
giovedì 21 maggio 2020
Davide Boniforti: Chiamati a salvare il mondo delle nostre relazioni. Settimana Laudato Si' 2020
Gianguido Salvi: Dalla Creazione all’Antropocene: un cammino di responsabilità per l’uomo. Settimana Laudato Si' 2020
Gianguido Salvi, Paleontologo e Professore universitario, ci conduce in un viaggio che parte dal sorgere della vita sulla Terra alla responsabilità per l'uomo oggi.
Con Rut e Maria di Magdala alla “Linfa dell’ulivo”
Approfondimento su Maria Maddalena con la prof.ssa Adriana Valerio, a partire dal suo ultimo interessante libro dedicato proprio all’apostola degli apostoli. Come sono cambiate, nel corso dei secoli, l’immagine e la raffigurazione di Maria Maddalena? Quali sono stati i grossi fraintendimenti nei suoi confronti? E quali i motivi di una ritrovata popolarità? Adriana Valerio ha insegnato storia del cristianesimo e delle chiese all’università Federico II di Napoli. Dirige la collana internazionale e interconfessionale “La Bibbia e le donne”, è autrice di numerosi volumi e fa parte del Coordinamento Teologhe Italiane.
Centro Documentazione e Studi
domenica 17 maggio 2020
giovedì 14 maggio 2020
16-24 Maggio: Settimana Laudato Si’
Tutto è connesso
Stiamo vivendo eventi che rimarranno impressi nella storia. La Laudato si’ ci insegna come costruire un mondo migliore insieme.
Le persone di tutto il mondo chiedono speranza e la nostra fede è profondamente necessaria per illuminare la via. In occasione della Settimana Laudato Si’, 16-24 maggio, i cattolici si uniranno in solidarietà per un futuro più giusto e sostenibile.
Restiamo uniti nella fede ai nostri fratelli e sorelle, mentre maturiamo in questo periodo di emergenza per costruire un domani migliore.
- Rifletti e preparati attraverso la formazione online, dal 16 al 23 maggio
- Partecipa alla giornata mondiale di preghiera il 24 maggio
- Metti in pratica questa preparazione a settembre, in occasione di Tempo del Creato.
martedì 12 maggio 2020
Spese militari, difesa e sanità dopo l’emergenza coronavirus
Missionari Comboniani, Missionarie Comboniane,
Missionarie della Consolata, Missionari della Consolata,
Missionari Saveriani, Comunità Missionaria di Villaregia
in collaborazione con Ufficio per le Missioni della Diocesi di Brescia
Spese militari, difesa e sanità dopo l’emergenza coronavirus
Giovedì 14 maggio – ore 20.30 – Video-conferenza online
Le congregazioni missionarie in collaborazione con l’Ufficio Diocesano per le missioni di Brescia promuovono nell’ambito delle iniziative de “I giovedì della missione”, la video-conferenza di giovedì 14 maggio (ore 20.30 – 22.00) sul tema “Spese militari, difesa e sanità dopo l’emergenza coronavirus”.
Giorgio Beretta (Analista dell’Osservatorio permanente sulle armi leggere – OPAL) e Francesco Vignarca (Coordinatore della Rete italiana per il disarmo) approfondiranno il tema con la conduzione di Mimmo Cortese (Redattore di Missione Oggi).
La pandemia da Covid-19 ha mostrato l’impreparazione di diversi Paesi, tra cui l’Italia, ad affrontare l’emergenza sanitaria. Nel mondo si spendono sempre più risorse per gli apparati bellici (nel 2019 la spesa militare globale ha registrato un record di 1.917 miliardi di dollari), strumenti che alimentano repressione e conflitti, le cui vittime principali sono i civili. I fondi per combattere la povertà e per promuovere l’istruzione sono sempre stati insufficienti, ma adesso potrebbero ridursi ulteriormente mentre le strutture di sostegno e di cura, soprattutto nei Paesi più poveri, rischiano addirittura il tracollo mettendo così in crisi anche i pochi passi finora compiuti per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile stabiliti dalle Nazioni Unite.
