana Laudato Si’

dalla pagina https://laudatosiweek.org/it/home-it/

Tutto è connesso

Stiamo vivendo eventi che rimarranno impressi nella storia. La Laudato si’ ci insegna come costruire un mondo migliore insieme.

Le persone di tutto il mondo chiedono speranza e la nostra fede è profondamente necessaria per illuminare la via. In occasione della Settimana Laudato Si’, 16-24 maggio, i cattolici si uniranno in solidarietà per un futuro più giusto e sostenibile.

Restiamo uniti nella fede ai nostri fratelli e sorelle, mentre maturiamo in questo periodo di emergenza per costruire un domani migliore.

  • Rifletti e preparati attraverso la formazione online, dal 16 al 23 maggio
  • Partecipa alla giornata mondiale di preghiera il 24 maggio
  • Metti in pratica questa preparazione a settembre, in occasione di Tempo del Creato.

La Laudato si’ ci insegna che “tutto è connesso.” Durante questo momento straordinario i cattolici di tutte le parti del mondo sono uniti per riflettere, pregare e prepararsi insieme a un futuro migliore.


leggi anche: 

martedì 12 maggio 2020

Spese militari, difesa e sanità dopo l’emergenza coronavirus

dalla pagina http://opalbrescia.org/spese-militari-difesa-e-sanita-dopo-lemergenza-coronavirus/


Missionari Comboniani, Missionarie Comboniane,
Missionarie della Consolata, Missionari della Consolata,
Missionari Saveriani, Comunità Missionaria di Villaregia
in collaborazione con Ufficio per le Missioni della Diocesi di Brescia

 Spese militari, difesa e sanità dopo l’emergenza coronavirus

Giovedì 14 maggio – ore 20.30 – Video-conferenza online 

Le congregazioni missionarie in collaborazione con l’Ufficio Diocesano per le missioni di Brescia promuovono nell’ambito delle iniziative de “I giovedì della missione”, la video-conferenza di giovedì 14 maggio (ore 20.30 – 22.00) sul tema “Spese militari, difesa e sanità dopo l’emergenza coronavirus”.

Giorgio Beretta (Analista dell’Osservatorio permanente sulle armi leggere – OPAL) e Francesco Vignarca (Coordinatore della Rete italiana per il disarmo) approfondiranno il tema con la conduzione di Mimmo Cortese (Redattore di Missione Oggi).

La pandemia da Covid-19 ha mostrato l’impreparazione di diversi Paesi, tra cui l’Italia, ad affrontare l’emergenza sanitaria. Nel mondo si spendono sempre più risorse per gli apparati bellici (nel 2019 la spesa militare globale ha registrato un record di 1.917 miliardi di dollari), strumenti che alimentano repressione e conflitti, le cui vittime principali sono i civili. I fondi per combattere la povertà e per promuovere l’istruzione sono sempre stati insufficienti, ma adesso potrebbero ridursi ulteriormente mentre le strutture di sostegno e di cura, soprattutto nei Paesi più poveri, rischiano addirittura il tracollo mettendo così in crisi anche i pochi passi finora compiuti per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile stabiliti dalle Nazioni Unite.

In questo contesto, l’Italia continua a acquistare nuovi armamenti e a rafforzare la spesa per la difesa armata mentre da anni sta riducendo gli stanziamenti per la sanità. Sistema della difesa e sistema sanitario dovrebbero garantire due diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione, la sicurezza e la salute dei cittadini, ma oggi risultano entrambi deficitari. Quali insegnamenti trarre dalla crisi generata dall’epidemia? Quali dovranno essere le nuove priorità? Quali i nuovi impegni per la cooperazione e lo sviluppo sostenibile? E quali sono le nuove sfide per la missione e gli istituti missionari? Sono le domande a cui i relatori cercheranno di rispondere.

La video-conferenza è accessibile a tutti via:
– Youtubehttps://youtu.be/a22jWJmTLFk
– Facebookhttps://www.facebook.com/events/2828713423912400/

sabato 9 maggio 2020

16-24 Maggio: Papa Francesco ti invita a celebrare la settimana Laudato Si’


Settimana Laudato Si’: 16-24 Maggio

 
È il quinto anniversario della Laudato Si’
Come lo celebrerai?

