giovedì 23 febbraio 2017

RELAZIONE 2016 SULL'EXPORT DI ARMI

dalla pagina http://www.banchearmate.it/home.htm



RELAZIONE 2016 SULL'EXPORT DI ARMI: LA TABELLA DELLE BANCHE ARMATE!
La Relazione 2016 del governo Renzi sull'export di armamenti non ha ripristinato la trasparenza sulle operazioni svolte dalle banche: non solo non ha reintodotto l'elenco di dettaglio delle operazioni bancarie (scomparso dal 2008 senza alcuna giustificazione al Parlamento), ma invece dell'elenco delle "Operazioni Autorizzate" riporta anche quest'anno solo quello delle "Operazioni segnalate", quelle cioè che ogni anno svolge ogni banca, ma che non permettono di risalire all'intera operazione autorizzata. Ecco i primi commenti e le tabelle:

 
Tutta la Relazione 2016: dal sito del Senato e della Camera La Tabella 2016 delle "banche armate" (in .pdf) Banche e programmi intergovernativi (in .pdf)

Nigrizia: Triplica la vendita di armi italiane (29/04/2016)
Nigrizia: 2015: Super "banche armate" (2/05/2016)
Repubblica: Il mercato italiano nei paesi in guerra (1/05/2016)
Sardinia Post: I dati del governo sull'export di armi (3/05/2016)

Il Fatto Quotiadino: Triplica la vendita. Spunta Banca Etruria (4/5/2016)
Unimondo: Triplica l'export di armi, crolla la trasparenza (4/5/2016)
Vita: Armi, l'Italia triplica la vendita (4/05/2016)
Affari italiani: Business d'oro con le armi (4/05/2016)
Adista: L'Italia triplica l'export. Intervista a G. Beretta (6/05/2016)
Avvenire: L'Italia triplica l'export di armi (7/05/2016)
Il Tempo: Armi, vendita triplicata in un anno (7/05/2016)
Redattore Sociale: Armi, triplicato l'export italiano (6/05/2016)
La Notizia: Affari bomba per le banche (8/05/2016)
L'Adige: l'Italia ha triplicato l'export di armi (9/05/2016)

 
Radio Popolare: Export esplosivo: Intervista a G. Ballarini (2/5/2016)
Radio Articolo 1: Più export di armi: Intervista a G. Beretta (6/5/2016)

martedì 21 febbraio 2017

Interventi consiglio comunale - Fiera HIT show 2017

dalla pagina http://www.vicenzacapoluogo.it/fiera-hit-show-2017/



La nostra domanda di attualità presentata al Consiglio Comunale del 21/02/2017:


Premesso che:

  • La trasmissione “Presa Diretta” del canale televisivo nazionale La7, ha trasmesso in data 16 febbraio 2017, un servizio dedicato alla Fiera HIT SHOW mostrando immagini di minori, che seppur accompagnati da adulti maneggiavano le armi esposte nonostante l’espresso divieto del regolamento della citata Fiera.
  • La notizia dell’accesso dei minori alla Fiera HIT Show anno 2017 era già assurta alla cronaca nazionale con un durissimo articolo di Famiglia Cristiana dello scorso 13 febbraio che documentava l’accesso alle armi esposte da parte di minorenni, evidenziando che si tratta dell’unica Fiera di armi nell’Unione Europea, che espone anche armi da guerra e militari a cui sia permesso l’accesso ai minori.
[…]

I sottoscritti consiglieri comunali ricordando l’art. 2 dello Statuto del Comune di Vicenza “Pace e cooperazione” chiedono al Signor Sindaco e  all’Assessore Sala di:
–  conoscere il parere dell’Amministrazione sulla partecipazione dei minori,  anche se accompagnati, alla manifestazione HIT SHOW e sulla proposta di regolamento avanzata da OPAL e Rete Italiana per il Disarmo in generale,
– conoscere la volontà dell’amministrazione per proseguire il percorso intrapreso, in vista della manifestazione del 2018 con il fine di giungere ad un regolamento condiviso.
 
Leggi qui il testo integrale

domenica 19 febbraio 2017

Vicenza, 24 febbraio: Aldo Capitini, "antifascista maestro di nonviolenza"

"La figura di Aldo Capitini (1899-1968) merita di essere ricordata a Vicenza perché, con il suo pensiero e la sua pratica della nonviolenza, Capitini, negli anni ’30 e ’40, dopo essere stato allontanato da Giovanni Gentile dalla Scuola Normale di Pisa, di cui era segretario, è stato un maestro e un punto di riferimento per Antonio Giuriolo, per Antonio Barolini, per Enrico Niccolini ed altri giovani antifascisti vicentini. Negli anni ’50 ha dialogato a lungo con Rienzo Colla de La Locusta. Neri Pozza è stato il coraggioso editore vicentino del libro di Capitini Religione aperta, messo all’Indice dalla Chiesa di Pio XII". [Casa per la Pace, Vicenza]

