martedì 28 febbraio 2012

Tavola rotonda "2012, Parco per la Pace"

sabato 3 marzo ore 9,00
Chiostri di Santa Corona, Vicenza

Tavola rotonda
"2012, Parco per la Pace"
Percorsi di democrazia partecipata
 seconda tappa



lunedì 20 febbraio 2012

25 febbraio giornata delle “100 piazze d’Italia contro i caccia F-35”

dal sito http://www.famiglieepace.it/


A Vicenza:
  • dalle 10 alle 19: gazebo per la raccolta firme in Piazza Castello - Donne in rete per la Pace
  • ore 15.00: presidio silenzioso davanti alla Caserma Ederle
  • ore 16,30: momenti di riflessioni e testimonianze in piazza Esedra, davanti al busto di Gandhi: interventi di Sergio Bergami, presidente del MIR nazionale
    Mao Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento
    rappresentanti di gruppi locali.


     iniziativa promossa da:

Logo campagna NOF35

Logo Tavolo della Consultazione    Logo     Famiglie per la Pace    Logo MIR    Logo Movimento NonViolento

domenica 19 febbraio 2012

NO agli F35


Lo dicono in una lettera al Ministro della Difesa Di Paola i rappresentanti del mondo cristiano fiorentino - Un'iniziativa ecumenica frutto della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani


Roma, 9 febbraio 2012 (NEV-CS05) - "E' necessario ridurre le spese militari". Il richiamo, indirizzato al Ministro della Difesa, l'Ammiraglio Giampaolo Di Paola, arriva da 17 esponenti del mondo cristiano fiorentino, cattolici ed evangelici. In una lettera - inviata lo scorso 7 febbraio per conoscenza anche al Ministro per la Cooperazione internazionale e l'Integrazione Andrea Riccardi - hanno chiesto che sia "cancellata, o significativamente ridimensionata, la spesa di oltre 15 miliardi di euro per l’acquisto di 131 cacciabombardieri F35".
"Nel momento in cui siamo chiamati a farci carico delle difficoltà economiche del nostro Paese con sacrifici", si legge nella missiva firmata, tra gli altri, dai pastori evangelici della città di Firenze, "riteniamo necessario un ripensamento di queste spese militari con un serio dibattito in Parlamento". Inoltre, eventuali inviti a sostenere con le armi le decisioni politiche internazionali sono da valutare "con grande prudenza e, laddove necessario, da respingere". E' loro convinzione, piuttosto, che "il futuro del nostro Paese debba essere intrecciato con il futuro degli altri popoli riprendendo con determinazione la lotta contro la povertà secondo il programma degli Obiettivi del Millennio dal nostro Paese quasi completamente disatteso".
"L'iniziativa di tale missiva è stato frutto di un lavoro di coordinamento ecumenico all'indomani della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani", ha spiegato la pastora battista Anna Maffei. Per la parte evangelica la lettera porta le firme anche del pastore Mario Affuso della chiesa apostolica italiana, del pastore Pawel Gajewski della chiesa valdese, del pastore Saverio Scuccimarri della chiesa avventista e della pastora Alison Walker, della chiesa metodista.

 

venerdì 17 febbraio 2012

Vicenza bene comune

Laboratori di cittadinanza glocale
Corso di formazione

Vicenza bene comune

Marzo 2012 / Febbraio 2013
Organizzato dall’Osservatorio sulla città del primolunedìdelmese

Calendario e Programma

- Venerdì 16 Marzo 2012, 18:30 / 20:00
Scadenza iscrizioni / Riunione preparatoria con tutti i corsisti

- Venerdì 30 Marzo 2012, 17:30 / 20:30
Strumenti per l’analisi delle politiche sociali dell’Ente Locale.
Docente: Lucio Babolin, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA)
Tutor: Anna Olivo, Progetto sulla Soglia - Cooperativa Insieme, Vicenza   

- Venerdì 13 Aprile 2012, 17:30 / 20:30
Strumenti per l’analisi delle politiche partecipative dell’Ente Locale
Docente: Alessio Surian, Laboratorio di Politiche Pubbliche, Università di Padova
Tutor: Marco Cantarelli, presidente ANS-XXI e coordinatore pldm