In questo contesto, l’Italia continua a acquistare nuovi armamenti e a rafforzare la spesa per la difesa armata mentre da anni sta riducendo gli stanziamenti per la sanità. Sistema della difesa e sistema sanitario dovrebbero garantire due diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione, la sicurezza e la salute dei cittadini, ma oggi risultano entrambi deficitari. Quali insegnamenti trarre dalla crisi generata dall’epidemia? Quali dovranno essere le nuove priorità? Quali i nuovi impegni per la cooperazione e lo sviluppo sostenibile? E quali sono le nuove sfide per la missione e gli istituti missionari? Sono le domande a cui i relatori cercheranno di rispondere.
La video-conferenza è accessibile a tutti via:
– Youtube: https://youtu.be/a22jWJmTLFk
– Facebook: https://www.facebook.com/events/2828713423912400/
sabato 9 maggio 2020
16-24 Maggio: Papa Francesco ti invita a celebrare la settimana Laudato Si’
Settimana Laudato Si’: 16-24 Maggio
Come lo celebrerai?
Unisciti a Papa Francesco e fai il prossimo passo del tuo viaggio Laudato Si’. Impegnati in un’azione ambiziosa con cui rispondere “al grido della terra e al grido dei poveri.”
Non importa in quale punto del viaggio tu sia: fai il passo successivo come comunità durante la Settimana Laudato Si’ (16-24 Maggio), quando le comunità cattoliche celebreranno ovunque il quinto anniversario della Laudato si’.
C’è un urgente bisogno di risolvere la crisi ecologica. La nostra fede ci esorta a fare di più insieme.
Abbiamo fatto un sacco di strada per la protezione della nostra casa comune, ma il viaggio che ancora ci attende richiede un impegno radicale nei confronti del nostro Creatore e gli uni con gli altri. Ci uniamo per i passi successivi del nostro rivoluzionario percorso di speranza.
L’urgenza della crisi ci esorta a non dormire sugli allori. Le comunità cattoliche stanno rivolgendo uno sguardo onesto all’azione svolta finora e si stanno impegnando per il prossimo passo del percorso.
Corsi di formazione online e un completo kit di strumenti sono disponibili per aiutarti durante il tuo viaggio.
vai alla pagina https://laudatosiweek.org/it/home-it/
Giornata del Commercio Equo e Solidale. Per cambiare il mondo
Il 9 maggio è la Giornata Mondiale del Commercio Equo e Solidale. Per l’occasione Altromercato – la principale organizzazione italiana di Commercio Equo e Solidale e una delle maggiori al mondo – si unisce ad Equo Garantito per aderire alla campagna PlanetFairTrade (Enterprises for the new economy) lanciata dall’Organizzazione Mondiale del Fair Trade (WFTO), che propone la visione di un nuovo mondo, perché la missione delle organizzazioni del Commercio Equo e Solidale, si legge nel comunicato stampa, «è da sempre mettere al primo posto nel commercio le persone e il pianeta anziché il profitto».
Festeggiare questa Giornata ha tanto più senso quest’anno, perché la drammatica congiuntura sanitaria, sociale ed economica dovuta alla pandemia «offre l’occasione di ripensare l’economia globale che ha messo in ginocchio le persone e l’ambiente portando l’umanità verso una crisi climatica i cui effetti sono davanti agli occhi di tutti».
«L’obiettivo è dimostrare che un'economia basata sul benessere delle persone e dell’ambiente è possibile». «Quella che proponiamo – è scritto nel comunicato - è una storia di speranza e di futuro perché grazie al Commercio Equo e Solidale anche i produttori marginalizzati del Sud e del Nord del mondo possono costruirsi un futuro migliore per sé e per i propri figli».