Istituzione Pubblica Culturale
Biblioteca Civica Bertoliana
Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea “E. Gallo”
 
INVITO

Aldo Capitini

Un’alta passione, un’alta visione. Scritti politici 1935-1968,
a cura di Lanfranco Binni e Marcello Rossi,
(Firenze, Il Ponte Editore, 2016)

Attraverso due terzi di secolo Omnicrazia: il potere di tutti,
a cura di Lanfranco Binni e Marcello Rossi,
(Firenze, Il Ponte Editore, 2016)

Venerdì 24 febbraio 2017, ore 17.30

Biblioteca Civica Bertoliana
Salone di Palazzo Cordellina
Contrà Riale, 12 - Vicenza

Introduce
Giuseppe Pupillo (Presidente Biblioteca Bertoliana )

Intervengono:
Carla Poncina (Direttrice ISTREVI)
Adriana Chemello (Università di Padova)
Matteo Soccio (Casa per la Pace – Movimento Nonviolento)

Sarà presente il curatore Lanfranco Binni

Info׃ info@istrevi.it; casaperlapace@gmail.com

Castelgomberto, 10-17 marzo: Convegno su Don Lorenzo Milani

dalla pagina http://www.agoracastelgomberto.it/download/DonMilani.pdf




venerdì 17 febbraio 2017

Cattivi esempi: Fiera delle armi di Vicenza: “Venghino, bambini, venghino…”

dalla pagina http://www.famigliacristiana.it/articolo/fiera-delle-armi-di-vicenza-venghino-bambini-venghino/360553.aspx

13/02/2017  Volete educare vostro figlio alla “cultura delle armi”? Volete fargli desiderare l’ebbrezza di imbracciare un vero fucile o di una pistola semiautomatica? Per farlo, se vostro figlio è minorenne, avreste dovuto portarlo nella cittadina veneta. L’unica in Europa dove sono ammessi i minori

A Vicenza, dall’11 al 13 febbraio, si svolge l’unica fiera dell’Unione Europea in cui i ragazzini possono entrare e ammirare le novità in fatto di armi e munizioni, con tanto di «spazio esperienziale». A nulla sono valse le proteste della Diocesi, delle associazioni pacifiste e del mondo cattolico (dall’Azione Cattolica alle Acli, da Pax Christi all’Associazione Papa Giovanni XXII). È il mercato, bellezza!
Sì, infatti la città veneta incassa ospitando «i top brand del settore armi e munizioni», mirando «a diventare l’appuntamento di riferimento in Italia e in Europa per il comparto armiero made in Italy». HIT Show: un nome, un programma: è l’acronimo di Hunting, Individual Protection and Target Sports ma “hit” è il verbo inglese per “colpire” – è la più grande fiera internazionale per la promozione delle armi per il pubblico generalista, con 36.000 visitatori l’anno scorso (+16% rispetto al 2015) e 413 espositori italiani ed esteri. Non solo caccia e sport, ma anche pistole per la protezione personale. «Quest’anno», annunciano fieri gli organizzatori dell’Italian Exhibition Group, «la novità è la nuova edizione della canna».
Già nelle fiere degli anni scorsi (siamo alla terza), la Chiesa di Vicenza era in prima linea nell’esprimere
totale disappunto, sia con il settimanale diocesano La Voce dei Berici, sia con la Pastorale Giovanile e la Commissione per la Pastorale sociale. Va dritto al punto don Matteo Pasinato, che per la Diocesi guida quest’ultimo ufficio: «Far sapere quali e quanti danni provocano nel mondo le armi è un dovere educativo». Un’idea, però, non in linea con gli interessi economici di certi settori. Lo psicologo e psicoterapeuta Claudio Riva, sulle pagine della Voce dei Berici, ha spiegato: «È necessario domandarsi che tipo di educazione la nostra società vuole trasmettere dando in mano a dei ragazzini degli strumenti volti all’eliminazione dell’altro. Quando si parla di educazione alla pace non si intende impedire ai bambini lo scontro nei rapporti con il prossimo, ma far capire che l’aggressività e la rabbia devono essere gestite in un’ottica di confronto, con lo scopo di arrivare a un epilogo sereno. Il litigio rappresenta il momento di riconoscimento del coetaneo. Le armi, invece, portano a un’unica e irrevocabile conclusione, ovvero alla soppressione fisica».