- Venerdì 27 Aprile 2012, 17:30 / 20:30
Strumenti per l’analisi delle politiche ambientali dell’Ente Locale
Docente: Alberto Fiorillo, responsabile nazionale Aree Urbane Legambiente
Tutor: Gaetano Callegaro, Legambiente circolo di Vicenza

- Venerdì 11 Maggio 2012, 17:30 / 20:30
Strumenti per l’analisi delle politiche culturali dell’Ente Locale
Docente: (in attesa di conferma)
Tutor: Vladimiro Soli, sociologo

- Venerdì 25 Maggio, 17:30 / 20:30
Strumenti per l’analisi delle politiche urbanistiche dell’Ente Locale
Docente: Andrea Calori, Dipartimento di Architettura e Pianificazione, Politecnico di Milano
Tutor: Giuseppe Secone, architetto

- Lunedì 28 Maggio, 20:30 / 22:30
Riunione con corsisti e formazione gruppi di lavoro

Giugno / Settembre 2012
Attività di osservazione e ricerca sul campo

Venerdì 28 Settembre 2012, 17:30 / 20:30
Verifica periodica del lavoro

Ottobre / Dicembre 2012
Attività di osservazione e ricerca sul campo

Gennaio 2013
Redazione e consegna reports

Febbraio 2013 
Seminario di restituzione lavori

Tutti gli incontri si svolgono presso il Centro Civico (ex Circoscrizione 2), via E. De Nicola 8, Vicenza.
Nella fase di osservazione e ricerca sul campo, la sede di ANS-XXI, via Riviera Berica 631, Vicenza è a disposizione per riunioni e sessioni di lavoro.
  • Per saperne di più?
mobile 3299844092
primolunedidelmese@virgilio.it

martedì 14 febbraio 2012

Bolivia: carcere e minori

Hablando de Pachamama
Progetto Laboratori di cittadinanza glocale

Loma Santa (Terra Promessa)
e Alternativa Nord/Sud per il XXI secolo (ANS-XXI ONLUS)

hanno il piacere di invitarti a

Latinoamericana
movimenti, società e cultura
immagini e parole

Documentari, video, segnalazioni web, libri, poesia, musica,
dati, testimonianze, analisi e riflessioni.

Squarci e approfondimenti sull'America Latina:
per chi già la conosce, per chi non la conosce,
per chi la vuol conoscere meglio.
____________________________

Giovedì 16 Febbraio 2012
20:30 / 22:30

Centro Civico (ex Circoscrizione 2),
via Enrico De Nicola 8, Vicenza.


Bolivia: carcere e minori
Videodocumenti e testimonianze

Lezione di spagnolo

La notizia del mese

Per saperne di più: info@ans21.org

se ti interessa essere informato su quanto viene proposto dal Laboratorio America Latina del Primolunedìdelmese, per favore daci una cinferma, dato che vorremmo evitare di mandare messaggi ad intasare le caselle di posta di chi non è interessato ….

gli incontri si terranno ogni 3° Giovedì del mese, con l'esclusione di Agosto,
presso il Centro Civico della ex Circoscrizione 2, via Enrico De Nicola 8, Vicenza.

Grosso modo, tutti gli incontri saranno così strutturati:
  * una proposta multimediale, che potrà essere in varie lingue;
  * a partire dal tema della serata, una "lezione" di spagnolo offerta da insegnanti di lingua, cui va il nostro ringraziamento (portatevi un quaderno!).  
  * un commento alla "notizia del mese", individuata fra le tante che arrivano da quel continente.
  * Eppoi, testimonianze, segnalazioni, letture...

giovedì 9 febbraio 2012

Equobar apre in città

sabato 11 febbraio 2012 dalle ore 17.00 

festa di apertura 

in via Medici 91, Vicenza
quartiere di San Bortolo, ex bar CIM

vi aspettiamo per farvi conoscere il nuovo Equobar!