In realtà un futuro migliore per tutti «perché le organizzazioni di Planet Fair Trade si occupano di Commercio Equo e Solidale, di economia circolare, riciclo e upcycling, agricoltura biologica e rispettosa della biodiversità, artigianato e metodi produttivi tradizionali a basso impatto ambientale, attraverso strutture democratiche e che mettono sempre al centro la persona». E sono «Organizzazioni che non sfruttano ne inquinano foreste, laghi, fiumi, suoli, oceani e aria per massimizzare i loro profitti. Oggi tutto questo è più che mai importante, perché non possiamo più rischiare di avere un mondo che non sia sostenibile per l’ambiente e per le persone».
Il 9 maggio e per tutto il mese sarà dunque possibile condividere attraverso i canali social i progetti di Commercio Equo e Solidale e i prodotti preferiti con l’hastag #PlanetFairTrade per far conoscere e crescere un altro mondo e farlo diventare la casa di tutti.
Per tutte le informazioni cliccare qui.
venerdì 8 maggio 2020
Durante e dopo la crisi per un mondo diverso

Siamo appena entrati in una fase di allentamento delle misure di distanziamento fisico con lo sguardo fisso alla curva dei contagi e all’andamento della diffusione dell’epidemia. Consapevoli della grande incertezza fatichiamo a programmare il futuro. Eppure è questo il momento in cui, se abbiamo coraggio individuale e collettivo, a quel futuro possiamo dare forma. Per farlo dobbiamo rischiare di fare previsioni, e dobbiamo compiere scelte.
Anche noi, ForumDD, alleanza tra ricerca e organizzazioni di cittadinanza attiva, abbiamo sentito questa opportunità. E in un’assemblea di oltre sessanta persone, cinquanta interventi e otto ore siamo partiti da una selva di domande e abbiamo cercato di condividere le risposte. Ora le abbiamo raccolte in un DOCUMENTO.
Anticipiamo alcuni punti che troverete e su cui vogliamo aprire un confronto.
L’analisi delle tendenze prodotte da Covid-19 ci suggerisce che nulla è scritto. Esistono, secondo il nostro sentire, tre scenari, tre progetti politici che possono compiersi.
Tutti si cimentano con le “disuguaglianze” – come evitarlo? – ma lo fanno con obiettivi radicalmente diversi.
Prima opzione, riprendere la strada correggendo le “imperfezioni”: l’obiettivo è tornare alla “normalità” pre-Covid-19 compensandone meglio le disuguaglianze, ma affidandosi agli stessi principi e dispositivi che le hanno prodotte, presentando la “digitalizzazione” come un processo univoco di progresso, promettendo “semplificazioni” e inibendo l’esercizio di discrezionalità da parte degli amministratori pubblici nell’assunzione delle decisioni, favorendo i rentier rispetto agli imprenditori, mortificando partecipazione strategica di lavoro e società civile, e scaricando su quest’ultima e sulla famiglia ogni ruolo di mediazione sociale.
Seconda opzione, accelerare la dinamica autoritaria in atto prima della crisi: l’ulteriore impoverimento, la rabbia e l’ansia per il domani vengono alleviate offrendo barriere che promettono una rassicurante “purezza identitaria”, nemici da sconfiggere (migranti, stranieri, diversi, esperti), uno Stato accentrato e accentratore pronto a prendere rapide decisioni e a sanzionare comportamenti devianti, senza la pretesa di un pubblico confronto.
Terza opzione, cambiare rotta verso un futuro di emancipazione sociale: gli equilibri di potere e i dispositivi che riproducono le disuguaglianze vengono modificati, orientando il cambiamento tecnologico digitale, offrendo uno spazio di confronto acceso e informato al mondo del lavoro, alla società civile e a ogni persona che vive sulla nostra terra, legando welfare e sviluppo economico e realizzando un salto di qualità delle amministrazioni pubbliche.