Unisciti a Papa Francesco e fai il prossimo passo del tuo viaggio Laudato Si’. Impegnati in un’azione ambiziosa con cui rispondere “al grido della terra e al grido dei poveri.”
Non importa in quale punto del viaggio tu sia: fai il passo successivo come comunità durante la Settimana Laudato Si’ (16-24 Maggio), quando le comunità cattoliche celebreranno ovunque il quinto anniversario della Laudato si’.

C’è un urgente bisogno di risolvere la crisi ecologica. La nostra fede ci esorta a fare di più insieme.

Abbiamo fatto un sacco di strada per la protezione della nostra casa comune, ma il viaggio che ancora ci attende richiede un impegno radicale nei confronti del nostro Creatore e gli uni con gli altri. Ci uniamo per i passi successivi del nostro rivoluzionario percorso di speranza.
Basandoci sul recente Sinodo sull’Amazzonia, sugli scioperi per il clima della Giornata della Terra e sulle migliaia di azioni concrete intraprese dalle comunità cattoliche in tutto il mondo, nel mese di maggio accresceremo la nostra ambizione per il creato.
L’urgenza della crisi ci esorta a non dormire sugli allori. Le comunità cattoliche stanno rivolgendo uno sguardo onesto all’azione svolta finora e si stanno impegnando per il prossimo passo del percorso.
Corsi di formazione online e un completo kit di strumenti sono disponibili per aiutarti durante il tuo viaggio.
Noi cattolici siamo 1.3 miliardi e la nostra fede è una forza potente per il bene. Unisciti a noi. 

vai alla pagina https://laudatosiweek.org/it/home-it/

Giornata del Commercio Equo e Solidale. Per cambiare il mondo

dalla pagina https://www.adista.it/articolo/63477


Il 9 maggio è la Giornata Mondiale del Commercio Equo e Solidale. Per l’occasione Altromercato – la principale organizzazione italiana di Commercio Equo e Solidale e una delle maggiori al mondo – si unisce ad Equo Garantito per aderire alla campagna PlanetFairTrade (Enterprises for the new economy) lanciata dall’Organizzazione Mondiale del Fair Trade (WFTO), che propone la visione di un nuovo mondo, perché la missione delle organizzazioni del Commercio Equo e Solidale, si legge nel comunicato stampa, «è da sempre mettere al primo posto nel commercio le persone e il pianeta anziché il profitto».

Festeggiare questa Giornata ha tanto più senso quest’anno, perché la drammatica congiuntura sanitaria, sociale ed economica dovuta alla pandemia «offre l’occasione di ripensare l’economia globale che ha messo in ginocchio le persone e l’ambiente portando l’umanità verso una crisi climatica i cui effetti sono davanti agli occhi di tutti».

«L’obiettivo è dimostrare che un'economia basata sul benessere delle persone e dell’ambiente è possibile». «Quella che proponiamo – è scritto nel comunicato - è una storia di speranza e di futuro perché grazie al Commercio Equo e Solidale anche i produttori marginalizzati del Sud e del Nord del mondo possono costruirsi un futuro migliore per sé e per i propri figli».

In realtà un futuro migliore per tutti «perché le organizzazioni di Planet Fair Trade si occupano di Commercio Equo e Solidale, di economia circolare, riciclo e upcycling, agricoltura biologica e rispettosa della biodiversità, artigianato e metodi produttivi tradizionali a basso impatto ambientale, attraverso strutture democratiche e che mettono sempre al centro la persona». E sono «Organizzazioni che non sfruttano ne inquinano foreste, laghi, fiumi, suoli, oceani e aria per massimizzare i loro profitti. Oggi tutto questo è più che mai importante, perché non possiamo più rischiare di avere un mondo che non sia sostenibile per l’ambiente e per le persone».

Il 9 maggio e per tutto il mese sarà dunque possibile condividere attraverso i canali social i progetti di Commercio Equo e Solidale e i prodotti preferiti con l’hastag #PlanetFairTrade per far conoscere e crescere un altro mondo e farlo diventare la casa di tutti.