venerdì 3 febbraio 2012

primolunedìdelmese


Incontro n. 105 - Progetto Laboratori di cittadinanza glocale

Lunedì 6 Febbraio 2012 - ore 20:30
presso la Cooperativa Insieme, via B. Dalla Scola 253, Vicenza
- Parcheggio adiacente. Si raccomanda puntualità ! -

Tobin Tax

Cos'è, a cosa dovrebbe servire, come potrebbe funzionare oggi, a quarant'anni di distanza da quando James Tobin, futuro Premio Nobel per l'Economia, la propose. Chi la vuole e chi non ne vuol sentir parlare. Può una piccolissima percentuale sulle transazioni finanziarie porre, almeno, un freno alla speculazione ormai fuori controllo, che mette a rischio lo stesso sistema capitalistico? E, del resto, quali altre misure sarebbero necessarie per mettere al riparo dalla speculazione finanziaria cibo, acqua e altre risorse naturali che sono alla base della vita?

ne parliamo con
Antonio Tricarico

economista, tra i promotori della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale
www.crbm.org

domenica 29 gennaio 2012

Pap Khouma "Noi italiani neri": venerdì 3 febbraio a Vicenza

dal sito http://www.caritas.vicenza.it/documento.asp?id=3543&lingua=ITA&categoria=4

"Noi italiani neri"


Un libro del giornalista italo-senegalese Pap Khouma
Venerdì 3 Febbraio 2012, ore 18
Sala Degli Stucchi del Municipio di Vicenza

Corso Palladio 98

Nell'ambito della campagna "L'ITALIA SONO ANCH'IO" a sostegno dei diritti di cittadinanza dei migranti e dei loro figli, il Comitato vicentino ha invitato lo scrittore e giornalista italo-senegalese PAP KHOUMA per presentare il suo libro "NOI ITALIANI NERI" (Dalai Editore, 2010). Il libro, proposto per la prima volta nella nostra provincia,  tocca i temi del rapporto tra nuovi cittadini ex-migranti e le difficoltà che la società di arrivo antepone per una effettiva pratica di CITTADINANZA CONDIVISA. 

Pap Khouma, di origine senegalese, vive a Milano, dove si è sempre occupato di cultura e di letteratura, attraverso numerose e svariate esperienze. Per dodici anni ha girato l'Italia, invitato da scuole di diverso ordine e grado a svolgere "lezioni" sulla storia e la cultura africana, e sui temi della multiculturalità. Per conto dei Provveditorati ha tenuto corsi di aggiornamento per insegnanti sull'integrazione. Ha partecipato come relatore a numerosi convegni nazionali e internazionali, presso le maggiori  università italiane (Milano, Roma, Bologna), sui grandi temi dell'immigrazione, della cultura e della letteratura , e nel 1998 è stato invitato a svolgere un ciclo di conferenze negli Stati Uniti. Ha lavorato come responsabile della "libreria del viaggiatore" all'interno del Megastore B612 di via Muratori a Milano, e ha partecipato alla progettazione e all'ideazione della stessa, prendendo personalmente i contatti e i successivi accordi con le maggiori case editrici nazionali. Lavora ora presso la libreria FNAC di Milano, dove si occupa in particolare del reparto libri in lingua originale. Iscritto all'Albo dei giornalisti stranieri dal 1994, per quattro anni (1991-1995) ha firmato una rubrica su "Linus", e ha collaborato con "l'Unità", "Il Diario", "Epoca", "Sette", "Metro". Ha pubblicato Io, venditore di elefanti (insieme al giornalista e scrittore Oreste Pivetta, Garzanti ed. 1990), giunto oggi all'ottava edizione, adottato da molte scuole come libro di testo, e i cui brani sono inseriti in numerose antologie scolastiche, ed è stato curatore e coautore del libro Nato in Senegal immigrato in Italia (Ambiente ed. 1994).

