I portatori di sogni
di Gioconda Belli
Tutte le profezie raccontano
Che l'uomo creerà la propria distruzione.
Ma i secoli e la vita che sempre si rinnova
hanno anche generato una stirpe di amatori e sognatori;
uomini e donne che non sognano la distruzione del mondo,
ma la costruzione di un mondo pieno di farfalle e usignoli.
Li hanno chiamati illusi, romantici, pensatori di utopie,
hanno detto che le loro parole sono vecchie
e in effetti lo sono,
perché la memoria del paradiso è antica
nel cuore dell'uomo.
Sono pericolosi - stampavano le grandi rotative
Sono pericolosi - dicevano i presidenti nei loro discorsi
Sono pericolosi - mormoravano gli artefici di guerra
Bisogna distruggerli- stampavano le grandi rotative
Bisogna distruggerli - dicevano i presidenti nei loro discorsi
Bisogna distruggerli - mormoravano gli artefici di guerra
I portatori di sogni conoscevano il loro potere
e perciò non si sorprendevano.
E sapevano anche che la vita li aveva generati
per proteggersi dalla morte annunciata dalle profezie.
E perciò difendevano la loro vita anche con la morte.
E perciò coltivavano giardini pieni di sogni
che esportavano con grandi nastri colorati;
e i profeti dell'oscurità passavano notti e giorni interi
controllando tutti i passaggi ed i sentieri,
cercando quei carichi pericolosi
che non hanno mai potuto intercettare,
perché chi non ha occhi per sognare
non vede i sogni né di giorno né di notte.
E nel mondo si è scatenato un gran traffico di sogni
che i trafficanti della morte non riescono a bloccare;
e dappertutto ci sono quei pacchetti con grandi nastri colorati
che solo questa nuova stirpe di veri esseri umani può vedere
E i semi dei loro sogni non si possono scoprire
perché vanno avvolti in rossi cuori
o in larghi vestiti di maternità
dove i piedini sognatori caprioleggiano nei ventri che li vogliono portare.
domenica 12 giugno 2011
venerdì 10 giugno 2011
Il Papa: «Le fonti d'energia non siano pericolose per uomo e ambiente»
da http://www.corriere.it/cronache/11_giugno_09/papa-fukushima-energie_3078c38a-9280-11e0-92af-982eb6e0ff41.shtml
«Rivedere il nostro approccio alla natura»
Il Papa: «Le fonti d'energia non siano pericolose per uomo e ambiente»
«Stili di vita rispettosi, sostegno a ricerca e sfruttamento di energie che salvaguardino patrimonio della creazione»
| Benedetto XVI (Afp) |
Inoltre «l'insieme dei governanti devono impegnarsi a proteggere la natura e aiutarla e adempiere il suo ruolo essenziale per la sopravvivenza dell'umanità». «Le Nazioni Unite - ha sottolineato Benedetto XVI - mi sembrano essere il quadro naturale di una tale riflessione che non dovrà essere oscurato da interessi politici ed economici ciecamente partigiani, al fine di privilegiare la solidarietà rispetto all'interesse particolare». Secondo Ratzinger, poi, «conviene anche interrogarsi sul giusto posto della tecnica», dal momento che «i prodigi di cui è capace vanno di pari passo con disastri sociali ed ecologici». L'allarme del Pontefice è verso «la tecnica che domina l'uomo, lo priva della sua umanità» e verso «l'orgoglio che essa genera» e che «ha fatto nascere nelle nostre società un economismo inflessibile e un certo edonismo tale da determinare soggettivamente e egoisticamente i comportamenti».
09 giugno 2011
Invito delle Acli: quattro sì.
ROMA. In vista dell’ormai imminente referendum le Acli invitano a votare quattro sì ai quesiti proposti.
Sull’acqua in particolare, si legge in un documento della presidenza nazionale, «si gioca una partita vitale per il futuro» perché «l’acqua è un bene comune, non un bene economico» e «non si possono creare profitti da un bene comune».