Per tutte le informazioni cliccare qui.


venerdì 8 maggio 2020

Durante e dopo la crisi per un mondo diverso

dalla pagina https://www.forumdisuguaglianzediversita.org/durante-e-dopo-la-crisi-per-un-mondo-diverso/

Photo by Suzanne D. Williams on Unsplash

Perché, cosa, come e con chi realizzare un futuro di giustizia sociale e ambientale battendo chi lavora per tornare alla normalità iniqua del pre Covid-19 o per costruire un futuro autoritario

Siamo appena entrati in una fase di allentamento delle misure di distanziamento fisico con lo sguardo fisso alla curva dei contagi e all’andamento della diffusione dell’epidemia. Consapevoli della grande incertezza fatichiamo a programmare il futuro. Eppure è questo il momento in cui, se abbiamo coraggio individuale e collettivo, a quel futuro possiamo dare forma. Per farlo dobbiamo rischiare di fare previsioni, e dobbiamo compiere scelte.

Anche noi, ForumDD, alleanza tra ricerca e organizzazioni di cittadinanza attiva, abbiamo sentito questa opportunità. E in un’assemblea di oltre sessanta persone, cinquanta interventi e otto ore siamo partiti da una selva di domande e abbiamo cercato di condividere le risposte. Ora le abbiamo raccolte in un DOCUMENTO.

Anticipiamo alcuni punti che troverete e su cui vogliamo aprire un confronto.

L’analisi delle tendenze prodotte da Covid-19 ci suggerisce che nulla è scritto. Esistono, secondo il nostro sentire, tre scenari, tre progetti politici che possono compiersi.

Tutti si cimentano con le “disuguaglianze” – come evitarlo? – ma lo fanno con obiettivi radicalmente diversi.

 

Prima opzione, riprendere la strada correggendo le “imperfezioni”: l’obiettivo è tornare alla “normalità” pre-Covid-19 compensandone meglio le disuguaglianze, ma affidandosi agli stessi principi e dispositivi che le hanno prodotte, presentando la “digitalizzazione” come un processo univoco di progresso, promettendo “semplificazioni” e inibendo l’esercizio di discrezionalità da parte degli amministratori pubblici nell’assunzione delle decisioni, favorendo i rentier rispetto agli imprenditori, mortificando partecipazione strategica di lavoro e società civile, e scaricando su quest’ultima e sulla famiglia ogni ruolo di mediazione sociale.

 

Seconda opzione, accelerare la dinamica autoritaria in atto prima della crisi: l’ulteriore impoverimento, la rabbia e l’ansia per il domani vengono alleviate offrendo barriere che promettono una rassicurante “purezza identitaria”, nemici da sconfiggere (migranti, stranieri, diversi, esperti), uno Stato accentrato e accentratore pronto a prendere rapide decisioni e a sanzionare comportamenti devianti, senza la pretesa di un pubblico confronto.

 

Terza opzione, cambiare rotta verso un futuro di emancipazione sociale: gli equilibri di potere e i dispositivi che riproducono le disuguaglianze vengono modificati, orientando il cambiamento tecnologico digitale, offrendo uno spazio di confronto acceso e informato al mondo del lavoro, alla società civile e a ogni persona che vive sulla nostra terra, legando welfare e sviluppo economico e realizzando un salto di qualità delle amministrazioni pubbliche.

 

Affinché l’opzione della giustizia sociale e ambientale possa sfidare con successo le altre due opzioni, servono tre requisiti: una visione del futuro che parli ai sentimenti; proposte operative con obiettivi verificabili; una mobilitazione organizzata. Sono tre requisiti che proviamo a sperimentare nel lavoro che portiamo avanti anche in queste settimane e che discutiamo in profondità nel volume “Un futuro più giusto. Rabbia, conflitto e giustizia sociale”, che uscirà il 28 maggio per il Mulino.