Quest’anno la battaglia si è concentrata proprio sulla presenza dei bambini. Sembrava si fosse arrivati a una svolta: dopo le richieste del fronte pacifista al Comune di Vicenza, che è azionista della Fiera ed è guidato dal sindaco Pd Achille Variati, gli organizzatori si erano impegnati a non far entrare i minori di 14 anni, scrivendolo pure nel Regolamento del Visitatore. Il triste epilogo lo racconta Giorgio Beretta dell’Osservatorio Opal di Brescia: «Su pressioni politiche del consigliere regionale Sergio Berlato (Fratelli d’Italia–An) e dell’associazione di cacciatori Convavi, è stato reintrodotto il permesso d’ingresso ai bambini». La decisione è stata tanto incredibile nella sua goffaggine quanto patetica e inaccettabile nella motivazione: si è trattato – hanno scritto gli organizzatori in un comunicato – di «un refuso dovuto a uno spiacevole equivoco».
Nel Regolamento in vigore, lo stesso degli anni scorsi, si fa «espresso divieto da parte dei minori di maneggiare le armi esposte». Eppure, nella pratica, le foto delle passate edizioni provano il contrario: i minori le maneggiano tranquillamente e anzi spesso sono gli addetti agli stand a porgerle. Spiega Giorgio Beretta: «Non è vietato dalle leggi italiane farli entrare, ma HIT è l’unico caso di un’esposizione nell’Ue dove ci sono tutte le tipologie di armi, tranne quelle propriamente “da guerra/militari”, a cui è permesso l'accesso ai minori. La maggior fiera di queste armi è l’IWA Outdoor Classic di Norimberga ma è riservata ai soli “operatori di settore” (non a cacciatori o sportivi). E in ogni caso lì è espressamente vietato l’ingresso ai minorenni».
L’appuntamento di Vicenza, inoltre, è stata l’occasione per proporre una cultura “pro-armi”, tra convegni e messaggi contro le “restrizioni” europee sul tema. Spiace che siano anche le istituzioni pubbliche – oltre al Comune, anche la Provincia di Vicenza e la Regione Emilia Romagna sono azionisti – ad avvallare questo messaggio diseducativo. Nell’articolo 2 dello Statuto Comunale di Vicenza si parla di pace e cooperazione: «Sarebbe bene fare qualcosa di più per concretizzare questo principio», ha detto don Pasinato. Viene in mente Papa Francesco quando dice: «Tutti parlano di pace, tutti dichiarano di volerla, ma purtroppo il proliferare di armamenti conduce in senso contrario. Possiamo unire le nostre voci nell’auspicare una nuova stagione di impegno coraggioso contro la crescita degli armamenti e per la loro riduzione».

 

mercoledì 15 febbraio 2017

Quel “patto col diavolo” tra l’Occidente e i finanziatori del terrore

dalla pagina http://www.lastampa.it/2016/06/11/vaticaninsider/ita/documenti/quel-patto-col-diavolo-tra-loccidente-e-i-finanziatori-del-terrore-xAVa5RMqkLoakjINpZG6VJ/pagina.html

Terrorismo wahabita, guerre, flussi finanziari, colossali compravendite di armi: in un libro di Fulvio Scaglione storia, dati e numeri su ciò che per ragioni di business le democrazie occidentali fingono di non vedere 

andrea tornielli

Roma - Pubblicato 11/06/2016

«La conclusione, inevitabile, è una sola: sappiamo, ma facciamo finta di non sapere. Continuiamo a parlare di lotta al terrorismo islamico, ai jihadisti, ma non interveniamo abbastanza sul denaro, cioè sul motore che tiene in vita e promuove quello stesso terrorismo. Ci teniamo stretti come amici proprio coloro che sostengono chi anima quella che molti di noi considerano addirittura una minaccia alla sopravvivenza della nostra civiltà. E li armiamo, li rendiamo sempre più potenti e, all’occorrenza, devastanti». È l’amara ma realistica conclusione a cui arriva il giornalista Fulvio Scaglione, inviato di guerra e conoscitore del Medio Oriente, nel suo ultimo libro: «Il patto con il diavolo» (BUR, pp. 208, 15 euro), un saggio a metà tra storia e cronaca che spiega «come abbiamo consegnato il Medio Oriente al fondamentalismo e all’Isis». Leggendo il saggio di Scaglione si comprende ancora meglio perché Papa Francesco, quando parla o viene interpellato sul terrorismo e sulla guerra, non ometta di citare spesso i trafficanti di armi, i flussi finanziari e una certa ipocrisia da parte di alcuni leader.   