Anche sul nucleare, pur non avendo aderito al comitato referendario, le Acli invitano a votare sì per abrogare le norme che disciplinano il ritorno delle centrali in Italia. «Una scelta di buon senso dettata dal principio di precauzione che vale per noi in tutte le questioni nelle quali è in gioco il rapporto tra tecnica e vita». E in questo caso, almeno «allo stato attuale, i rischi sembrano prevalere sui benefici».
Infine il legittimo impedimento. Anche in questo caso le Acli non sono state tra i promotori, ma «chiamati a scegliere votiamo sì». «Sebbene il nostro Paese possa aver bisogno di garanzie per le alte cariche istituzionali – si legge nel documento – non può essere una legge ordinaria a introdurle attraverso una forzatura della maggioranza di governo. È necessaria invece una legislazione costituzionale approvata a larga maggioranza».
Anche monsignor Emidio Cipollone, arcivescovo di Lanciano-Ortona, ricorda che «l’acqua è un bene comune e tale deve rimanere». «Ci dicono che sarà l’"oro azzurro" dei prossimi anni, come il petrolio è stato l’"oro nero" per il Novecento: difendiamo l’acqua da ogni tipo di inquinamento, sia ambientale che egoistico, affinché rimanga una ricchezza comune e non un bene con il quale fare profitti». (M.Mu.)
mercoledì 8 giugno 2011
Lettera aperta a tutti i cittadini di Vicenza in occasione dei Referendum, 12 e 13 giugno
LETTERA APERTA A TUTTI I CITTADINI
“Fate molta attenzione al vostro modo di vivere, comportandovi non da stolti, ma da saggi, facendo buon uso del tempo perché i tempi sono cattivi” (Ef.5,15). Paolo diceva così ai cristiani di Efeso, ma il richiamo a usare saggezza e discernimento è importante anche oggi per tutti, non solo per noi cristiani, all’inizio del terzo millennio.
Come componenti della Commissione Pastorale Sociale (lavoro, giustizia e pace, cura del creato) diocesana, vogliamo quindi condividere con tutti i concittadini alcune riflessioni sui referendum del 12 e 13 giugno, partendo dalla convinzione che la partecipazione e il diritto/dovere a informarsi ed esprimere la propria azione democratica siano fondamentali.
Desideriamo quindi ricordare che siamo chiamati ad esprimerci su importanti questioni, che riguardano il nostro futuro e soprattutto quello dei nostri figli: la privatizzazione dell’acqua (due quesiti), il programma nucleare, già bocciato dai cittadini nel 1987, e infine il legittimo impedimento per le alte cariche dello Stato. In particolare, il referendum sull’acqua, bene comune e fondamentale per tutti, è il primo proposto dalla società civile.
Facciamo, in proposito, semplice memoria di alcuni autorevoli pronunciamenti ecclesiali:
1. Il papa Benedetto XVI nell’enciclica Caritas in veritate ci ricorda: «La Chiesa ha una responsabilità per il creato e deve far valere questa responsabilità anche in pubblico. E facendolo deve difendere non solo la terra, l'acqua e l'aria come doni della creazione appartenenti a tutti. Deve proteggere soprattutto l'uomo contro la distruzione di se stesso» .
2. Recentemente il segretario della CEI , in un Convegno ad Assisi, ha espresso il medesimo pensiero: «ci sentiamo coinvolti, custodi e responsabili di quella risorsa preziosa che anche oggi è l’acqua, bene troppe volte ridotto a merce, a valore economico, a oggetto di scambio, da cui si vede escluso chi non ha possibilità di reddito per assicurarsela», e che questo «richiede un impegno comune, che sappia orientare le scelte e le politiche per l’acqua, concepita e riconosciuta come diritto umano, come bene dalla destinazione universale» .
3. 25 diocesi (tra le quali Vicenza, Padova, Treviso e Venezia) hanno promosso una campagna pasquale su «Acqua: dono di Dio e bene comune» che ci ricorda: «Il diritto all’acqua deve dunque essere garantito anche sul piano normativo, mettendo in discussione quelle leggi che la riducono a bene economico. Sarà importante, quindi, partecipare attivamente al dibattito legato al referendum sulla gestione dell’acqua».
Anche la scelta del nucleare pone non pochi interrogativi in particolare per il livello di rischio che comporta; gli eventi si sono purtroppo incaricati di dimostrare che non esistono centrali sicure e i danni in caso d'incidente o malfunzionamento sono irreversibili e ricadono sulle generazioni future per centinaia d'anni.