Se non ora quando?                                            


Bisogna partire già da queste settimane, e nel testo trovate sette azioni da fare. E poi occorre uscire dalla congiuntura, guardare lungo. Cinque sono gli obiettivi strategici su cui stiamo lavorando. Primo: dobbiamo accrescere l’accesso alla conoscenza, per rimettere in moto creatività, mobilità sociale e innovazione, e per farlo dobbiamo giocarci i presidi pubblici forti che abbiamo, quali università, scuola, imprese pubbliche, gestione pubblica delle risorse digitali. Secondo: dobbiamo rendere pagante la nuova domanda di servizi e beni fondamentali per dar vita a buoni lavori nella cura delle persone, nell’educazione, nella casa, nella cultura, nella mobilità, nella filiera agro-silvo-pastorale e alimentare, nell’energia, nel turismo, investendo tutte le aree marginalizzate con strategie partecipate, territorio per territorio. Terzo: dobbiamo attuare misure immediate per dare al lavoro dignità, tutela e partecipazione strategica. Quarto: dobbiamo aggredire la crisi generazionale, accrescendo il potere dei giovani, non solo sul fronte educativo, ma anche in termini di ricchezza su cui possano contare nel passaggio all’età adulta e di abbattimento degli ostacoli nell’accesso a ruoli chiave nei processi decisionali. Quinto: dobbiamo realizzare una “rivoluzione operativa” nelle pubbliche amministrazioni che colga l’entrata di cinquecentomila nuovi giovani come un momento di rinnovamento generazionale e di metodo.

Nulla è scritto. Gli shock mettono in moto processi che ampliano gli spazi del possibile che non sono più stessi del mondo di prima.

Possiamo scegliere di attraversarlo trascinandoci dietro le carcasse del nostro odio, dei nostri pregiudizi, l’avidità, le nostre banche dati, le nostre vecchie idee, i nostri fiumi morti e cieli fumosi. Oppure possiamo attraversarlo con un bagaglio più leggero, pronti a immaginare un mondo diverso. E a lottare per averlo. (Arundhati Roy)


LEGGI IL DOCUMENTO COMPLETO

giovedì 7 maggio 2020

Don Tonino Bello, Maria donna dei nostri giorni

dalla pagina https://www.dontoninobello.info/cm-0017/

Covid-19 e future pandemie

dalla pagina https://comune-info.net/covid-19-e-future-pandemie/

Ipbes

La domanda che dovremmo fare è: come mai un virus che una volta circolava innocuo tra una specie di pipistrelli nel sud-est asiatico abbia infettato ora milioni di persone in tutto il mondo? Secondo l’autorevole istituto indipendente statunitense Ipbes, che si occupa di biodiversità, c’è una sola specie responsabile della pandemia: noi. E la nostra ossessione per la crescita. Alimentata, tra le altre cose, da deforestazione, agricoltura intensiva, estrattivismo e sfruttamento delle specie selvatiche. Ipbes aggiunge due considerazioni. La prima: le future pandemie si verificheranno più spesso e si diffonderanno più rapidamente. La seconda: possiamo ancora cambiare questo inquietante destino. Dipende da noi

