sabato 10 dicembre 2016

La Preghiera di Madri ebree, musulmane e cristiane

dalla pagina http://salaam-ragazzidellolivo.blogspot.it/2016/12/la-preghiera-di-madri-ebree-musulmane-e.html

In Israele è avvenuto un piccolo grande miracolo quasi completamente ignorato dai Media: 
migliaia di donne ebree, musulmane e cristiane
hanno camminato insieme in Israele per la pace.


Nel nuovo video ufficiale del movimento Women Wage Peace, la cantante israeliana Yael Deckelbaum canta la canzone Prayer of the Mothers, “La preghiera delle Madri”, insieme a donne e madri di tutte le religioni, mostrandoci che la “musica” sta cambiando e deve cambiare. 

La canzone è il frutto di un’alleanza tra artiste folk israeliane e palestinesi e celebra l’ultima iniziativa del movimento delle “donne per la pace”, Women Wage Peace, nato in Israele nel 2014 e promotore di una marcia lunga 200 chilometri che ha visto, nell’ottobre scorso, migliaia di donne ebreemusulmane e cristiane unirsi in un cammino di pace verso Gerusalemme. “Non ci fermeremo finché non sarà raggiunto un accordo politico che porterà a noi, ai nostri figli e ai nostri nipoti un futuro sicuro”, è scritto nel sito del movimento, che si dichiara “senza leader e figlio del passaparola spontaneo sui social network”. Alla marcia ha preso parte anche l’attivista liberiana e premio Nobel per la pace 2011, Leymah Gbowee. Nel nuovo video dell’associazione Women Wage Peace, la cantante israeliana Yael Deckelbaum canta la canzone ‘Prayer of the Mothers’, insieme ad altre donne di ogni religione.

Un miracolo tutto femminile che vale più di mille parole vuote ed inutili.

Shalom Salam Pace
  

mercoledì 7 dicembre 2016

Santa Sede: con il Papa per il bando totale delle armi atomiche

dalla pagina http://www.news.va/it/news/santa-sede-con-il-papa-per-totale-messa-al-bando-a

2016-12-06 Radio Vaticana
 “Nella promozione della sicurezza nucleare, la comunità internazionale abbracci un’etica di responsabilità, al fine di favorire un clima di fiducia e di rafforzare la sicurezza collaborativa attraverso il dialogo multilaterale”. Così mons. Antoine Camilleri, Sotto-segretario per i rapporti con gli Stati intervenuto alla seconda Conferenza dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, Aiea, in corso a Vienna.
La logica dell’etica globale sostituisca la logica della paura
“La logica della paura e della diffidenza che trova la sua sintesi nella deterrenza nucleare – ha spiegato - deve essere sostituita da una nuova logica di etica globale. Abbiamo bisogno di un’etica di responsabilità, solidarietà e sicurezza collaborativa adeguata al compito di tenere sotto controllo il potere della tecnologia nucleare”. Secondo mons. Camilleri “le minacce alla sicurezza nucleare costituiscono gravi sfide sul piano tecnico e su quello diplomatico” e “per rispondervi, occorre affrontare le dinamiche più ampie della sicurezza, della politica, dell’economia e della cultura, che guidano attori statali e non statali nel cercare sicurezza, legittimità o potere nelle armi nucleari”
Necessario proteggere il materiale nucleare e le informazioni
La Santa Sede ritiene di grande importanza la promozione della sicurezza nucleare sia ai fini del rafforzamento del regime di non proliferazione e del processo di disarmo nucleare, sia per la promozione di tecnologie nucleari a scopo pacifici.  Mons. Camilleri  indica due ambiti in cui sono richiesti sforzi maggiori:  “la protezione fisica del materiale nucleare, poiché il mancato controllo” di questo “potrebbe avere conseguenze catastrofiche”; in secondo luogo evidenzia l’importanza del contrasto di minacce interne e la prevenzione di cyber-attacchi a dati e strutture sensibili a partire da un aumento del “livello di sicurezza delle informazioni e dei computer”, preservando “la riservatezza delle informazioni pertinenti alla sicurezza nucleare”. 
Con il Papa per una totale messa al bando delle armi nucleari
Il Sotto-segretario per i rapporti con gli Stati rileva i notevoli progressi compiuti nel rafforzare la sicurezza e la protezione nucleare, ringraziando l’Aiea per l’impegno profuso negli anni; nel contempo si sottolinea come molto del successo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica dipenda “dall’impegno degli Stati membri nel rispettare i propri impegni giuridici ed etici. “Le responsabilità  degli Stati membri – puntualizza mons. Camilleri – devono rimanere al centro del nostro dibattito”. A conclusione del suo intervento il rappresentante vaticano a Vienna chiarisce che “non ci si può fare illusioni riguardo alla gravità delle sfide che si pongono alla comunità internazionale, ma “a motivo di queste sfide la Santa Sede ribadisce il proprio sostegno all’Aiea” in linea con l’esortazione di Francesco alla comunità internazionale, pronunciata all’Onu nel 2015, ad “impegnarsi per un mondo senza armi nucleari, applicando pienamente il Trattato di non proliferazione, nella lettera e nello spirito, verso una totale messa al bando di questi ordigni”.  (A cura di Paolo Ondarza)
(Da Radio Vaticana)