Gli incidenti di Tree Miles Island negli USA, Chernobyl nell'ex Unione Sovietica e ora Fukushima nell'iper tecnologico Giappone uniscono in un triste abbraccio tutto il pianeta.
Quindi i temi del nucleare e dell’indispensabilità dell’acqua riguardano la vita, la salute e la salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo; non possiamo non occuparcene o delegare ad altri la nostra scelta.
Ogni persona è chiamata ad informarsi per avere concreti strumenti di valutazione , a diventare soggetto di discernimento e a partecipare con senso di responsabilità al voto esprimendo la propria posizione . Solo in questo modo possiamo “costruire insieme a tutti gli uomini di buona volontà una “città” più umana, più giusta e solidale” (Benedetto XVI a Venezia).
Pastorale Sociale e del Lavoro di Vicenza
giovedì 26 maggio 2011
Referendum sull’acqua, appello del vescovo di Reggio Emilia: "Votate sì"
Referendum sull’acqua, appello del vescovo di Reggio Emilia:
“Votate sì”
Non è la prima volta che la Diocesi prende posizione radicali su temi ambientali: qualche anno fa il responsabile pastorale del lavoro si schierò al fianco di Beppe Grillo per dire no alla costruzione di un nuovo inceneritore. Una battaglia che alla fine venne vinta.
“Dacci la nostra acqua quotidiana”. Parafrasando le parole del Padre nostro il vescovo della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla Adriano Caprioli ha esortato tutti i cittadini a recarsi alle urne il 12-13 giugno per votare “sì” ai referendum in difesa dell’acqua pubblica. Una presa di posizione netta quella della Chiesa cattolica reggiana che va aggiungersi alla firma del manifesto della campagna “Acqua, dono di Dio e bene comune” promossa dalla Rete interdiocesiana Nuovi stili di vita che vede l’adesione di ben 25 diocesi italiane. “L’acqua è fonte di vita – continua il vescovo di Reggio Emilia e Guastalla – Privatizzare l’acqua significa diventare proprietari della vita altrui. Perciò l’acqua deve restare pubblica. Chi la gestisce deve essere attento a non farne un oggetto di conflitto e i beni essenziali devono essere gestiti in modo solidale . Il compito della chiesa è quello di formare rispetto a quelli che sono i valori da difendere . La globalizzazione fa crescere nuove forme di povertà e bisogna cercare di rendere i beni di prima necessità a portata di tutti». Libertà di voto è stata data invece sui temi del nucleare e del legittimo impedimento, con l’invito comunque di recarsi alle urne per onorare la democrazia”.Al fianco del Vescovo Caprioli c’era anche l’ex direttore del Centro Missionario di Reggio don Emanuele Benatti ed uno ospite straniero il vescovo Luis Intanti Della Mora della diocesi di Aysen, nella Patagonia cilena ed Emiliano Codeluppi del Comitato Acqua Bene Comune di Reggio Emilia.
Presentando la campagna “Acqua Dono di Dio” gli intervenuti hanno specificato bene la discesa in campo della Chiesa cattolica sul tema referendario.
“Il nostro scopo è che la gente sia informata e vada a votare secondo coscienza- ha spiegato don Benatti – per questo facciamo sentire la nostra voce a parrocchie, scuole, organizzazioni pubbliche. Noi stiamo con chi difende i referendum e l’acqua pubblica, perché i poveri non muoiano di sete e che non si scatenino guerre per l’acqua come ora si fa con il petrolio”.
“Io ne so qualcosa di cosa visto che il 96% dell’acqua e delle reti in Cile è di proprietà di Enel, ora gli esperimenti sulla pelle dei cittadini si esportano anche qui ed è negativo, molto negativo” ha spiegato il vescovo cileno Della Mora”.