C'è una sola specie responsabile della pandemia-19: noi. Come per le crisi climatiche e della biodiversità, le recenti pandemie sono una diretta conseguenza dell’attività umana – in particolare del nostro sistema finanziario ed economico globale, basato su un paradigma limitato che premia la crescita economica ad ogni costo. Abbiamo una piccola finestra di opportunità, nel superare le sfide della crisi attuale, per evitare di gettare i semi di quelle future.
Malattie come COVID-19 sono causate da microrganismi che infettano il nostro corpo, con oltre il 70 per cento di tutte le malattie emergenti che colpiscono le persone che hanno avuto origine nella fauna selvatica e negli animali domestici. Le pandemie, tuttavia, sono causate da attività che portano un numero crescente di persone a contatto diretto e spesso entrano in conflitto con gli animali portatori di questi agenti patogeni.
La dilagante deforestazione, l’espansione incontrollata dell’agricoltura, l’agricoltura intensiva, l’estrazione mineraria e lo sviluppo delle infrastrutture, così come lo sfruttamento delle specie selvatiche hanno creato una “tempesta perfetta” per la diffusione di malattie dalla fauna selvatica all’uomo. Ciò si verifica spesso nelle aree in cui vivono le comunità più vulnerabili alle malattie infettive.
Le nostre azioni hanno avuto un impatto significativo su più di tre quarti della superficie terrestre, hanno distrutto più dell’85 per cento delle zone umide e hanno dedicato più di un terzo di tutta la terra e quasi il 75 per cento dell’acqua dolce disponibile alla produzione agricola e zootecnica.
Aggiungete a questo il commercio non regolamentato di animali selvatici e la crescita esplosiva dei viaggi aerei globali e diventa chiaro come un virus che una volta circolava innocuo tra una specie di pipistrelli nel sud-est asiatico abbia ora infettato quasi 3 milioni di persone, portato sofferenze umane indicibili e fermato le economie e le società di tutto il mondo. Questa è la mano umana nell’emergenza pandemica.
Eppure questo potrebbe essere solo l’inizio. Anche se le malattie da animale a uomo causano già circa 700.000 morti ogni anno, il potenziale per future pandemie è enorme. Si ritiene che nei mammiferi e negli uccelli acquatici esistano ancora 1,7 milioni di virus non identificati del tipo noto per infettare le persone. Ognuno di questi potrebbe essere la prossima “Malattia X” – potenzialmente ancora più distruttiva e letale di Covid-19.
È probabile che le future pandemie si verifichino più frequentemente, si diffondano più rapidamente, abbiano un maggiore impatto economico e uccidano più persone se non siamo estremamente attenti ai possibili impatti delle scelte che facciamo oggi.
Il più immediatamente possibile, dobbiamo garantire che le azioni intraprese per ridurre gli impatti dell’attuale pandemia non amplifichino di per sé i rischi di epidemie e crisi future. Ci sono tre importanti considerazioni che dovrebbero essere centrali per la ripresa multimiliardaria e per i piani di stimolo economico già in corso di attuazione.
In primo luogo, dobbiamo garantire il rafforzamento e l’applicazione delle normative ambientali – e distribuire solo pacchetti di stimolo che offrano incentivi per attività più sostenibili e positive per la natura. Potrebbe essere politicamente conveniente in questo momento allentare gli standard ambientali e sostenere industrie come l’agricoltura intensiva, i trasporti a lunga distanza come le compagnie aeree e i settori energetici che dipendono dai combustibili fossili, ma farlo senza richiedere un cambiamento urgente e fondamentale sovvenziona essenzialmente l’emergere di future pandemie.
In secondo luogo, dovremmo adottare un approccio “One Health” a tutti i livelli decisionali – da quello globale a quello più locale – riconoscendo le complesse interconnessioni tra la salute delle persone, degli animali, delle piante e del nostro ambiente condiviso. I dipartimenti forestali, ad esempio, di solito stabiliscono le politiche relative alla deforestazione, e i profitti ricadono in gran parte sul settore privato – ma sono i sistemi sanitari pubblici e le comunità locali che spesso pagano il prezzo delle epidemie che ne derivano. Un approccio One Health garantirebbe che vengano prese decisioni migliori che tengano conto dei costi a lungo termine e delle conseguenze delle azioni di sviluppo – per le persone e la natura.
In terzo luogo, dobbiamo finanziare adeguatamente i sistemi sanitari e le risorse dei sistemi sanitari e incentivare il cambiamento di comportamento sui fronti del rischio pandemico. Ciò significa mobilitare la finanza internazionale per costruire capacità sanitarie nei punti caldi della malattia emergenti – come le cliniche, i programmi di sorveglianza, soprattutto in collaborazione con le popolazioni indigene e le comunità locali, le indagini sul rischio comportamentale e programmi di intervento specifici. Ciò comporta anche l’offerta di alternative valide e sostenibili alle attività economiche ad alto rischio e la protezione della salute dei più vulnerabili. Questo non è semplice altruismo – è un investimento vitale nell’interesse di tutti per prevenire future epidemie globali.
Forse la cosa più importante è che abbiamo bisogno di un cambiamento trasformativo – come quello evidenziato lo scorso anno nel IPBES Global Assesment Report (quello che ha rilevato che un milione di specie di piante e animali sono a rischio di estinzione nei prossimi decenni): una riorganizzazione fondamentale, a livello di sistema, attraverso fattori tecnologici, economici e sociali, che includa paradigmi, obiettivi e valori, promuovendo responsabilità sociali e ambientali in tutti i settori. Per quanto questo possa sembrare scoraggiante e costoso – impallidisce in confronto al prezzo che stiamo già pagando.
Rispondere alla crisi di Covid-19 richiede a tutti noi di confrontarci con gli interessi acquisiti che si oppongono al cambiamento trasformativo e di porre fine al “business as usual”. Possiamo ricostruire meglio e uscire dalla crisi attuale più forti e resistenti che mai – ma farlo significa scegliere politiche e azioni che proteggano la natura – in modo che la natura possa aiutarci a proteggerci.