Introduce e coordinaEnio Sartori, docente di Lettere al liceo sociale "Arturo Martini” di Schio, direttore di «Trickster», Rivista del Master in Studi Interculturali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Padova, è dottore di ricerca presso il Dipartimento di Italianistica della stessa università. Si occupa delle relazioni tra lingue, territori e migrazioni, in particolare nel Nordest. Tra le sue pubblicazioni si ricorda la prosa poetica Vedi alla voce corpo (Ellemme, Roma 1989), il saggio di antropologia culturale e religiosa Alla soglia dell’alba. Il Summano e la leggenda di sant’Orso tra mito e storia (Signum, Padova 2000), l’audiolibro di poesie in dialetto vicentino Parole suonate in controcanto (Il Narratore, Padova 2002). È anche autore dei testi dell’album di Patrizia Laquidara Il canto dell’anguana (Slang Records, Brescia 2011).

Info: l'italiasonoanchiovi@gmail.com- 377 1981414 - 334 7563705

venerdì 27 gennaio 2012

Giornata della Memoria


dal sito http://www.ucei.it/giornodellamemoria/



Il 27 gennaio 2012, nel sessantasettesimo anniversario dall’apertura dei cancelli di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa, celebriamo per la dodicesima volta in Italia il Giorno della Memoria.
 
Una data che viene ricordata contemporaneamente in molti Paesi europei, e che è divenuta, in questi anni, importante e molto sentita dalla popolazione e dalle istituzioni. 
 
Perchè il tentativo di annientamento degli ebrei d’Europa perpetrato dal nazismo e dai suoi alleati, nel segno di una ideologia criminale che si abbattè anche contro altre categorie, teorizzando la supremazia di uomini su altri uomini e portando l’Europa e il mondo a una immane catastrofe, è una parte della nostra storia collettiva che scuote le coscienze, spingendo le persone a chiedersi come possa essere potuto accadere. 
 
Molti saggi e opere letterarie hanno posto questioni filosofiche e teologiche in merito alla tragedia della Shoah, quale abisso nella storia umana. Per questo, il monito che la Shoah

continua al sito http://www.ucei.it/giornodellamemoria/

venerdì 20 gennaio 2012

Appello "Giù le mani dall'acqua e dalla democrazia!"

Sembra che il Governo Monti pensi di mettere in campo un'iniziativa legislativa sui servizi pubblici locali (acqua inclusa), a partire dal Consiglio dei Ministri del prossimo 20 gennaio.
Qualsiasi sia il provvedimento proposto sarà inevitabile la contrapposizione con l'esito referendario e il mancato rispetto della volontà popolare.

In merito ci vengono in aiuto un articolo de Il Sole 24 Ore di ieri (scaricabile qui) e un documento che l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inviato al Governo lo scorso 05 gennaio (scaricabile qui).
Il quotidiano di Confindustria, sempre ben informato sulle intenzioni del Governo, oltre a scrivere diverse "imprecisioni" sulle posizioni dei referendari, arriva a proporre la definizione delle forme di gestione del servizio idrico: per cui sostanzialmente si dovrebbe tornare alle tre forme di gestione (gara, società misto pubblico-privata, e affidamento "in house"), così come previsto dall'art. 113 del TUEL per tutti i servizi pubblici, poi successivamente traghettato nell'art. 150 del Decreto Ambientale per quanto riguarda l'acqua. Inoltre propone di mettere paletti ben precisi all'affidamento "in house".
In questo modo si arriverebbe ad escludere la possibilità di gestione tramite enti di diritto pubblico disconoscendo di fatto l'esito referendario.

L'Antitrust va ben oltre e arriva a chiedere al Governo l'estensione a tutti i servizi pubblici locali (quindi acqua inclusa) delle norme inserite nell'art. 4 della "manovra estiva". Infatti nel suo documento chiede di "limitare i casi di esclusione dalla nuova disciplina".

Questi, dunque, sembrano essere i propositi del Governo dei professori a cui va data sin da subito un'adeguata risposta affinchè si scongiuri la loro concretizzazione.

Per questo è stato predisposto l'appello "Giù le mani dall'acqua e dalla democrazia!" che inoltriamo di seguito e in allegato, su cui è pronta una raccolta di firme on line. Puntiamo a raccogliere migliaia di firme già entro il weekend!





Diffondiamolo tra i nostri contatti, pubblichiamolo sui siti, blog, su facebook e richiediamo la sottoscrizione di personalità illustri del mondo della cultura e dello spettacolo, così come anche di giuristi, segnalandole alla segreteria operativa (segreteria@acquabenecomune.org) in modo da aggiornare costantemente il nostro sito.
Iniziamo una martellante campagna di comunicazione per bloccare le nefaste intenzioni del Governo Monti.