Soldi e armi al fondamentalismo wahabita   L’autore fa notare ciò che è - o dovrebbe - essere sotto gli occhi di tutti: l’attuale terrorismo, quello dell’Isis e di Al Quaeda, ha origini nel fondamentalismo wahabita che ha ricevuto e riceve sovvenzioni e armi da finanziatori che abitano nei paesi considerati i migliori alleati dell’Occidente. Nel libro molto spazio è dedicato al ruolo dell’Arabia Saudita che storicamente ha sempre tenuto sotto controllo e stroncato certi movimenti fondamentalisti in casa propria, ma li ha foraggiati per destabilizzare altri Paesi islamici, com’è stato fatto ad esempio con la Siria di Assad. «Per decenni l’Arabia Saudita ha giocato su questo schema - scrive Scaglione - e per decenni i suoi alleati occidentali hanno accettato di sottoscrivere un patto con il diavolo di cui ignoravano le implicazioni, o convinti di trarne comunque un guadagno. Senza notare, o facendo finta di non vedere, quanto i due piani fossero intrecciati, perché proprio la spinta alla diffusione mondiale del radicalismo aggressivo insito nella variante wahabita dell’islam garantisce alla monarchia saudita la legittimità e il consenso necessari a conservare il trono e le ricchezze». 
continua

martedì 14 febbraio 2017

Avvenire: Vicenza. La fiera delle armi apre ai minori. Sale la protesta


Diego Motta, Avvenire, martedì 14 febbraio 2017 
 
L'Osservatorio: è la prima volta che accade in Europa. Le associazioni denunciano: un'operazione ideologico-culturale 

Una fiera merceologica? «No, un’operazione culturale». La manifestazione Hit Show dedicata alle armi e conclusasi ieri a Vicenza è diventata un caso politico. Il motivo? Si è trattato della prima rassegna europea aperta ai minori. Nonostante le rassicurazioni più volte arrivate dagli operatori. La denuncia è dell’Osservatorio permanente sulle armi leggere (Opal) di Brescia, cui fanno riferimento una ventina di associazioni e diverse realtà del mondo cattolico locale. «Nel Vecchio continente non c’è un’altra manifestazione in cui sono esposte tutte queste tipologie di armi che permetta l’accesso ai minori, sia pur accompagnati – spiega Giorgio Beretta, anali- sta di Opal –. A Norimberga, da sempre evento leader nel settore, i divieti sono chiari e pubblicati sul sito. E anche a Vicenza, nel regolamento pubblicato inizialmente, la chiusura agli under 14 era stata messa nero su bianco. Bastava vedere il modulo di acquisto online dei biglietti».
Poi il quadro è cambiato: la precisazione dell’ente promotore della rassegna, l’Italian Exhibition Group, ha chiarito come la presenza fosse «consentita ai minori di 18 anni solo se accompagnati da persone di maggiore età. Nel regolamento diffuso nei giorni scorsi agli operatori – proseguiva la nota – era contenuto un refuso, di cui Italian Exhibition Group si scusa». Secondo la Rete Italiana per il Disarmo, che insieme all’Opal ha diffuso la notizia, dietro all’equivoco ci sarebbero state in verità le «pressioni di alcuni esponenti del mondo politico veneto e di alcune associazioni di categoria ». In realtà, nei mesi scorsi si era aperto un percorso di confronto tra le parti, concretizzatosi a ottobre in un convegno sulle armi che aveva messo intorno a un tavolo le istituzioni locali e nazionali (rappresentate in quest’ultimo caso dal viceministro all’Interno, Filippo Bubbico). «Erano state fatte delle proposte, anche impegnative in vista di questo appuntamento: dagli espositori ai visitatori, minori compresi» spiega Isabella Sala, assessore del Comune di Vicenza alla comunità e alla famiglia, con delega ai temi della pace. Poi tutto si è fermato, fino al cortocircuito di questi giorni. «Abbiamo svolto un ruolo di mediazione e vogliamo continuare a farlo – rivendica l’assessore – anche se prima dovremo chiarire cosa è successo». Quel che è venuto a mancare è stato un codice di responsabilità sociale condiviso da tutti sul controllo delle armi. Sia chiaro: non ci sono norme di legge che intervengono sulla materia, eppure il lavoro di moral suasion avviato nei mesi scorsi lasciava sperare in un accordo possibile, in particolare a tutela di ragazzi e bambini.
Oltre alle regole nuove che non hanno mai visto la luce, c’è poi «un dovere educativo – sottolineava domenica sul settimanale diocesano di Vicenza, 'La Voce dei Berici', don Matteo Pasinato, responsabile della Commissione diocesana per la pastorale sociale e del lavoro – : quello di far sapere quali e quanti danni provocano nel mondo le armi». Sullo sfondo, restano le altre accuse che la società civile locale ha rilanciato durante la manifestazione. «Escluse le armi da guerra, in questi giorni negli stand della fiera è stato possibile vedere di tutto – continua Beretta –. È evidente che siamo di fronte a una kermesse che va al di là del puro valore merceologico o industriale. È un’operazione ideologico-culturale». «Questa non è la fiera delle armi, ma il Salone internazionale della caccia, del tiro sportivo e della difesa personale» hanno replicato gli organizzatori, per cui la produzione manifatturiera è «collegata alle attività venatorie e del tiro sportivo» ed «è trattata nella massima sicurezza e in modo responsabile nell’interesse comune». La terza edizione di Hit Show (Hit sta per Hunting, Individual protection and target sports) ha registrato la presenza di quasi 40mila visitatori, provenienti da tutta Italia, con la partecipazione di clienti e acquirenti da 14 diversi Paesi.