Non è la prima volta che la Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla prende posizioni nette e radicali su temi ambientali e legati ai beni comuni. Durante gli scorsi anni, don Gianni Bedogni, responsabile della Pastorale Sociale del Lavoro della Diocesi, sacerdote attentissimo alle tematiche ambientali ed una delle “eminenze grige” della diocesi reggiana, aveva preso posizione pubblicamente contro la costruzione di un nuovo inceneritore a Reggio Emilia, facendo campagne pubbliche a favore della riduzione dei rifiuti, per la raccolta differenziata spinta porta a porta, il riciclo ed il compostaggio e non si era tirato indietro a strizzare l’occhio anche a Beppe Grillo quando tra il 2006 ed il 2007 venne più volte in città a sostenere i comitati cittadini in questa battaglia poi vinta.
Sempre la Diocesi aveva preso posizioni dure contro la cementificazione del territorio e durante la Quaresima del 2009 era stata organizzato dal gruppo sui “Nuovi stili di vita e della Difesa del Creato” una via crucis molto particolare dove si erano difese pubblicamente: acqua pubblica, riciclo e riduzione dei rifiuti, risparmio energetico e fonti rinnovabili, stop al consumo di territorio, lotta agli sprechi, difesa dell’agricoltura a chilometri zero.
Un bene essenziale, un dono che serve. Referendum 12 giugno
Un bene essenziale, un dono che serve | referendum 12 giugno
Referendum Acqua.
La Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica invita ad andare a votare il prossimo 12 giugno.L’acqua è un bene essenziale, ma per il credente è un dono che serve.
Per questo motivo, la Presidenza nazionale Ac ritiene che:
- sia doveroso partecipare al referendum abrogativo del 12 giugno prossimo ed esprimere il proprio voto in libertà di coscienza;
- sia necessario informarsi in modo completo e senza lasciarsi irretire dalle diverse strumentalizzazioni politiche. A questo proposito, l’associazione, attraverso il proprio sito internet e le proprie riviste, assicurerà pareri e materiali informativi in cui saranno rispettate le diverse posizioni.
Il referendum-day propone altri due quesiti di estrema delicatezza e complessità. In breve e semplificando: un pronunciamento sul ritorno di centrali nucleari sul territorio italiano; un pronunciamento sul cosiddetto “legittimo impedimento”, legge che permette alle principali cariche pubbliche di non presenziare ad udienze giudiziarie se coincidenti con impegni politici.
Anche per questi due quesiti la presidenza nazionale Ac assicura un’ampia copertura informativa e auspica un’ampia, consapevole e libera partecipazione al voto.
Nel merito, la presidenza nazionale, come contributo al dibattito, ritiene di poter condividere con l’opinione pubblica due principi:
- per quanto riguarda il nucleare, la necessità di sondare ogni parere, incentivare la ricerca e mettere in campo qualsiasi approfondimento prima di assumere scelte che potrebbero arrecare rischi alla salute dei cittadini. La salute della persona, come l’indispensabilità dell’acqua, sono temi per i quali è richiesto sempre e in ogni caso il massimo del confronto, evitando derive ideologiche;
- per quanto riguarda il “legittimo impedimento”, la Presidenza nazionale ritiene che sia da salvaguardare, in un periodo così complesso dal punto di vista sociale, etico e morale, l’uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge.
–> vai al link nel sito nazionale
maggio 6, 2011 - Pubblicato da LCA Vicenza | Generale | Azione Cattolica Italiana, bene comune, dono, privatizzazione dell'acqua, referendum
Appello a preti frati e suore: in piazza il 9 giugno a Roma per salvare l'acqua
DIGIUNO IN PIAZZA S. PIETRO (ROMA)
SALVIAMO L’ACQUA!
Carissimi sacerdoti, missionari(e) e religiosi(e).
Ci stanno rubando l’acqua!
Come possiamo permettere che l’acqua, nostra madre, sia violentata e fatta diventare mera merce per il mercato? Per noi cristiani l’acqua è un grande dono di Dio, che fa parte della sua straordinaria creazione e che non può mai essere trasformata in merce.
“Donna, dammi da bere!” chiede un Gesù, stanco ed assetato, a una donna samaritana, nel Vangelo letto durante la Quaresima, in tutte le Chiese cattoliche del mondo.