E' necessaria, infatti, una mobilitazione straordinaria in tutti i territori: organizziamo banchetti e volantinaggi per informare le cittadine e i cittadini, organizziamo iniziative (presidi in luoghi simbolici e visibili, dibattiti e assemblee pubbliche, flash mob etc etc), attiviamo i contatti con i media locali per denunciare i propositi del Governo, ritiriamo fuori le bandiere dell'acqua, appendiamo quelle della campagna di "Obbedienza civile", esponiamo striscioni.

Diamoci da fare, mobilitiamoci perchè oggi più di ieri si scrive acqua si legge democrazia!
In allegato il comunicato stampa completo.

AGICES PORTA
IL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE
IN QUIRINALE

"Il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica Donato Marra ha oggi ricevuto al Quirinale il Presidente, il Vicepresidente e la Responsabile della Segreteria politica dell'Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale, dott. Alessandro Franceschini, dott. Enrico Avitabile e dott.ssa Grazia Rita Pignatelli,
che hanno illustrato le principali caratteristiche e finalità dell'Associazione."
Da un Comunicato stampa rilasciato dal Quirinale il 17 gennaio 2012




Roma – 19 gennaio 2012. Una bella notizia per il Movimento italiano del Commercio Equo e Solidale: martedì 17 gennaio una delegazione dell’Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale AGICES, l’associazione di categoria che monitora le Organizzazioni di fair trade italiane – ha incontrato il Segretario generale della Presidenza della Repubblica Donato Marra, per illustrare il funzionamento del Commercio Equo italiano e fare il punto sul percorso di nascita di una Legge nazionale che tuteli e promuova questo sistema.

L'incontro ha avuto un esito decisamente positivo. Dopo una descrizione approfondita del ruolo di AGICES sia come associazione di categoria delle Organizzazioni italiane di fair trade sia come organo di garanzia del movimento, è stato presentato il senso e il funzionamento del commercio equo e l'attività economica, educativa e sociale svolta dalle Organizzazioni italiane socie di AGICES – attualmente 90 in tutta Italia.

Durante l'incontro è emersa una grande attenzione per l'impegno delle Organizzazioni di Commercio Equo e Solidale Italiane nel cercare di affrontare il tema dello sviluppo dei paesi del Sud del mondo e di una maggiore sensibilizzazione dei consumatori nel nostro Paese.

“Crediamo sia stato un momento importante per il nostro Movimento, per le sue migliaia di lavoratori, volontari, soci che ogni giorno si impegnano per il Commercio Equo e Solidale. Abbiamo ricevuto non solo l'attenzione e la disponibilità da parte della Presidenza della Repubblica, ma anche un invito a continuare a camminare sulla strada
della costruzione di un'economia più equa e giusta. “
Dichiara il Presidente AGICES Alessandro Franceschini



In allegato il comunicato stampa AGICES completo.
Per scaricare il Rapporto Annuale AGICES 2011: clicca qui






AGICES è l’Assemblea Generale del Commercio Equo e Solidale: è l’Associazione di categoria che monitora le Organizzazioni di fair trade italiane.
Ufficio stampa AGICES
Ombretta Sparacino
347.9840747


martedì 17 gennaio 2012

ATTRAVERSO I LUOGHI DI “RESISTENZA E DI FRONTIERA” DEI CRISTIANI DEL NORD IRAQ


 Nord Iraq, gennaio 2012  

“Questo non è più il nostro paese. Forse lo era una volta”, ”Siamo sempre stati perseguitati”, “Siamo obbligati a vivere in un ghetto. E’ ora che questa situazione abbia fine!”, “Non vi è futuro per noi e,soprattutto, per i nostri  figli”, ”I cristiani d’Europa non ci abbandonino!”...