Affinché l’opzione della giustizia sociale e ambientale possa sfidare con successo le altre due opzioni, servono tre requisiti: una visione del futuro che parli ai sentimenti; proposte operative con obiettivi verificabili; una mobilitazione organizzata. Sono tre requisiti che proviamo a sperimentare nel lavoro che portiamo avanti anche in queste settimane e che discutiamo in profondità nel volume “Un futuro più giusto. Rabbia, conflitto e giustizia sociale”, che uscirà il 28 maggio per il Mulino.
Se non ora quando?
Bisogna partire già da queste settimane, e nel testo trovate sette azioni da fare. E poi occorre uscire dalla congiuntura, guardare lungo. Cinque sono gli obiettivi strategici su cui stiamo lavorando. Primo: dobbiamo accrescere l’accesso alla conoscenza, per rimettere in moto creatività, mobilità sociale e innovazione, e per farlo dobbiamo giocarci i presidi pubblici forti che abbiamo, quali università, scuola, imprese pubbliche, gestione pubblica delle risorse digitali. Secondo: dobbiamo rendere pagante la nuova domanda di servizi e beni fondamentali per dar vita a buoni lavori nella cura delle persone, nell’educazione, nella casa, nella cultura, nella mobilità, nella filiera agro-silvo-pastorale e alimentare, nell’energia, nel turismo, investendo tutte le aree marginalizzate con strategie partecipate, territorio per territorio. Terzo: dobbiamo attuare misure immediate per dare al lavoro dignità, tutela e partecipazione strategica. Quarto: dobbiamo aggredire la crisi generazionale, accrescendo il potere dei giovani, non solo sul fronte educativo, ma anche in termini di ricchezza su cui possano contare nel passaggio all’età adulta e di abbattimento degli ostacoli nell’accesso a ruoli chiave nei processi decisionali. Quinto: dobbiamo realizzare una “rivoluzione operativa” nelle pubbliche amministrazioni che colga l’entrata di cinquecentomila nuovi giovani come un momento di rinnovamento generazionale e di metodo.
Nulla è scritto. Gli shock mettono in moto processi che ampliano gli spazi del possibile che non sono più stessi del mondo di prima.
Possiamo scegliere di attraversarlo trascinandoci dietro le carcasse del nostro odio, dei nostri pregiudizi, l’avidità, le nostre banche dati, le nostre vecchie idee, i nostri fiumi morti e cieli fumosi. Oppure possiamo attraversarlo con un bagaglio più leggero, pronti a immaginare un mondo diverso. E a lottare per averlo. (Arundhati Roy)
giovedì 7 maggio 2020
Covid-19 e future pandemie
Ipbes
La domanda che dovremmo fare è: come mai un virus che una volta circolava innocuo tra una specie di pipistrelli nel sud-est asiatico abbia infettato ora milioni di persone in tutto il mondo? Secondo l’autorevole istituto indipendente statunitense Ipbes, che si occupa di biodiversità, c’è una sola specie responsabile della pandemia: noi. E la nostra ossessione per la crescita. Alimentata, tra le altre cose, da deforestazione, agricoltura intensiva, estrattivismo e sfruttamento delle specie selvatiche. Ipbes aggiunge due considerazioni. La prima: le future pandemie si verificheranno più spesso e si diffonderanno più rapidamente. La seconda: possiamo ancora cambiare questo inquietante destino. Dipende da noi
C'è una sola specie responsabile della pandemia-19: noi. Come per le crisi climatiche e della biodiversità, le recenti pandemie sono una diretta conseguenza dell’attività umana – in particolare del nostro sistema finanziario ed economico globale, basato su un paradigma limitato che premia la crescita economica ad ogni costo. Abbiamo una piccola finestra di opportunità, nel superare le sfide della crisi attuale, per evitare di gettare i semi di quelle future.mercoledì 6 maggio 2020
Finanza etica: per uscire dalla crisi in modo sostenibile
«È il momento per premiare le imprese che integrino fattori sociali ambientali e di buona gestione nella propria strategia», propone Francesco Bicciato.