“Dateci da bere! gridano oggi milioni di impoveriti. In un pianeta, dove la popolazione sta crescendo e l’acqua diminuendo per il surriscaldamento, quel “dateci da bere!”, diventerà un grido sempre più angosciante. Nei volti di quelli assetati, noi credenti vediamo il volto di quel povero Cristo che ci ripeterà: “Avevo sete...e non mi avete dato da bere!.”
L’ONU afferma che, entro la metà del nostro secolo, tre miliardi di esseri umani non avranno accesso all’acqua potabile. È un problema etico e morale di dimensioni planetarie che ci tocca direttamente. Di fatto, per noi cristiani l’acqua è sacra, l’acqua è vita, l’acqua è la madre di tutta la vita sulla terra. Inoltre, per noi cristiani l’acqua ha un enorme valore simbolico e sacramentale.
È stato lo stesso Papa Benedetto XVI ad affermare nella sua enciclica sociale Caritas in Veritate n. 27 che l’acqua è un diritto universale di tutti gli esseri umani. Il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa n. 485 afferma inoltre: “L’acqua, per la sua stessa natura, non può essere trattata come una mera merce tra le altre e il suo uso deve essere razionale e solidale”.
Il segretario della CEI, Mons. Mariano Crociata, ha affermato durante il convegno ad Assisi su “Sorella Acqua), in aprile 2011, che: “In questo scenario conservano tutto il loro peso i processi di privatizzazione, che vedono poche multinazionali trasformare l’acqua in affare, a detrimento dell’accesso alle fonti e quindi dell’approvvigionamento, con conseguente perdita di autonomia da parte degli enti governativi. Il tema va affrontato dalla comunità internazionale, per un uso equo e responsabile di questa risorsa, bene strategico – l’oro blu! – attorno al quale si gioca una delle partite decisive del prossimo futuro. Richiede un impegno comune, che sappia orientare le scelte e le politiche per l’acqua, concepita e riconosciuta come diritto umano, come bene dalla destinazione universale (…) A dire quanto queste problematiche tocchino la sensibilità comune, la Corte Costituzionale ha ammesso a referendum due quesiti, sui quali il popolo italiano sarà chiamato ad esprimersi nel prossimo mese di giugno”.
Come cristiani non possiamo accettare la legge Ronchi, votata dal nostro Parlamento (primo in Europa) il 19 novembre 2009, che dichiara l’acqua come bene di rilevanza economica. Il referendum del 12 e 13 giugno sarà molto importante per bloccare questo processo di privatizzazione dell’acqua e per salvare l’acqua come un grande dono per l’umanità
Scendiamo in piazza! Così come hanno fatto i monaci in Myanmar (ex Birmania) contro il regime che opprime il popolo.
Invitiamo, quindi, i sacerdoti, le missionarie e i missionari, i consacrati e le consacrate a trovarci in Piazza San Pietro, a Roma, giovedì 9 giugno alle ore 12:00, per fare un grande digiuno. Venite con i vostri simboli sacerdotali e religiosi, ma anche con i vostri manifesti pastorali, per poter innalzare a tutto il popolo italiano il nostro clamore: Salviamo l’acqua!
p. Adriano Sella e p. Alex Zanotelli
Padova 30 aprile 2011
Per chi vuole dare la propria adesione:
· oppure inviare e-mail: adrianosella@virgilio.it
Per informazioni: 346 2198404
sabato 21 maggio 2011
Considerazioni dell’Ufficio di Pastorale Sociale di Vicenza
Stiamo vivendo un tempo inedito per la società civile del nostro paese. Ciascuno è come trascinato violentemente, su tante questioni, a prendere una posizione aggressiva pro o contro qualcuno, in attacco o in difesa di qualcosa. Nello stesso tempo incombe un silenzio informativo sull’azione democratica dei cittadini, che svuotano tutta la loro autorità sul bene comune scegliendo i rappresentanti politici e poi ritirandosi nell’essere spettatori di uno spettacolo da ammirare o detestare.
Vorremmo solamente segnalare qualche informazione sul prossimo referendum del 12/13 giugno, perché il silenzio non promuove mai la partecipazione e rischia di tradursi in rinuncia a informarsi ed esprimere la propria azione democratica.