leggi anche:

Via le armi nucleari dall'Italia

martedì 6 dicembre 2016

Perché Russia e Cina hanno posto il veto sulla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU?

dalle pagine
https://www.rt.com/news/369274-russia-china-unsc-aleppo-resolution/
http://www.presstv.ir/Detail/2016/12/05/496625/russia-china-unsc-aleppo

La tregua ad Aleppo Est proposta dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU è controproducente

Russia e Cina hanno affermato che una tregua ad Aleppo Est servirebbe solo, come già avvenuto nel recente passato, ai "militanti" [fra cui terroristi di Al Nusra e dell'ISIS] per riorganizzarsi e far arrivare nuovi armi, peggiorando e prolungando così le sofferenze della popolazione.

La Russia, che aveva avvisato in anticipo che avrebbe posto il veto, è stata criticata dal blocco guidato dagli USA. Dal punto di vista russo, il Consiglio di Sicurezza non dovrebbe minare gli sforzi compiuti dal ministro degli esteri russo Lavrov e della sua controparte John Kerry che il 2 dicembre a Roma avevano trovato un accordo su un piano per risolvere la situazione ad Aleppo. Tale piano include il ritiro dei "militanti" dalla parte est della città... Ma il governo USA ora ha ritirato la sua proposta e disponibilità...

leggi anche:

giovedì 1 dicembre 2016

5 dicembre: primolunedìdelmese

primolunedìdelmese
anno XIX, n. 146

5 Dicembre 2016, ore 20:30
salone Cooperativa Insieme, via Dalla Scola 253, Vicenza
Parcheggio adiacente
Le persone disabili sono pregate di contattarci per le indicazioni del caso

Italia, Europa, Stati Uniti:
the day after

Ne parliamo con

Aldo Garzia

giornalista e saggista, collabora con il manifesto e ytali.com;
fra i suoi ultimi libri: Olof Palme. Vita e assassinio di un socialista europeo; Zapatero. Il socialismo dei cittadini; Cuba, dove vai?; Bergman the Genius.

All'indomani della consultazione referendaria sulla riforma costituzionale, ci interrogheremo sugli scenari politici che si prefigurano in Italia, ma anche nei rapporti fra Italia ed Unione Europea e, dopo l'elezione di Trump, in quelli fra Europa ed America.

martedì 29 novembre 2016

#Enough [Basta]

visita la pagina
 

#Enough! : una campagna e un movimento popolare
[nato in Afghanistan e ora internazionale] per abolire la guerra
costruendo una massa critica di relazioni nonviolente per un mondo verde, di eguali, senza guerra

lunedì 28 novembre 2016

Violenza sulle donne: non bastano le varie “giornate”…

Antonella Policastrese
dalla pagina http://italians.corriere.it/2016/11/28/46873/

Basta un giorno del calendario, per dire basta alla violenza sulle donne? In un mondo globalizzato, il problema è globale e bisognerebbe capire da cosa viene alimentato per risolverlo. La violenza è divenuta un fenomeno dilagante. E’ violenza la mancanza di diritti, l’essere licenziati o ricattati per mantenere un misero posto di lavoro. E’ violenza la miseria, il non farcela, la dipendenza, la disuguaglianza. In una società sempre più divisa tra ricchi e poveri, si genera un clima di ingiustizia, non ci si sente tutelati né garantiti, ragion per cui un uomo trovo libero sfogo alle proprie frustrazioni esercitando la violenza con chi gli sta vicino; esercitando un potere che altri attuano su di lui. In pratica gli effetti della causa diventano un boomerang esplodono, si materializzano su poveri corpi martoriati, bruciati e massacrati. E’ ovvio che in una realtà così mistificata a rimetterci è la parte debole: donne e bambini. Se da noi ammazzare donne è diventato lo sport nazionale, altrove le bambine devono sottostare a uomini che le comprano, senza che queste possano ribellarsi. La situazione è molto più drammatica di quanto appare. Ci siamo evoluti nel linguaggio, parlando di parità di genere, pari opportunità, ma ciò che è scritto sulla carta, sulla carta rimane e di conseguenza la dipendenza che dovrebbe essere la prima causa da rimuovere diventa un filo invisibile che ti lega al tuo carnefice. Chi ascolta più la voce della sofferenza, chi si prende la briga di parlare di diritti da affermare, se a venire meno sono proprio quelli! E così assistiamo impotenti a scene che si ripetono sempre con la stessa dinamica, così uguali a se stesse da essere diventate normalità. La violenza si manifesta in mille modi: può essere psicologica, ma quella non si vede, non fa scalpore ed è così corrosiva da bucare anche il marmo. Globalizziamo i diritti ed abbattiamo la violenza. In caso contrario corriamo il rischio di essere superficiali e patetici.

Antonella Policastrese,

sabato 26 novembre 2016

«Abbiamo bisogno di un cambiamento culturale»

da La Voce dei Berici, Domenica 27 novembre 2016, p. 3

Suor Federica Cacciavillani, del Centro Presenza Donna, racconta la sua esperienza
L’associazione, guidata dalle Orsoline, promuove percorsi formativi per favorire il pensiero di genere

Della violenza di genere c’è chi se ne occupa ogni giorno, come il Centro Presenza Donna di Vicenza, con la propria attività culturale. Ce ne parla la presidentessa Federica Cacciavillani, suora Orsolina e insegnante: «Il nostro Centro mette in atto percorsi formativi per donne di diverse appartenenze di fede, di origine, di idee e sulla violenza di genere riflettiamo insieme - spiega -. Ci impegniamo a cambiare la cultura che porta alla violenza sulle donne, anche con altre associazioni di diversa matrice culturale».
Ci sono presupposti sociali, economici, culturali che possono favorire la violenza sulle donne?
«Noi abbiamo la percezione che sia un fenomeno trasversale alle culture e alle estrazioni sociali. Non è infrequente che la violenza si manifesti in classi sociali italiane di cultura più elevata tanto quanto in situazioni di emarginazione sociale. Anche i centri antiviolenza confermano questi dati. È un elemento preoccupante perché significa che non è soltanto la deprivazione socio culturale ed economica a promuovere la violenza, ma che essa è legata a un problema di identificazione del proprio ruolo nel rapporto con l’altro sesso e nel difficile rapporto di reciprocità tra uomo e donna».
La trasversalità è anche generazionale? Oppure nei giovani qualcosa sta cambiando?
«Negli adolescenti sembra non esserci, perché spesso essi non si accorgono di mettere in atto stereotipi di genere, ma ci sono. È molto importante che nella giornata contro la violenza sulle donne ci siano anche gli uomini! Purtroppo, bisogna dirlo, questa riflessione viene fatta soltanto da uomini laici non credenti: dico purtroppo, perché come credente ci terrei che uomini credenti facessero qualche passo in più. Invece la riflessione profonda sull’identità maschile, sulla gestione dell’aggressività viene fatta dai laici, da studiosi come Stefano Ciccone, Alessandro Bellassai, cioè dal Gruppo Maschile Plurale. Da anni questi uomini vanno nelle scuole perché non ci sia una sottolineatura del problema solo da parte delle donne, ma un’iconizzazione della presenza maschile, di un altro prototipo di maschilità».
Questo deficit degli uomini credenti da cosa origina?
«In effetti avrebbero dovuto arrivarci per primi, viste le premesse evangeliche. Ma c’è un tradizionalismo nelle relazioni uomo donna nel mondo credente per cui il vecchio detto: “Che la piasa, che la tasa, che la staga in casa” è un modello che fa ancora molta breccia. Cè pudore nel parlare di questi ruoli di genere che non permette di mettere in campo nuove forme di relazionalità, di parità e reciprocità».
Insomma è un metodico lavoro sulla cultura quello che serve.
«Sì, intesa come riflessione sulle azioni e sulla vita, quella che permette di cogliere e coltivare delle relazioni diverse. Per noi credenti ciò passa attraverso una cultura evangelica, di parità, nella figura di Cristo. Ribadisco: una cultura fatta non soltanto da donne e non solo da donne laiche».
Maria Grazia Dal Prà

venerdì 25 novembre 2016

Femminicidi. Il 25 novembre Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

dalla pagina https://www.avvenire.it/attualita/pagine/femminicidi



[...] Ogni tre giorni una donna muore per vittima di violenza. Il dato, drammatico, è confermato dall’Istat. Solo nel 2016 sono state 116 in tutto le donne vittime di omicidio volontario, come Elisabeth di Seveso. Ma, malgrado se ne parli sempre, i numeri non accennano a diminuire. Ed è anche per questo che il 25 novembre, si celebra la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. In Italia e in tutto il mondo sono organizzati incontri, dibattiti e tutto quanto può servire per accendere il faro contro quella che è ormai diventata una vera e propria piega sociale.

Le ultime rilevazioni vedono la Lombardia al primo posto con 17 vittime dall’inizio dell’anno, seguita dall’Emilia Romagna con 14 e dal Veneto con 12. Si può parlare, quindi, di un triste primato del nord.

A questi numeri bisogna però aggiungerne altri. Quelli delle "altre" vittime dei femminicidi. Di chi rimane. Nel 2016 sono già 73 i figli rimasti senza madre. «Ad oggi, sono 1.701 i minori che negli ultimi dieci anni sono rimasti privi di uno o di entrambi i genitori a seguito di omicidio o di omicidio-suicidio» afferma Lorenzo Puglisi, di Sos Stalking che ha più volte lanciato un appello a non sottovalutare il problema degli orfani.

Secondo l’Istat, che ha effettuato un’indagine sullo stalking - spesso azione anticamera del femminicidio, messa in atto da individui ossessivi che assillano le proprie vittime - sono circa 3 milioni 466 mila le donne che hanno subito stalking da parte di un qualsiasi autore, pari al 16,1% dell’intera popolazione femminile.

Per celebrare la Giornata contro la violenza, a Roma è in programma la manifestazione nazionale "Manchi solo tu". Anche le suore scenderanno in piazza. «È giusto esserci» spiega suor Gabriella Bottani, missionaria comboniana a capo di Talitha Kum, la rete mondiale contro la tratta di persone. «Il problema è serio e cresce sempre di più».


leggi:

Femminicidio: "Io, ex maschio violento, ho imparato a fermare il mostro che è in me"

giovedì 24 novembre 2016

Papa a Cop22: urge risposta collettiva responsabile per la casa comune

dalla pagina http://www.news.va/it/news/papa-a-cop22-urge-risposta-collettiva-responsabile

"Il degrado ambientale, connesso a quello umano etico e sociale interroga tutti": serve una "risposta collettiva responsabile", libera da interessi e comportamenti particolaristici. Così in sintesi il Papa nel messaggio inviato ai partecipanti alla 22esima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici Cop 22, in corso a Marrakech in Marocco. "Lo stile di vita basato sulla cultura dello scarto", è il suo ammonimento, "non è sostenibile". Il servizio di Gabriella Ceraso:

A pochi giorni dall’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi sul clima, adottato meno di un anno fa, ai grandi della terra riuniti in Marocco, il Papa fa arrivare la sua voce sulla cura e il servizio per la “nostra casa comune”. Il presupposto è che il "degrado ambientale", connesso fortemente con il "degrado umano etico e sociale, interroga tutti". “ Non è sufficiente un’azione individuale o nazionale”: la risposta, scrive il Pontefice rifacendosi alla sua Enciclica Laudato si', “deve essere collettiva”. Possiamo e dobbiamo, nel percorso avviato in Francia, veicolare con intelligenza la tecnologia, mettere il potere al servizio di un progresso più sano e umano, e l’economia al servizio della persona, della pace e della giustizia. La COP 22, osserva Francesco, è un primo passo importante e delicato nell’attuazione dell’accordo di Parigi, incide sull'umanità specie sui più poveri e vulnerabili e dunque richiede un’azione libera da "pressioni politiche e economiche" oltre che da "interessi e comportamenti particolaristici". Questo è il momento "dell’elaborazione delle regole e dei meccanismi istituzionali", ricorda il Papa, esprimendo l’auspicio che è necessario non solo uno "spirito collaborativo" ma anche un "continuo supporto politico", basato non su barriere e frontiere, ma sulla consapevolezza che siamo “una sola famiglia umana”. Nella promozione di strategie di sviluppo nazionali e internazionali che siano solidali, come si è stabilito a Parigi, il Papa ricorda che "non sono sufficienti le soluzioni tecniche" ma è doveroso "considerare gli aspetti etici e sociali". Qui “ si entra”, scrive Francesco "nella sfera degli stili di vita e dell’educazione”. E’ la “cultura della cura” e non quella "insostenibile dello scarto”, che Francesco chiede alla Conferenza di Marrakech di veicolare: è quindi culturale ed educativa la sfida a cui l’implementazione degli accordi di Parigi non può mancare di rispondere.
 

lunedì 21 novembre 2016

Uno sguardo su Israele e Palestina: terza rassegna di film palestinesi

dalla pagina http://salaam-ragazzidellolivo.blogspot.it/2016/11/uno-sguardo-su-israele-e-palestina.html

IL COMITATO VICENTINO PER LA 
LIBERAZIONE DEI PRIGIONIERI POLITICI PALESTINESI
e
IL CINEMA PRIMAVERA

IN OCCASIONE DEL 29 NOVEMBRE
GIORNATA INTERNAZIONALE DI SOLIDARIETA’
CON IL POPOLO PALESTINESE

INVITANO LA CITTADINANZA

UNO SGUARDO su ISRAELE e PALESTINA

TERZA RASSEGNA DI FILM PALESTINESI

MARTEDI’ 15 NOVEMBRE 2016 è stato proiettato:

GLI INGANNATI
dal libro UOMINI SOTTO IL SOLE 
di Ghassan Kanafani, Sellerio Edit


Titolo originale The Dupes. Drammatico, durata 107 min. - Siria 1972.




MARTEDI’ 22 NOVEMBRE 2016
 
AMORE, FURTI E ALTRI GUAI

Un film di Muayad Alayan.

Titolo originale Al-Hob wa Al-Sariqa wa Mashakel Ukhra.
Commedia drammatica, durata 93 min. Palestina 2015


MARTEDI’ 29 NOVEMBRE 2016



THE IDOL


Titolo originale Ya Tayr El Tayer. Biografico, durata 100 min. - Palestina, Qatar, Gran Bretagna 2015. - Adler Entertainment 

* IN PRIMA VISIONE A VICENZA *



alle ore 20,30 presso il CINEMA PRIMAVERA, via Ozanam 
VICENZA
                           
 INGRESSO 3€

La Palestina è sparita dalle notizie ma l'occupazione militare e l'oppressione del governo israeliano sono sempre più devastanti.
 
Il popolo palestinese continua a resistere: è schiacciato da uno stato potentissimo, che viola sistematicamente i diritti umani fondamentali nel silenzio complice del mondo, e da un governo palestinese spesso collaborazionista, corrotto, incapace di ascoltare la sofferenza del suo popolo.
 
Ciò nonostante molti Palestinesi non smettono di cercare, tra mille ostacoli, una "normalità" e riuscire a fare film è una testimonianza forte di questo impegno.
 
Film che non sono molto noti: in modo particolare THE IDOL, uscito nella scorsa primavera, non è mai stato proiettato nella nostra città, pur avendo ricevuto menzioni e recensioni molto positive.

sabato 19 novembre 2016

Voci dal carcere: "Così vicino alla felicità"

dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2016/11/08/cos%C3%AC_vicino_alla_felicit%C3%A0in_libreria_i_racconti_dal_carcere/1270803

Antonella Bolelli Ferrera
E’ nelle librerie da questo mese, il volume “Così vicino alla felicità. Racconti del carcere”, che riunisce i venticinque racconti finalisti della VI edizione del Premio Goliarda Sapienza, insieme alle introduzioni di scrittori, artisti e giornalisti d’eccezione nel ruolo di tutor letterari. E’ l’unico concorso letterario in Europa di questo genere i cui proventi sono devoluti in progetti in favore della cultura della legalità. Il significato di queste narrazioni, presentate all’indomani del Giubileo delle carceri, nelle parole dell’autore della prefazione mons. Dario Edoardo Viganò, Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede. L’intervista è di Stefano Leszczynski:

R. – Significa mettersi in ascolto. Ascoltare che cosa? Ascoltare non tanto opinioni ma quegli elementi di un racconto che indica un orizzonte: l’orizzonte che è la ricerca di qualcosa per cui valga la pena lottare, cioè il senso della propria vita. La narrazione di storie diventa un lasciarsi condurre da quei segreti carsici di grazia che sono presenti nel cuore di ogni uomo e di ogni donna, anche quelli che vivono l’esperienza della reclusione.

D. – Il titolo è molto significativo “Così vicino alla felicità”: come si fa a essere così vicino alla felicità per le persone che sono detenute?
R. - Quando uno è detenuto viene privato della propria libertà, però è anche vero che c’è la speranza e la speranza ci fa ad andare avanti… La felicità, a volte, è coltivare una speranza che Dio ci accolga, che una famiglia, un uomo o una donna a cui abbiamo provocato dolore ci perdonino… Felicità però è anche che ogni uomo che vive questa esperienza del carcere possa trovare un rinnovato senso alla propria esistenza.
D. – Il Papa ha parlato della possibilità di un gesto di clemenza. Questo cosa ci deve ispirare?
R. – Credo che questo innanzitutto, laddove è possibile, diventi un atto concreto frutto dell’Anno della Misericordia. Credo che sia il momento in cui riflettere tutti e poter aggregare le forze per un miglioramento delle condizioni di vita all’interno di questo mondo perché non solo venga rispettata la dignità umana dei detenuti ma perché si possa immaginare che la giustizia non sia semplicemente una punizione ma sia, invece, piuttosto, un cammino che reintegri nella società e quindi un cammino che puntelli passo dopo passo una dignità che si fa carica di rinnovata speranza.

venerdì 18 novembre 2016

Merkel: il TTIP è a un punto morto | Stop TTIP alla COP22

dalla pagina http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-11-18/merkel-ttip-e-un-punto-morto-063803.shtml

[...] Con molto realismo la cancelliera riconosce che il TTIP, l’accordo di libero scambio tra Usa e Unione europea in questa fase non ha alcuna possibilità di «essere chiuso» anche se «prima o poi potranno riprendere i negoziati». In sostanza il TTIP sarebbe la seconda vittima dell’effetto Trump dopo che lo stesso Obama ha rinunciato all’accordo sul libero scambio con il Pacifico che il Congresso avrebbe senza dubbio respinto. [...]

dalla pagina https://stop-ttip-italia.net/2016/11/17/ceta-e-clima-stop-ttip-italia-incontra-il-ministro-galletti-alla-cop22/

CETA e clima: Stop TTIP Italia incontra il Ministro Galletti alla COP22

Fairwatch, a nome della Campagna Stop TTIP Italia, ha incontrato oggi il Ministro all’Ambiente Galletti alla COP22 di Marrakech, durante un incontro organizzato da Coalizione Clima, la rete di organizzazioni e sindacati che si batte da anni per la giustizia climatica.
“Abbiamo consegnato al Ministro Galletti un documento che mostra come gli accordi di libero scambio stiano ostacolando la lotta al cambiamento climatico”, sottolinea Alberto Zoratti, presidente di Fairwatch e tra i coordinatori della campagna Stop TTIP Italia. “Il testo del CETA dovrà di necessità passare dal Consiglio dei Ministri prima della ratifica al Parlamento europeo, crediamo sia venuto il momento di un dibattito pubblico e informato sui rischi che si presenteranno, al di là della retorica sull’impegno dell’Italia nella lotta al climate change”.”Gli ambiti che tocca il CETA” conclude Zoratti, “vanno ben oltre alla già complessa questione degli scambi commerciali, andando a impattare su questioni legate ai diritti del lavoro, all’ambiente e, non ultimo, alle politiche di mitigazione nella lotta al cambiamento climatico”.
Qui il video dell’intervento di Stop TTIP Italia all’incontro col Ministro Galletti