domenica 12 febbraio 2017

Su Hit Show ...

da La Voce dei Berici, Domenica 12 febbraio 2017, p. 15

Claudio Riva, psicologo e psicoterapeuta, spiega quale impatto può avere per bambini e ragazzi il contatto diretto con le armi
«L’educazione è una responsabilità che riguarda tutti»
Anche quest’anno i minori potranno accedere all’evento accompagnati da un adulto
Anche quest’anno Hit Show, l’evento dedicato alle armi da caccia, tiro sportivo e difesa personale, ha portato con sé dubbi, perplessità e qualche moto di indignazione. E ancora una volta, il centro della questione è l’apertura del salone ai minori. O meglio il fatto che i bambini possano avvicinarsi alle armi esposte senza nessun tipo di contestualizzazione adatta alla loro età. Per cercare di capire che tipo di impatto ha una scelta del genere dal punto di vista educativo abbiamo posto qualche domanda a Claudio Riva, psicologo e psicoterapeuta, fra i redattori della rivista Conflitti.
Dottor Riva, qual è la sua posizione al riguardo?
«Quello delle armi è un tema molto complesso sul versante educativo. Mi lascia, ad ogni modo, parecchio basito che dei bambini possano girare liberamente, anche se accompagnati da un adulto, tra stand di pistole, fucili o munizioni. Le neuroscienze cognitive attestano che una completa maturazione dell’individuo avviene intorno ai 25 anni di età soprattutto per quanto riguarda la sfera dell’aggressività. E l’uso delle armi, appunto, è in stretta connessione con questa fase di maturazione della persona. È necessario domandarsi che tipo di educazione la nostra società vuole trasmettere dando in mano a dei ragazzini degli strumenti volti all’eliminazione dell’altro».
È una questione di strumenti quindi?
«Per un certo verso sì. Nell’età dello sviluppo vivere il “conflitto” è una fase importante per la formazione di quella che sarà poi la persona adulta. Quando si parla di educazione alla pace non si intende impedire ai bambini lo scontro nei rapporti con il prossimo, ma far capire che l’aggressività e la rabbia devono essere gestite in un’ottica di confronto, con lo scopo di arrivare a un epilogo sereno. Il litigio, infatti, rappresenta il momento di riconoscimento del coetaneo. Le armi, invece, portano a un’unica e irrevocabile conclusione, ovvero alla soppressione fisica”.
Nel caso di Hit Show, potrebbe essere d’aiuto organizzare delle occasioni di riflessione su quanti e quali danni provocano le armi nel mondo, accanto all’esposizione?
«Assolutamente si, perché tutto dipende da che tipo di impostazione scegliamo. Solo fornendo tutte le informazioni necessarie per capire, documentarsi e imparare diamo alle nuove generazioni gli elementi adeguati per creare la società di domani. La convinzione che i bambini o gli adolescenti, di qualsiasi età, siano in grado di interpretare il mondo da soli, senza filtri, è errata. E questo riguarda tantissimi aspetti della quotidianità, partendo dalla televisione o dal web per esempio. Se ragioniamo soltanto in termini di vantaggi economici o di business significa che non siamo capaci di essere buoni educatori, o non ci interessa esserlo. E questa è una responsabilità che riguarda tutti indistintamente».
Non mancano, però, gli sport anche per ragazzini in cui le armi sono protagoniste.
«L’ambito sportivo assume altre valenze. Lo sport, qualunque sia, ha sempre delle connotazioni positive. In questo caso è fondamentale anche la figura del genitore, che per il figlio diventa un esempio. Ognuno, sicuramente, è libero di fare le proprie scelte, e non si può assolutamente dire che chi pratica il tiro a segno durante l’infanzia diventerà una persona violenta in età adulta. Non ci sono dati in merito, però, per le proiezioni che si creano nella mente di un bambino sarebbe più opportuno incanalare le sue energie sportive in altre discipline. A volte crediamo che i nostri figli siano più grandi di quello che in realtà sono».
Oltre alle armi di Hit Show, esistono anche quelle virtuali. Sempre più giovani si appassionano a videogiochi di guerra, come spiega questa tendenza?
«Non credo sia possibile dare una spiegazione precisa. Nei videogame di guerra, così come in tutto il mondo virtuale c’è un distacco dalla realtà. Allo stesso tempo, però, la dimensione virtuale è talmente realistica che esercita un certo fascino. La cosa fondamentale è che non avvenga uno sconfinamento dei due “mondi” e in ogni caso per quanto riguarda i più piccoli è un fenomeno da tenere sotto controllo».
Come si può, quindi, educare alla non violenza?
«Non esiste una formula precisa ed è scorretto anche nascondere ai bambini ciò che accade attorno a loro. Il punto che tengo a ribadire sta nel modo in cui vengono a conoscenza di ciò che li circonda. Sicuramente si può fare con un insieme di azioni che non devono partire solo dalla scuola o solo dai genitori. Dev’esserci una sinergia per educare alla pace che li accompagna in tutta la fase evolutiva».
Lorenza Zago