Desideriamo ricordare che i referendum ci saranno: sull’acqua, sul nucleare e sul legittimo impedimento per le alte cariche dello stato. In particolare sul bene comune delle risorse idriche, il referendum sull’acqua, che è il primo referendum proposto dalla società civile (tra i promotori non c’è alcun partito politico) facciamo semplice memoria di alcuni autorevoli pronunciamenti ecclesiali.
1. Il papa Benedetto XVI nell’enciclica Caritas in veritate ci ricorda: «La Chiesa ha una responsabilità per il creato e deve far valere questa responsabilità anche in pubblico. E facendolo deve difendere non solo la terra, l'acqua e l'aria come doni della creazione appartenenti a tutti. Deve proteggere soprattutto l'uomo contro la distruzione di se stesso» (n. 51).
2. Recentemente il segretario della CEI ha espresso il medesimo pensiero: «ci sentiamo coinvolti, custodi e responsabili di quella risorsa preziosa che anche oggi è l’acqua, bene troppe volte ridotto a merce, a valore economico, a oggetto di scambio, da cui si vede escluso chi non ha possibilità di reddito per assicurarsela», e che questo «richiede un impegno comune, che sappia orientare le scelte e le politiche per l’acqua, concepita e riconosciuta come diritto umano, come bene dalla destinazione universale» (Saluto al convegno “Sorella acqua”, Assisi 16 aprile 2011).
3. Da ultimo 25 diocesi (tra le quali Vicenza, Padova, Treviso e Venezia) hanno promosso una campagna pasquale su «Acqua: dono di Dio e bene comune» che ci ricorda: «Il diritto all’acqua deve dunque essere garantito anche sul piano normativo, mettendo in discussione quelle leggi che la riducono a bene economico. Sarà importante, quindi, partecipare attivamente al dibattito legato al referendum sulla gestione dell’acqua».
Su questo dibattito è sceso un silenzio che rischia di produrre solo silenzio. Il referendum ci sarà. Si voterà. E ciascuno ha il diritto di esprimere in libertà di coscienza la propria posizione, non rinunciando a informarsi e ad esprimere l’impegno di fronte ad un bene comune, che non può essere fatto passare solo come «scelta ideologica».
La questione energia: riflessione della Rete Interdiocesana Nuovi Stili di Vita
Vi presentiamo questo lavoro che abbiamo fatto come Rete Interdiocesana Nuovi Stili di Vita affrontando una questione di grande rilevanza per l’oggi e per il futuro dell’umanità: l’energia.
Abbiamo pensato di realizzare 12 schede molto comunicative da utilizzarsi per i siti, per i bollettini parrocchiali, per i settimanali diocesani e per altre forme di comunicazione, sviluppando la questione dell’energia, sottolineando l’importanza del risparmio e della giusta misura, presentando le varie energie rinnovabili e pulite dove investire, e ponendo degli interrogativi etici sulla scelta del nucleare.
Ve le consegnamo e vi invitiamo a diffonderle, in modo da suscitare riflessione, discussione e soprattutto cambiamento degli stili di vita.
Abbiamo pensato di realizzare 12 schede molto comunicative da utilizzarsi per i siti, per i bollettini parrocchiali, per i settimanali diocesani e per altre forme di comunicazione, sviluppando la questione dell’energia, sottolineando l’importanza del risparmio e della giusta misura, presentando le varie energie rinnovabili e pulite dove investire, e ponendo degli interrogativi etici sulla scelta del nucleare.
Ve le consegnamo e vi invitiamo a diffonderle, in modo da suscitare riflessione, discussione e soprattutto cambiamento degli stili di vita.
La diocesi di Brescia invita a firmare per i referendum.
Acqua pubblica: si mobilita la Chiesa
La diocesi di Brescia invita a firmare per i referendum.
Il vescovo di Brescia, monsignor Luciano Monari.
La diocesi di Brescia non ci sta. “L’acqua non si vende”, scrive in un comunicato firmato dalla Commissione Diocesana “Giustizia e pace”, dal Centro Missionario Diocesano e dalla Pastorale per la salvaguardia del creato e inviato alle parrocchie. Aderendo alla proposta del referendum, previsto nel 2011, per la gestione pubblica dell’acqua, la diocesi propone che entro la fine di giugno sia organizzato un momento “di informazione e sensibilizzazione riguardo la gestione pubblica di un bene comune come l’acqua. In quella occasione si potrà promuovere l’allestimento di un banchetto per la raccolta delle firme”.