Articolo tradotto da Antonio Buffoli per Nimbus.it (qui il link all’originale). Titolo completo COVID-19. Misure di stimolo per salvare vite, proteggere i mezzi di sussistenza e salvaguardare la natura per ridurre il rischio di future pandemie.
IPBES Expert Guest Article by Professors Josef Settele, Sandra Díaz and Eduardo Brondizio[1]and Dr. Peter Daszak[2] – 27 Aprile 2020

mercoledì 6 maggio 2020

Finanza etica: per uscire dalla crisi in modo sostenibile

dalla pagina https://valori.it/finanza-etica-per-uscire-dalla-crisi-in-modo-sostenibile/

Bisogna pensare all'emergenza, sostenendo le imprese in difficoltà. Ma anche guardare al lungo termine. Abbiamo un’occasione di cambiare radicalmente il modello di sviluppo

Di Elisabetta Tramonto

Foto di Bessi da Pixabay 

Che ripresa sia, al più presto. Ma che sia una ripresa sostenibile. E, in tal senso, la finanza etica ha un ruolo centrale, per affrontare l’emergenza di oggi, ma creando un nuovo modello economico per domani. Lo chiedono a gran voce i protagonisti del mondo della finanza sostenibile.

«La finanza ha un ruolo fondamentale per la ripresa, quella eticamente orientata, in particolare, ha di fronte una grande opportunità», commenta Andrea Baranes, vicepresidente di Banca Etica. «Questa crisi apre spazio per una crescita della finanza etica, a un sistema finanziario che da parte del problema diventi parte della soluzione».

«La crisi che stiamo vivendo testimonia come questioni socio-ambientali possono avere conseguenze devastanti sull’economia. La finanza sostenibile permette di contenere queste minacce, finanziando invece modelli di crescita più verdi e inclusivi e producendo valore sia per gli investitori, sia per la comunità», aggiunge Francesco Bicciato, del Forum per la finanza sostenibile.

Finanza etica resiliente alla crisi

Proprio in questo momento la finanza sostenibile sta dimostrando di essere resiliente alla crisi. Dall’inizio dell’emergenza da coronavirus le aziende con i migliori rating ambientali, sociali e di governance (ESG) hanno mostrato una maggiore resistenza all’attuale shock economico e finanziario. Poche settimane prima dell’esplosione della pandemia, Bloomberg aveva evidenziato la performance superiore alla media dei fondi ESG, che raggruppano le azioni più sostenibili tra l’indice S&P500 che copre l’80% della capitalizzazione del mercato statunitense. Dalla quarantena dell’economia mondiale, questo buon comportamento è stato confermato.

Ma sono numerose le indagini sull’andamento dei diversi panieri e indici dallo scoppio della pandemia di coronavirus (di MSCI, di AXA, di Lipper-Refinitiv, per dirne alcuni), che dimostrano che i fondi ESG – quelli che selezionano le aziende dove investire anche sulla base di criteri ambientali, sociali e di buona governance aziendale – “battono” quelli convenzionali. Migliori performance, o forse è meglio dire perdite più contenute, ma anche una maggiore stabilità.

Affrontare l’emergenza pensando da subito alla sostenibilità

«Di certo in questo momento bisogna pensare al breve termine: a sostenere le imprese in crisi. Banca Etica lo sta facendo, concedendo aiuti a imprese e a privati, come gli altri istituti di credito, e un po’ di più», spiega Andrea Baranes. «Ma il contributo della finanza sostenibile non può ridursi a concedere credito, sarebbe un’occasione persa per cambiare il modello economico».

«Servono interventi per affrontare l’emergenza, sostenendo settori prioritari come la sanità e l’assistenza, con una particolare attenzione al terzo settore, che in questa fase sta avendo un ruolo cruciale», gli fa eco Francesco Bicciato. «Ma servono fin da subito investimenti di lungo termine. Il Governo deve pensare al rilancio e allo sviluppo, fin dalla fase di emergenza. Altrimenti si rischia di commettere l’errore di trasformare quella che stiamo vivendo in un’emergenza strutturale».

«È il momento per premiare le imprese che integrino fattori sociali ambientali e di buona gestione nella propria strategia», propone Francesco Bicciato.

«Stiamo tutti riscoprendo l’importanza del prendersi cura dei nostri territori e di coltivare relazioni nelle nostre comunità – aggiunge Andrea Baranes – E sta emergendo il ruolo fondamentale del terzo settore in comparti come la sanità, l’assistenza di anziani e disabili, l’istruzione. La finanza deve rispecchiare queste scoperte e rispondere a queste necessità, che per Banca Etica sono sempre state delle priorità. La crisi del coronavirus sta confermando la necessità di una finanza che accompagni il terzo settore in termini di credito, metta a disposizione Fondi Impact che sostengono imprese a vocazione sociale, percorsi di microcredito per piccole imprese».

Un’occasione per ripensare il sistema finanziario

«Di certo, appena le attività economiche ripartiranno, serviranno capitali e investimenti. E in questo la finanza avrà un ruolo fondamentale. Ma non basta, non possiamo perdere l’occasione di ripensare il sistema finanziario: per una finanza lungimirante e non ripiegata unicamente su se stessa. Bisogna evitare che appena superata la crisi si torni al business as usual invece di ripensare il sistema finanziario, tanto quello privato quanto quello pubblico. Serve un sistema radicalmente diverso dal casinò finanziario che ragiona con ottiche di brevissimo termine. Serve invece una finanza che assume logiche di lungo periodo, che sia uno strumento al servizio dell’economia e della società. Deve interrogarsi su quali siano i bisogni ambientali, sociali, economici a cui rispondere, e trovare le modalità migliori per farlo».

«Abbiamo ora un’occasione storica di cambiare radicalmente il modello di sviluppo, riorientando pesantemente i capitali verso la sostenibilità – spiega Francesco Bicciato – Serve una collaborazione pubblico-privato, coordinando gli interventi sugli stessi obiettivi».

Un piano di investimento di lungo periodo

«Per introdurre un cambiamento radicale nei modelli economici la sinergia tra istituzioni, imprese e operatori finanziari è centrale. Oltre alle misure di sostegno al credito varate con il Decreto Liquidità, occorre prevedere fin da ora un robusto piano d’investimenti di medio-lungo periodo», continua Bicciato.  E il Forum per la Finanza Sostenibile ha evidenziato 7 ambiti in cui la comunità degli investitori responsabili potrà svolgere un ruolo cruciale per la ripresa economica: da investimenti in energie rinnovabili, mobilità sostenibile ed efficienza energetica a partnership pubblico-privato e impact investing per sanità pubblica e infrastrutture sociali; dalla valorizzazione di servizi alla persona, soprattutto di tipo socio-sanitario, all’innovazione digitale in ottica green, anche per ridurre il digital divide.

«Se i regolatori, in Italia e in Europa, prendono strategicamente questa strada, credo che abbiamo davanti grosse opportunità – continua Bicciato – Ci sono segnali importanti che vanno in questa direzione, ad esempio il fatto che anche in questo periodo l’azione della Commissione Ue sui temi di sostenibilità non si è arrestata. Il rischio enorme da evitare è credere che per la ripresa non ci sia tempo di pensare alla sostenibilità, perché bisogna far ripartire l’economia. Semmai è vero il contrario: è proprio la sostenibilità che può e deve guidare la ripresa».