da La Voce dei Berici, Domenica 12 febbraio 2017, p. 15

Tavolo etico e nuovo regolamento: “Due colpi mancati” Don Matteo Pasinato: «Non ci fermiamo»
La Pastorale sociale esprime da sempre dubbi sull’influenza diseducativa dell’evento
Hit Show è pronto a partire. Di pronto, però, non c’è ancora quel tanto richiesto e promesso codice di responsabilità sociale per regolamentare l’accesso dei minori alla manifestazione, che se accompagnati da un adulto possono entrare tranquillamente.
A sostenere la stesura del codice etico la Commissione diocesana per la pastorale sociale e del lavoro, guidata da don Matteo Pasinato, assieme a una ventina di associazioni non solo vicentine, che hanno più volte espresso preoccupazione per l’impatto diseducativo dell’evento. Ma a confermare il nulla di fatto è la stessa Isabella Sala, assessore alla comunità e alla famiglia: «Non siamo giunti a un nuovo codice di responsabilità, ma ci sono state delle sottolineature sotto questo punto di vista - dice -. Dal divieto di maneggiare le armi per chi non ha compiuto la maggiore età alla possibilità di accedere ad alcuni padiglioni solo per i minorenni che praticano il tiro sportivo con regolare tessera». Al momento di quest’ultima decisione nel regolamento on line di Hit Show per i visitatori non si dà notizia e si fa riferimento solo all’impossibilità per gli under 18 di toccare le armi. Ben inteso: la responsabilità di far rispettare questo divieto è tutta a carico degli accompagnatori. Sottolineature “leggere”, in sostanza.
Non sono mancate le speranze, però, quando lo scorso ottobre il Comune ha organizzato un convegno pubblico per discutere della situazione delle armi in Italia e in Europa con la partecipazione dell’allora presidente di Fiera Matteo Marzotto e anche del vice ministro dell’Interno Filippo Bubbico. «È stata un’importante occasione di confronto e con il gruppo che organizza Hit Show abbiamo instaurato un dialogo - precisa Sala -. Ma si tratta di un’azienda che ha una propria gestione e che, soprattutto, agisce secondo la legge». Il codice di responsabilità sociale, però, non è l’unico “colpo mancato”: durante il convegno, infatti, don Matteo Pasinato aveva proposto di istituire anche un tavolo bio-etico, radunando i vari portatori di interesse, per discutere di come inserire messaggi contro la violenza in un contesto del genere. E anche in questo caso si è ancora fermi alla sola proposta. «Come pastorale, oltre al nuovo regolamento, abbiamo chiesto di creare delle occasioni di confronto per cercare di diffondere dei messaggi di pace - spiega don Matteo -. Tra le nostre priorità anche il coinvolgimento delle scuole trasformando Hit Show in un’occasione educativa e non solo in un luogo in cui bambini e ragazzi possono muoversi liberamente e senza distinzioni tra pistole per la difesa personale, fucili da caccia e munizioni di ogni genere. Far sapere quali e quanti danni provocano nel mondo le armi è un dovere educativo». Un concetto, però, non in linea con gli interessi economici di certi settori, in particolare quello delle armi.
Niente codice e niente tavolo etico, insomma, ma nei giorni scorsi sembrava essersi mosso qualcosa. Per qualche ora gli operatori della manifestazione hanno avuto in mano un regolamento in cui si vietava l’ingresso al salone ai minori di 14 anni anche se accompagnati da un adulto. Subito si sono scatenate le reazioni più disparate a partite dal consigliere regionale Sergio Berlato che ha definito la scelta dell’Ente «vergognosa e inaccettabile». E infatti, poco dopo, è stata diffusa una nota firmata da Italian Exibition Group (la nuova società fieristica nata dall’integrazione tra Rimini Fiera e Fiera di Vicenza, che ora gestisce il format): «Si precisa che l’ingresso a Hit Show, in programma nel quartiere fieristico di Vicenza dall’11 al 13 febbraio 2017, è consentito ai minori di 18 anni solo se accompagnati da persone di maggiore età. Nel regolamento diffuso nei giorni scorsi agli operatori era contenuto un refuso, di cui ci scusiamo. La gestione avviene nella massima sicurezza e in modo responsabile nell’interesse comune». Questo per il momento è quanto, ma don Matteo Pasinato non si dà per vinto: «Non ci sentiamo sconfitti, ci vorrà un impegno maggiore per raggiungere l’obiettivo che ci siamo posti per il bene dei più piccoli e di tutta la società – sottolinea -. Vorrei ricordare, però, che nell’articolo 2 dello Statuto Comunale si parla di pace e cooperazione e di conseguenza sarebbe bene fare qualcosa di più per concretizzare questo principio».
L. Z

leggi anche:

venerdì 10 febbraio 2017

Comunicato stampa su Hit Show

Rete Italiana per il Disarmo Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere di Brescia e 26 Associazioni vicentine
 