Queste sono solo alcune delle voci di sacerdoti, vescovi e soprattutto comuni  fedeli  del mosaico di comunità cristiane (caldee, siriane, ortodosse, cattoliche, chiesa d’Oriente) (1) che ho attraversato per 8 giorni  nel Nord Iraq, tra Erbil-Kurdistan e Mosul –Iraq, ai primi di gennaio. Voci e volti di una minoranza cristiana di cui, data l’acuirsi di crisi, violenze, minacce da parte di un islam radicale,se ne teme la scomparsa. Secondo dati verificati dall’Annuarium Statisticum Ecclesiae Vaticana, dalla presenza di quasi un milione nel 1987 di cristiani in Iraq si è passati nel 2010 a 400.000. La maggioranza ha lasciato il paese ed  è emigrata fuori.
Grazie all’ aiuto dall’Italia di p. Jalal, un rogazionista iracheno, e alla calorosa strategica accoglienza delle comunità cristiane caldee di Karakoosh, passando tra posti di blocco di militari Kurdi, a cui le comunità cristiane  hanno affidato la sicurezza (5 parlamentari cristiani sono dentro il parlamento provvisorio Curdo ), e gruppi autorganizzati di cittadini che pattugliano con kalashnikof soprattutto le chiese e i luoghi di riunione, percorro la fascia “contesa tra Mosul – Iraq mussulmano ed Erbil-Iraq Kurdo”. E’ una terra di nessuno  dove si trovano la maggioranza delle comunità cristiane: nel governatorato di Mosul vi è Karakoosh (40 mila ab circa,98% cristiani), Karmeless (7000 ab.80% cristiani), Bartela (15000 ab. rimasti solo un 4% cristiani), Tlkeef (22000 ab. 3% cristiani), TelesKof (6000/7000 ab.), Alkosh (6000 ab., chiamata “il vaticano dell’Iraq”, nessun mussulmano); nel governatorato di Erbil vi è Ankawa (circa 40 mila ab 99% cristiani), Saqlawa (1500 ab. 35% cristiani) e poi comunità cristiane vi sono nel governatorato in area curda di Dhuko e  città di Zakho.