Partendo dalla considerazione riportata nel compendio della Dottrina sociale della Chiesa – “L’acqua non può essere trattata come una mera merce tra le altre e il suo uso deve essere razionale e solidale. La sua distribuzione rientra, tradizionalmente, fra le responsabilità di enti pubblici, perché l’acqua è sempre stata considerata un bene pubblico – la diocesi fa proprie le posizioni sia di Giovanni Paolo II “In quanto dono di Dio, l’acqua è elemento vitale, … e pertanto, un diritto di tutti”, che di Benedetto XVI “La gestione di questa risorsa preziosa deve essere tale da permettere l’accesso a tutti, soprattutto a coloro che vivono in condizioni di povertà. L’accesso all’acqua rientra, infatti, nei diritti inalienabili di ogni essere umano”.
In occasione della giornata della vita del 2009 aveva preso posizione anche la Conferenza episcopale del Molise. Nel messaggio del primo febbraio, i vescovi avevano infatti sottolineato che "l’acqua è un bene di tutti. Proprio per questo, come Vescovi leviamo la nostra voce perché, mentre si discute sull’utilizzo di questa risorsa, la gestione sia sempre ad impostazione pubblica, perché è un bene di tutti. E di tutti deve restare. Non ci sia una gestione privatistica, ma un affido ai comuni e agli enti locali, in modo diretto".
Partendo dalla considerazione riportata nel compendio della Dottrina sociale della Chiesa – “L’acqua non può essere trattata come una mera merce tra le altre e il suo uso deve essere razionale e solidale. La sua distribuzione rientra, tradizionalmente, fra le responsabilità di enti pubblici, perché l’acqua è sempre stata considerata un bene pubblico – la diocesi fa proprie le posizioni sia di Giovanni Paolo II “In quanto dono di Dio, l’acqua è elemento vitale, … e pertanto, un diritto di tutti”, che di Benedetto XVI “La gestione di questa risorsa preziosa deve essere tale da permettere l’accesso a tutti, soprattutto a coloro che vivono in condizioni di povertà. L’accesso all’acqua rientra, infatti, nei diritti inalienabili di ogni essere umano”.
In occasione della giornata della vita del 2009 aveva preso posizione anche la Conferenza episcopale del Molise. Nel messaggio del primo febbraio, i vescovi avevano infatti sottolineato che "l’acqua è un bene di tutti. Proprio per questo, come Vescovi leviamo la nostra voce perché, mentre si discute sull’utilizzo di questa risorsa, la gestione sia sempre ad impostazione pubblica, perché è un bene di tutti. E di tutti deve restare. Non ci sia una gestione privatistica, ma un affido ai comuni e agli enti locali, in modo diretto".
Annachiara Valle
venerdì 20 maggio 2011
Io mi impegno per l’Acqua
dal sito http://www.veneziastilidivita.it/2011/05/17/io-mi-impegno-per-lacqua/
Io mi impegno per l’Acqua
17 mag 2011
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Nell’incontro di presentazione del documento della Rete Interdiocesana Nuovi Stili di Vita: Acqua: dono di Dio, Bene Comune, Padre Alex Zanotelli insieme a don Gianni Fazzini hanno lanciato una proposta d’impegno contro la privatizzazione dell’acqua.
«Questo referendum non riguarda solo l’acqua – spiega don Gianni Fazzini – ma è il primo passo per ricostruire la consapevolezza dimenticata del valore dei beni comuni. Con questa campagna dobbiamo tornare alla sacralità dell’acqua, degli alberi, dell’erba del prato e dell’aria che devono essere fuori dalla nostra voglia di profitto».
La proposta emersa al termine dell’incontro è stata:
Per l’Acqua io mi impegno:
- ad andare a votare ai referendum del 12-13 giugno
- a proporre a venticinque persone di fare lo stesso
- a impegnarle a loro volta a coinvolgere altre 25 persone
- e naturalmente mi impegno a votare sì!
Materiale informativo per i Referendum del 12 e 13 giugno
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