COMUNICATO STAMPA

HIT Show rivela il suo vero volto: un’operazione ideologico-culturale e, adesso, politica per incentivare la diffusione delle armi
pdf

Altre fiere di armi simili a Hit Show ma diverse come codice di comportamento

Nota della segreteria della Commissione pastorale sociale: lavoro, giustizia e pace, cura del creato, 
della Diocesi di Vicenza

Abbiamo cercato in internet siti web dedicati alle fiere delle armi e settori affini. In particolare, al sito http://www.tradefairdates.com/Arms-Fairs-Y394-S1.html abbiamo trovato un elenco di vari appuntamenti a partire da febbraio 2017: 12 fiere. 
Tralasciando le fiere dedicate solo a  caccia - pesca - tempo libero o solo a caccia e tiro sportivo (quindi non anche alle armi per difesa personale), che sono aperte al pubblico, e tralasciando le fiere non dedicate alle armi leggere (bensì ad armamenti per esercito, marina, anti-terrorismo, etc. e a maggior ragione riservate a operatori del settore), ne sono rimaste 4 che per tipologia ci sembrano più simili a Hit Show di Vicenza. 

A queste 4 fiere possono accedere solo visitatori professionisti, cioè solo operatori del settore: 

1 - IDEX Abu Dhabi

19. - 23. February 2017 | International Defence Exhibition and Conference 
professional visitors only = solo visitatori professionisti = solo operatori del settore

2 - IWA & OutdoorClassics Nuremberg

03. - 06. March 2017 | Leading trade fair for the area for hunting and sporting guns, outdoor and accessories. 
professional visitors only = solo visitatori professionisti = solo operatori del settore 

3 - HomSec Madrid

14. - 16. March 2017 | International Trade Fair for Security Technology 
professional visitors only = solo visitatori professionisti = solo operatori del settore
 

4 - IDET Brno

31 May. - 02 Jun. 2017 | International exhibition of defence and security technology and specialized information systems
professional visitors only = solo visitatori professionisti = solo operatori del settore 

martedì 7 febbraio 2017

Perché Hit Show a Vicenza non si comporta come IWA a Norimberga?

Nota della segreteria della Commissione diocesana di pastorale sociale: lavoro, giustizia e pace, cura del creato 

della Diocesi di Vicenza


Abbiamo visitato la pagina - del sito web https://www.iwa.info/en/visitors/admission - rivolta ai visitatori della IWA OutdoorClassics, una fiera che si tiene a Norimberga da oltre 40 anni, dedicata alle armi e settori connessi.

Da quella pagina abbiamo scaricato il file pdf in italiano che spiega i criteri di ammissione; criteri che di seguito riportiamo, evidenziandone alcuni aspetti: 

INFORMAZIONI PER L’AMMISSIONE COME VISITATORI PROFESSIONALI

Il salone IWA OutdoorClassics è riservato esclusivamente agli operatori del settore.
Per questo motivo all’acquisto del biglietto d’ingresso vi viene chiesto di comprovare l’appartenenza al settore come visitatore professionale.
L’ingresso alla fiera non è consentito a bambini e ragazzi sotto i 18 anni.


Per visitatori professionali si intende chi opera nei seguenti settori:
[segue un dettagliato elenco...]

I visitatori privati non sono ammessi!
Tra questi rientrano anche cacciatori, tiratori, membri di associazioni di caccia e tiro e tutte le persone che non operano a livello professionale nei settori sopra elencati.



Perché Hit Show a Vicenza non adotta il codice di condotta di IWA di Norimberga?

Hit Show, a differenza della fiera IWA delle armi di Norimberga, è aperto:
(a) al pubblico, invece che solo agli operatori del settore
(b) ai minori, purché formalmente accompagnati da un adulto.

Ma chi ha visitato la mostra, ha di fatto visto minori che maneggiavano armi...
Armi per il tiro al bersaglio, armi per difesa personale, armi per la caccia, alcune armi in dotazione alle forze dell'ordine ma utilizzabili per difesa personale, armi da collezione... sono tutte insieme. Già questo fatto in sé è diseducativo e fuorviante per chiunque e in particolare per i giovani e per minori... 