Nel seminario di Karakoosh (trasferitosi da Mosul nel 2008, assieme alle strutture domenicane e ad una parte dell’ università ,dopo gli attentati a due pullman di studenti cristiani), il giovane sacerdote Amman Saadallah racconta: “L’emigrazione è il maggior problema che grava sulla comunità cristiana,la situazione da un conflitto all’altro, da una crisi all’altra va di male in peggio. Tale crisi è cresciuta molto a causa della guerra del 1991, delle condizioni economiche a seguito dell’ embargo,ed è fortemente peggiorata con l’ intervento americano dopo il 2003. Le minacce e le violenze da parte di gruppi islamici radicali contro le comunità cristiane hanno avuto un picco nel 2007 e 2010, il risultato è che fra i cristiani è aumentato il senso della paura e per l’ emigrazione corrono il rischio di scomparire”.
Ma  Mons.Yohanna Petros Monchè, vescovo siriano cattolico, e pastore della regione nord Iraq, intervenendo alla conversazione, sottolinea che dopo che ha “lasciato” la sede di Mosul per “trasferirsi” a Karakoosh, più di 300 famiglie cattoliche – ortodosse si sono trasferite in una lunga fila di vecchie case “popolari” all’entrata di questa cittadina-fortezza”. Gli Americani, continua, non hanno fatto grandi cose per noi… anche le istituzioni europee, i vescovi di Roma, devono far qualcosa con i nuovi poteri in Iraq... certo oggi c’è meno “confiance” da parte degli iracheni nel potere politico attuale ed è la politica che vuole creare la guerra religiosa tra noi per altri interessi prima la guerra non c’era… e chi si muove contro i cristiani sono gruppi di fanatici. Nous ne voulons pas quitter l’Iraq!! Lavorate anche voi europei... dateci la pace… Io sono ottimista, vedo le cose con la luce di Dio… un giorno mussulmani e cristiani iracheni si sveglieranno e comprenderanno di essere fratelli”.
Anche se all’entrata ci sono le guardie armate Il 6 gennaio, grande “festa dell’acqua” o meglio del Battesimo di Gesù, dentro la chiesa di S’Behnam e S’Sarah (a Karakoosh ci sono 10 chiese: 7 cristiane – caldee e 3 ortodosse, un monastero, suore francescane e domenicane), strapiena di fedeli dalle 6.30 di mattina, l’accoglienza è nell’aria e passa tramite le note delle voci che in lingua aramaica, rispondendosi l’una e l’altra, accompagnano tutta la celebrazione fino alla fine.
In questo clima di religiosa devozione e festa, solo volto di P. Louis Kassab, domenicano da 50 anni, figura “riconosciuta”, rimane pensoso e serio durante il rito. Durante le feste di Natale ha ricevuto un “e-mail” che ho modo di vedere, da un gruppo radicale islamico che lo indica come un “terrorista” e sono pronti ad ucciderlo. “E’ l’Iran, sottolinea, che paga queste teste calde… non vedo oggi molta luce per i cristiani… mais je reste ici...”. Il restare con la sua gente e la fierezza di un cristianesimo presente in queste terre mesopotamiche fin dalle origini, l’ha portato a curare dei preziosi volumi assieme al prof. Josef ….. di raccolte di manoscritti cristiani sparsi per l’Iraq e risalenti al 1200 D.C. La memoria va salvata, anche di periodi in cui l’Islam dialogava con il Cristianesimo. Ma la sua odierna visione realista lo porta anche a mettere in guardia gli Europei contro l’islam radicale e a sottolineare che l’equazione fatta cristiani = americani non ha fatto altro che peggiorare la situazione dal 2003.
Correndo verso sempre più a nord, verso il confine turco – siriano, a Tlkeef, incontro Yahya Mekha, membro del “Popular Chaldean Syriac Assyrian Council”, uno dei due maggiori partiti che rappresentano i cristiani-caldei nel Consiglio Regionale Curdo e al governo centrale di Bagdad, anche lui sottolinea le cause dell’immigrazione ed anche se per il momento non c’è una paura diretta perché la polizia curda presiede il paese, parla della paura delle famiglie quando qualcosa accade a Mosul, a pochi chilometri di distanza, “allora si lascia tutto e si va Detroit…”. P.Yossuf Benjamin, parroco della Chiesa d’Oriente di Tlkeef, parla a lungo mentre versa il classico tè, e secondo lui si è attuato un piano sin dai tempi di Saddam Hussein di aumentare l’arabizzazione delle terre cristiane al Nord, un piano che ora l’amministrazione di Mosul sta completando”. E’ critico contro il Sinodo che si è svolto a Roma con le chiese d’ Oriente,  perché ha il dubbio che la realtà vera non sia stata portata in quel contesto: “… bisogna portare la voce della sofferenza di tutti … non solo di chi ha la guardia fuori della Chiesa e della casa”. E per “dare voce a tutti” ci invita alla recita insieme del Padre Nostro. La lingua aramaica ed italiana si sono mescolate  in questo Padre Nostro.
Proseguendo verso Nord e attraversando il governatorato di Duhok, ora sotto il governo provvisorio Curdo, si arriva a Zakho, antichissima cittadina che durante l’ impero romano faceva da ponte tra le provincie della Mesopotamia e l’ Assyria e che già nel 150 d.C. ha visto arrivare le primissime comunità cristiane. “Il 16 dicembre 2011 dopo una violenta invettiva lanciata da un imam durante la predica del venerdì in una moschea – ci raccontano p. Jhonny e P. Jamal della locale chiesa cristiana-caldea – un gruppo di giovani esaltati ha bruciato e distrutto i negozi dei cristiani accusati di vendere alcool. Ora le famiglie hanno paura e se ne vanno in Turchia, Giordania. Ma durante la messa di Natale le nostre omelie si sono focalizzate sulla speranza e visitando costantemente le famiglie vogliamo trasmettere  il coraggio di restare.”

Lasciando alle spalle e all’orizzonte la linea della catena di montagne color ocra che dividono il Kurdistan con la Turchia,e andando per strade che seguono gli ondulamenti dei campi di grano ora brulli di questa antica Mesopotamia, si raggiunge Duhok dove Adman Mandoo, membro del Popular ChaldeanSyriac Assyrian Council racconta “… dal 2004 ad oggi sono arrivate qui da Bassora, Bagdad, Kirkuk, circa 7000 famiglie e noi provvediamo a loro come possiamo… è certo che c’è un’ attenzione da parte delle autorità un po’ discriminante… prima vi è il curdo, poi l’arabo e poi il cristiano e solo se dopo il caos attuale crescerà in Iraq uno stato che tratterà i diritti degli iracheni in modo uguale si potrà come cristiani vedere un po’ di luce….”
A pochi km da Arbil, capitale attuale del Kurdistan e che per gli investimenti e lo sviluppo superveloce avvenuto negli ultimi cinque anni ambisce a diventare la seconda Dubai, si arriva al maggior quartiere cristiano in Iraq, Ankawa. Passando tra il caotico traffico di grosse auto 4x4 e tra palazzi di vetro, centri commerciali, in costruzione ovunque e frutto  di una ricchezza  improvvisa e  poco trasparente, si giunge al seminario maggiore St. Peter e l’Istituto Pontificio Babel trasferiti da Bagdad dopo gli attentati del 2004. P. Salim, domenicano, ribadisce che i gruppi radicali islamici attaccano i cristiani a causa degli americani, ed è una storia che si ripete da sempre sin dai conflitti romano-persiani.
Una storia che è anche fortemente scolpita e raccontata dalle “pietre ocra” dello stupendo monastero ortodosso di S. Matteo  del 372 D.C. incastrato a 600 m. sulle pareti di montagne che hanno dato rifugio nelle grotte a molti eremiti cristiani e  ancora oggi raro luogo di devozione sia mussulmana che cristiana.    
Il monastero di S. Matteo è un raro luogo d’incontro, ma non l’unico. A Karakoosh in mezzo al quartiere musulmano Hay Al Askari incontro nella loro semplice casa fr. Wissan, fr.Raid, fr.Yasir (erano quattro alla partenza nel 2001 ma uno è stato ucciso in un incidente provocato dalle forze militari americane). Si rifanno all’esperienza di Charles de Foucault e vivono come comunità una vita di lavoro quotidiano nel quartiere “per condividere le fatiche “, ”tra i più poveri”, “facendo capire che si può vivere insieme in sicurezza, pace,rispetto, apertura alle differenze”. Non hanno il kalashnikof fuori dalla porta, ma il camioncino – trattore utilizzato nel lavoro quotidiano. Una testimonianza forte di preghiera, lavoro, studio. Mentre condividendo un piatto di kebab con loro chiudo il mio “viaggio tra i cristiani nel Nord Iraq” non posso che pensare al film “Uomini di Dio” e ad un passo della lettera-testamento del priore p. Christian de Chergè dell’Abbazia di Tibihrine “ ecco, potrò, se a Dio piace, immergere il mio sguardo in quello del Padre, per contemplare con Lui i suoi figli dell’Islam così come li vede Lui, tutti illuminati dalla gloria del Cristo, frutto della passione, investiti del dono dello Spirito, la cui gioia segreta sarà sempre di stabilire la comunione, giocando con le differenze”. Fiorirà il granello di senape di Wissan, Raid, Yasir e sarà possibile un giorno anche in queste terre un AMEN ed un INSH’ALLAH?
                                           
dott.ssa Annalisa Milani
                         

1 - Il Cristianesimo in Iraq ha messo radici fin dal 1 sec.D.C.secondo la tradizione sono i discepoli di S.Tommaso che si portano nel Nord Iraq.In questa epoca il nome originario e comune è “Chiesa d’Oriente”.Avvenuta la divisione verso la fine del V sec. con i concili di Calcedonia ed Efeso” la chiesa d’ Oriente” fu chiamata Nestoriana,e la parte Monofisita si rivolse verso Antiochia.Con l’ ufficiale riunione a Roma,la parte cattolica della chiesa d’ Oriente prese il nome di Chiesa Caldea mentre quella rimasta indipendente preferì il nome di Chiesa Assira o Orientale.La parte occidentale si chiamò invece Chiesa Sira,Cattolica o Ortodossa,a seconda se unita o meno alla Chiesa di Roma.