Sembra proprio una operazione ideologica e culturale, prima ancora che di marketing e commerciale, per:
(1) far passare l'idea che la "difesa personale" vada promossa, incoraggiata e favorita; invece di favorire la cultura nonviolenta del dialogo, della interazione, della solidarietà... [forse o sicuramente?] è meglio armarsi!
(2) avvicinare bambini e ragazzi alle armi: saranno i clienti di domani!



da La Voce dei Berici, Domenica 5 febbraio 2017, p. 15

Hit Show si avvicina ma...

Dopo l’oro, la polvere da sparo. Dall’11 al 13 febbraio la Fiera di Vicenza ospiterà Hit Show, salone internazionale dedicato alla caccia, al tiro sportivo, alla difesa personale (individual protection) e alla cinofilia venatoria . L’evento ha l’ambizione di diventare una delle principali fiere europee del settore. L’appuntamento, che lo scorso anno ha richiamato 36 mila visitatori, è però “al centro del mirino” della Commissione diocesana per la pastorale sociale e del lavoro, coordinata da don Matteo Pasinato. La commissione ha espresso più volte la preoccupazione per l’impatto diseducativo dell’evento, visto che ai minori, formalmente, il regolamento della Fiera impedisce di toccare le armi, ma la responsabilità è lasciata ai genitori. Con il risultato che è frequente vedere, durante le esposizioni, minori che maneggiano pistole e fucili. Altro punto sollevato dalla Commissione è la mancata distinzione tra armi per la difesa personale e per la caccia.
Con queste premesse, don Matteo Pasinato, durante un convegno pubblico promosso dal Comune di Vicenza lo scorso ottobre, ha proposto l’istituzione di un tavolo etico con lo scopo di radunare tutti i portatori di interesse per riflettere sul tema educativo e come si possano veicolare messaggi contro la violenza in un evento del genere. La proposta, però, non ha avuto seguito. 
A inizio anno, la Commissione per la pastorale sociale ha diffuso una lettera aperta, pubblicata anche dal nostro settimanale, chiedendo un regolamento chiaro sui minori a Hit Show, firmata da una ventina di associazioni e movimenti anche del mondo cattolico, vicentine e non.
A.fri. 
Sull'argomento HIT Show leggi anche:
19.10.2016 Seminario di studio e confronto promosso dal Comune di Vicenza
24.02.2016 Più armi per tutti? A Vicenza, la Fiera della “difesa fai da te” non piace...
21.02.2016 Non solo “eccellenza” I dubbi attorno a Hit Show
14.02.2016 Scegliere tra ponti o muri
14.02.2016 È giusto che i bambini visitino la Fiera delle armi?
09.02.2016 In Fiera armi e munizioni - La diocesi: «Si legittima la violenza»
09.02.2016 Lettera aperta ai cittadini di Vicenza (e non solo!)
12.02.2015 Vicenza ospita H.I.T.: una esposizione di armi...

lunedì 6 febbraio 2017

Il saluto del Papa al Movimento Mondiale per il clima

dalla pagina http://www.news.va/it/news/il-saluto-del-papa-al-movimento-cattolico-mondiale

2017-02-01 Radio Vaticana 

Al termine dell’udienza generale, il Papa ha salutato la delegazione del Movimento Cattolico Mondiale per il clima. Queste le sue parole: 

Do un cordiale benvenuto alla delegazione del Movimento Cattolico Mondiale per il clima e li ringrazio per l’impegno a curare la nostra casa comune in questi tempi di grave crisi socio-ambientale. Incoraggio a continuare a tessere le reti affinché le chiese locali rispondano con determinazione al grido della terra e al grido dei poveri”. 

Il Movimento è una nuova rete internazionale di istituzioni Cattoliche e individui uniti dal richiamo del Papa a interessarsi della creazione. Sul sito ufficiale dell’organismo si legge: “Siamo uniti dalla comune fede Cattolica e dall’imperativo morale di rispondere a e di far crescere la consapevolezza sui cambiamenti climatici. Attivamente incoraggiamo il rinnovamento del nostro rapporto con la creazione di Dio per le generazioni presenti e future”. 

Questi gli obiettivi del Movimento: far crescere la consapevolezza all’interno della Chiesa sull'azione per il clima alla luce dell'insegnamento sociale e ambientale della Chiesa. Sostenere la solidarietà globale sulla crisi ecologica. Sostenere i poveri che pagano gli effetti dei cambiamenti climatici.

Promuovere la conversione ecologica tramite un mutamento personale e organizzativo per ridurre le emissioni e il passaggio ad un mondo con meno carbonio. Sollecitare la politica e i leader sociali a impegnarsi in una ambiziosa azione per il clima e a mantenere la crescita della temperatura globale sotto 1,5 gradi centigradi rispetto ai livelli della era preindustriale.

(Da Radio Vaticana)

riproponiamo alcuni "post" sul tema ambiente - clima - creato: