mercoledì 18 dicembre 2013

Ideario 2014

agenda / diario "Ideario 2014"

ideazione e redazione: Dario Vivian
ricerche: Carla Giacometti, Dario Vivian, Maurizio Mazzetto, Roberto Quadri
illustrazioni di copertina e disegni: Toni Vedù
impaginazione eTeam

a cura di Città Solidale scs, Vicenza

domenica 8 dicembre 2013

Nelson Mandela e l’unità della famiglia umana

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dalla pagina http://www.paxchristi.it/?p=8079

Pregare, meditare, conoscere, operare…Onorare la memoria di Nelson Mandela vuol dire inserirsi nel travagliato cammino della nonviolenza moderna, nata proprio in Sud Africa con Gandhi, Albert Luthuli, Denis Hurley e tanti altri. Mandela ci lascia un messaggio universale utile per molte situazioni conflittuali. Quanto bene potrebbe fare oggi, ad esempio, la sua pratica di “riconciliazione nella verità e nella giustizia” per la Siria, il conflitto palestinese-israeliano, la Nigeria, il Centro Africa e altrove!
In Sud Africa, la pace come lotta per la libertà e la giustizia, dopo aver attraversato il grande tormento del conflitto armato, ha saputo trasformare il dolore di un popolo in cittadinanza attiva liberatrice. Il “perdono” è diventato un progetto sociale e politico. La Commissione per la verità e la riconciliazione avviata nel 1996, presieduta dall’arcivescovo Desmond Tutu (da lui descritta nel bel libro Non c’è futuro senza perdono) ne è stato un segnale, luminoso anche oggi per un Sud Africa agitato da immensi problemi e per tante parti del mondo.
Il suo messaggio ha attivato dinamiche generatrici di “giustizia ricostitutiva” e di trasformazione nonviolenta dei conflitti. Assieme a Gandhi, a M. Luther King, a Giovanni XXIII (tralascio l’elenco di altri operatori di pace che dovrebbero essere conosciuti nelle nostre scuole), il movimento di Mandela ha aperto un cammino planetario e quotidiano per l’unità della famiglia umana. La sua vita, carica di una spiritualità intesa e sobria, incarnava i valori viventi della Dichiarazione universale dei diritti umani (per me anche del Vangelo). In una lettera alla moglie del 1975 dalla prigione di Kroonstad, osservava che “onestà, sincerità, semplicità, umiltà, generosità genuina, assenza di vanità, disponibilità a servire gli altri – qualità che sono facilmente a portata di mano di ogni individuo - sono il fondamento della vita spirituale di una persona”. Viveva l’esperienza carceraria come “opportunità di guardare quotidianamente dentro a tutto il tuo modo di comportarti, di superare il male e sviluppare ciò che è buono in te. Una meditazione regolare molto benefica…Non dimenticare mai che un santo è un peccatore che non smette mai di provarci”. Un modo per dire che ognuno di noi può cambiare in meglio ed essere il sogno che intende realizzare. Il sogno diurno della pace nonviolenta e fraterna.

Sergio Paronetto, Vice Presidente Pax Christi Italia

lunedì 2 dicembre 2013

Venerdì 6 dicembre: veglia di preghiera a San Giuseppe, Vicenza

Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII

Veglia di preghiera
in occasione della Giornata Internazionale
contro la violenza sulle donne

venerdì 6 dicembre 2013 ore 20.45
Chiesa di San Giuseppe
via del Mercato Nuovo 43, Vicenza


C'è una guerra invisibile che continua a mietere
vittime negli appartamenti, sulle strade, nei
night, spesso nell'indifferenza dei media e delle
istituzioni. Le prime vittime sono le donne,
anche minorenni, diventate oggetto degli
uomini maltrattanti o dei loro clienti.
Ma c'è pure un popolo, altrettanto invisibile,
che si spende giorno dopo giorno per la
“rinascita” di chi ha subito una violenza
attraverso l'incontro, l'accoglienza, l'ascolto, il
sostegno psicologico, il supporto legale. La
forza della preghiera e della testimonianza è
l'occasione per “dare voce a chi non ha voce”,
come diceva don Oreste Benzi ed a “ribellarsi
non con la violenza ma con la vita!”

Per Informazioni:
Debora Grandis
EMail: antitratta@apg23.org

venerdì 29 novembre 2013

primolunedìdelmese
2 Dicembre 2013 - ore 20:30
n. 122 - Percorsi di Pace, Polis e Partecipazione

presso Cooperativa Insieme, via Dalla Scola 253, Vicenza

- Parcheggio adiacente. Si raccomanda puntualità ! -

Crescita e modernizzazione nel Paese
delle disuguaglianze inaccettabili


Ne parliamo con
Maurizio Franzini
Insegna politica economica nella facoltà di economia nell'università di Roma "La Sapienza".
Direttore del Centro di ricerca interuniversitario sullo stato sociale (CRISS).

venerdì 8 novembre 2013

Il pane sporco della corruzione

dalla pagina http://www.news.va/it/news/il-pane-sporco-della-corruzione

2013-11-08 L’Osservatore Romano
Gli amministratori corrotti «devoti della dea tangente» commettono un «peccato grave contro la dignità» e danno da mangiare «pane sporco» ai propri figli: a questa «furbizia mondana» si deve rispondere con la «furbizia cristiana» che è «un dono dello Spirito Santo». Lo ha detto Papa Francesco nell’omelia della messa celebrata venerdì mattina, 8 novembre, nella cappella della Casa Santa Marta, proponendo una riflessione sulla figura dell’amministratore disonesto descritta nel brano liturgico del Vangelo di Luca (16, 1-8).
«Il Signore — ha detto il Papa — torna un’altra volta a parlarci dello spirito del mondo, della mondanità: come agisce questa mondanità e quanto pericolosa sia. E Gesù, proprio lui, nella preghiera dopo la cena del giovedì santo pregava il Padre perché i suoi discepoli non cadessero nella mondanità, nel mondo».
La mondanità, ha ribadito il Pontefice, «è il nemico». Ed è proprio «l’atmosfera, lo stile di vita» tipico della mondanità — ossia il «vivere secondo i “valori” del mondo» — che «piace tanto al demonio». Del resto «quando noi pensiamo al nostro nemico pensiamo prima al demonio, perché è proprio quello che ci fa male».
«Un esempio di mondanità» è l’amministratore descritto nella pagina evangelica. «Qualcuno di voi — ha osservato il Pontefice — potrà dire: ma quest’uomo ha fatto quello che fanno tutti». In realtà «tutti no!»; questo è il modo di fare di «alcuni amministratori, amministratori di aziende, amministratori pubblici, alcuni amministratori del governo. Forse non sono tanti». Nella sostanza «è un pò quell’atteggiamento della strada più breve, più comoda per guadagnarsi la vita». Il Vangelo racconta che «il padrone lodò quell’amministratore disonesto». E questa — ha commentato il Papa — «è una lode alla tangente. L’abitudine delle tangenti è un’abitudine mondana e fortemente peccatrice». Certamente è un’abitudine che non ha nulla a che vedere con Dio.
Infatti, ha proseguito, «Dio ci ha comandato: portare il pane a casa con il nostro lavoro onesto». Invece «questo amministratore dava da mangiare ai suoi figli pane sporco. E i suoi figli, forse educati in collegi costosi, forse cresciuti in ambienti colti, avevano ricevuto dal loro papà come pasto sporcizia. Perché il loro papà portando pane sporco a casa aveva perso la dignità. E questo è un peccato grave». Magari, ha specificato il Papa, «s’incomincia forse con una piccola bustarella, ma è come la droga». E anche se la prima bustarella è «piccola, poi viene quell’altra e quell’altra: e tu finisci con la malattia dell’addizione alle tangenti».
Siamo davanti, ha affermato, a «un peccato tanto grave perché va contro la dignità. Quella dignità con la quale noi siamo unti col lavoro. Non con la tangente, non con questa addizione di furbizia mondana. Quando noi leggiamo nei giornali o guardiamo sulla tv uno che scrive o parla di corruzione, forse pensiamo che la corruzione è una parola. Corruzione è questo: è non guadagnare il pane con dignità».
C’è però un'altra strada, quella della “furbizia cristiana” – «tra virgolette», ha detto il Papa – che permette di «fare le cose un po’ svelte ma non con lo spirito del mondo. Lo stesso Gesù ce l’ha detto: astuti come il serpente, semplici come la colomba». Mettere «insieme queste due» realtà è «una grazia» e «un dono dello Spirito Santo». Per questo dobbiamo chiedere al Signore di essere capaci di praticare «l’onestà nella vita, quella onestà che ci fa lavorare come si deve lavorare, senza entrare in queste cose». Papa Francesco ha ribadito: «Questa “furbizia cristiana” — l’astuzia del serpente e la semplicità della colomba — è un dono, è una grazia che il Signore ci dà. Ma dobbiamo chiederla».
Il pensiero di Papa Francesco è andato anche alle famiglie degli amministratori disonesti. «Forse oggi — ha detto — farà bene a tutti noi pregare per tanti bambini e ragazzi che ricevono dai loro genitori pane sporco. Anche questi sono affamati. Sono affamati di dignità». Da qui l’invito a «pregare perché il Signore cambi il cuore di questi devoti della dea tangente», perché comprendano «che la dignità viene dal lavoro degno, dal lavoro onesto, dal lavoro di ogni giorno, e non da queste strade più facili che alla fine ti tolgono tutto». Anche perché, ha concluso, c’è il rischio di finire come quella persona di cui parla il Vangelo «che aveva tanti granai, tanti sili, tutti pieni e non sapeva che fare. “Questa notte dovrai morire” ha detto il Signore. Questa povera gente che ha perso la dignità nella pratica delle tangenti, porta con sé non il denaro che ha guadagnato, ma soltanto la mancanza di dignità. Preghiamo per loro».
 

giovedì 7 novembre 2013

Contro la violenza sulle donne

VICENZA 9 – 23 NOVEMBRE
 
Femminicidi e discriminazioni di genere: un problema culturale, ogni giorno.

Profili 2013 – Contro la violenza sulle donne è un’iniziativa a cura di Kitchen Teatro Indipendente, Teatro Spazio Bixio, Theama Teatro e Ossidiana Centro Culturale, con la collaborazione dell’Assessorato alla Crescita e dell’Ufficio per le Pari Opportunità del Comune di Vicenza ed il supporto del CeAV Centro Antiviolenza Vicenza e dell’associazione Donna chiama Donna. 

L’attività rientra anche nell’ambito del bando regionale “Progetti degli enti locali per favorire la nascita e l’attività di Organismi di Parità – anno 2012 – Progetto La Commissione P.O. per le politiche di genere sul territorio”.

PROGRAMMA
  
SABATO 9 NOVEMBRE ORE 21.00 - DOMENICA 10 NOVEMBRE ORE 18.00
 KITCHEN TEATRO INDIPENDENTE - COMPAGNIA KITCHEN PROJECT
SOGNI D’OLTREMARE 
Una storia che accomuna le spose ingannate emigrate dal Giappone a inizio novecento e le donne avvilite dallo squallore della povertà di uno sperduto villaggio caraibico. Un viaggio attraverso illusioni e speranze che ricorda la vita di tante migranti della nostra terra. Liberamente tratto da “Venivamo tutte per mare” (Julie Otsuka) e da “L’annegato più bello del mondo” (Gabriel Garcia Màrquez).

MERCOLEDÌ 13 NOVEMBRE ORE 21.00
SALA CONFERENZE DEI CHIOSTRI DI SANTA CORONA
 

MEDIA E FEMMINICIDI
 Incontro pubblico moderato da Antonietta Demurtas, giornalista di Lettera43.it, con gli interventi di Francesca Garisto, avvocato della Casa delle donne maltrattate di Milano, Alessio Miceli dell'associazione MaschilePlurale e Chiara Volpato, docente di Psicologia Sociale all’Università di Milano Bicocca. Nel corso della serata verranno proiettate le opere di “Uccidi anche me”, progetto fotografico di Fiorella Sanna e Francesca Madrigali. Il dibattito prevede un focus specifico sui modi di fare informazione intorno ai femminicidi da parte di media e giornali e sulle modalità di rappresentazione utilizzate per i casi di discriminazione di genere, riflettendo sui rischi di normalizzazione del fenomeno opposti al processo di negazione del problema anche a partire dal linguaggio comunemente usato.

SABATO 16 NOVEMBRE ORE 21.00
 TEATRO SPAZIO BIXIOTHEAMA TEATRO 
NON HO PECCATO ABBASTANZA 
na lettura scenica dedicata alla voce delle nuove poetesse provenienti dal Medio Oriente. Donne costrette a subire censure e discriminazioni in nome dei precetti della tradizione. La guerra, l’amore come divinità, il corpo: versi che innalzano un inno alla passione, un canto che diventa un sensuale gioco di sensazioni e di vitale opposizione ai soprusi.

MERCOLEDÌ 20 NOVEMBRE ORE 21.00
 KITCHEN TEATRO INDIPENDENTECOMPAGNIA CAMPO TEATRALE
TESTO E REGIA DI CÈSAR BRIE 
INDOLORE 
La casa come un ring, l’impotenza di fronte alla violenza domestica. In molti matrimoni uomini di 80 chili picchiano donne di 50 o bambini di 20. Il pugilato permette due metafore: non è lecito colpirsi se il peso di uno supera di 6 chili il peso dell’altro; il quadrilatero è un luogo chiuso dal quale non si esce se non sconfitti o feriti. O morti. Un poema amaro su quanto accade troppo spesso fra le mura domestiche.

SABATO 23 NOVEMBRE ORE 21.00
 TEATRO SPAZIO BIXIOFILIPPO CARROZZO - MUSICHE DI SCHEGGE DI LEGNO 
CARO WALT DISNEY 
Una richiesta di risarcimento per anni e anni in cui si è cresciuti credendo alle favole, quelle che si raccontano per tenere lontano il buio. La storia di una ragazza, allo stesso tempo uguale e diversa da tante sue coetanee. Al di là dei sogni, una fiaba nera come la notte che respira e stringe il cuore. Una riflessione in forma di teatro-studio: il lavoro, la violenza, la prostituzione.

Lo Staff diKitchen Teatro Indipendentewww.spaziokitchen.it

Kitchen Teatro Indipendente
via dell'edilizia, 72
36100 Vicenza
dove siamo: www.spaziokitchen.it/dove-siamo

sabato 2 novembre 2013

lunedì 28 ottobre 2013

primolunedìdelmese
 4 Novembre 2013 - ore 20:30
n. 121 - Percorsi di Pace, Polis e Partecipazione

Pluralismo religioso, laicità dello Stato,
conflitti e democrazia
 

Come cambia il panorama europeo (e italiano)

ne parliamo con
Stefano Allievi
Docente di Sociologia, Comunicazione e Interculturalità all'Università di Padova. Specializzato in sociologia delle religioni e nello studio dei fenomeni migratori e del mutamento culturale e religioso in Europa, con particolare riferimento alla presenza islamica, è autore di oltre un centinaio di pubblicazioni, in Italia e all'estero, su questi temi. Consulente di numerosi centri e gruppi di studio. Giornalista professionista, collabora a varie testate specialistiche.
 

presso Insieme s.c.s., via B. Dalla Scola 253, Vicenza

domenica 27 ottobre 2013

Lettera aperta al nuovo Ordinario Militare

 
Caro fratello vescovo mons. Marcianò,
 
è di oggi la notizia della sua nomina a nuovo Ordinario Militare. Non ce la faccio a congratularmi con lei, perché considero una sconfitta per un cristiano entrare nei ranghi delle forze armate e per di più entrarci attraverso la porta della Chiesa. Al suo predecessore, mons. Pelvi, avevo scritto alcune lettere per aprire un dialogo sul senso evangelico dei cappellani militari, ma è stato sempre un monologo: non ho mai ricevuto risposta. Mi auguro miglior fortuna con lei.
 
Riducendo al massimo la questione, osservo che il personale delle forze armate ha sì diritto all’assistenza spirituale, ma senza che coloro che la prestano accedano ai ranghi militari, diventino cioè organici ad un’istituzione nata ed esistente per fare la guerra. Anzi, restandone fuori, essi avrebbero la possibilità di assumere uno sguardo critico più libero, di essere essi stessi esempio di nonviolenza, che rifugge dalle attività belliche e da tutto ciò che ne costituisce supporto e strumento. Insomma, esempio di una scelta diversa.
 
Sì, perché la pace e la guerra sono concetti che vanno tenuti sempre distinti, soprattutto in un’epoca in cui ingannevolmente e interessatamente essi vengono continuamente sovrapposti, confusi, diluiti l’uno nell’altro, fino a far affermare al Ministro della Difesa che per amare la pace bisogna armare la pace. La Chiesa non può prestarsi a queste alchimie linguistico-politico-affaristiche, il Papa stesso ha ricordato con forza che le guerre hanno tutte un comune denominatore: vendere le armi.
Manifestazione  delle comunità cristiane di base contro l'istituto dei cappellani militari 
La pace è un’altra cosa.
 
Lei ha oggi stesso indirizzato un saluto “Ai sacerdoti e ai fedeli della Chiesa Ordinariato Militare”, in cui si legge che i militari sono “a servizio della vita e della pace” la quale, in quanto cammino, richiede passi per costruirla. E lei elenca tali passi: “passi di dialogo con tutti, di rispetto reciproco e rispetto dei diritti umani; passi di ordine e libertà, di legalità e onestà, di giustizia e solidarietà, di lotta contro i soprusi e la corruzione, contro ogni forma di violenza o discriminazione; passi di protezione delle città dell’uomo, nella loro dimensione sociale e politica, nel loro patrimonio di storia e arte; passi di preservazione della natura e dell’ambiente, di custodia della straordinaria bellezza del Creato. Soprattutto, passi di difesa e promozione di ogni vita umana nella sua stupenda dignità: dei più deboli e poveri, dei piccoli e indifesi, dei carcerati e perseguitati, dei senzatetto e disperati, degli abbandonati ed esclusi, di coloro che vivono diverse forme di malattia o disabilità, dei tanti profughi e immigrati che continuano a sbarcare nelle nostre coste dopo viaggi in cui trovano anche la morte, continuando a sollecitare il nostro impegno e il nostro amore“.
 
Le forze armate, di cui lei si accinge a far parte e con un elevato grado gerarchico, sono la negazione di questi passi.
 
La guerra dialoga solo con le pallottole, che sibilando nell’aria portano messaggi di morte; la guerra è esattamente la forma di violenza più scientificamente studiata ed organizzata; non si distingue per giustizia e solidarietà, ma discrimina tra amici e nemici, schiaccia, corrompe, fa prigionieri. La guerra non protegge gli esseri umani né le loro città: bombarda e distrugge l’ambiente, le risorse per la vita e le opere d’arte. Ma soprattutto non difende i poveri e i disabili, ma fa andare in rovina le case producendo senzatetto e mutilati. La guerra non promuove la dignità dei profughi ma li genera, ed essi, come primo impegno ed atto d’amore, con la loro condizione ci chiedono di smettere di inviare truppe ed armi che riducono in polvere le loro vite.
 
Il primo servizio alla pace che è possibile fare come sacerdote o vescovo impegnato nella cura pastorale dei militari è questo: uscire ed invitare ad uscire da quella fabbrica di  morte.
            
Un saluto fraterno.
 
Napoli, 10 ottobre 2013
Antonio Lombardi (Pax Christi)

Dialogo cristiano - islamico

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mercoledì 23 ottobre 2013

Italia: rampa di lancio per le guerre di oggi e domani. Lo dice uno studioso statunitense.


un articolo di Maria Grazia Bruzzone su LaStampa.it

22/10/2013
  “Il Pentagono ha speso negli ultimi due decenni centinaia di milioni di dollari in basi militari in Italia, rendendo quel paese un centro sempre più importante per la potenza dell’esercito Usa. Specialmente dall’inizio della Guerra Globale al Terrorismo nel 2001 l’ US Army ha spostato il suo centro di gravità a sud della Germania, dove la maggior parte delle forze Usa stazionavano dalla II Guerra Mondiale. Trasformando la penisola italiana in una rampa di lancio per le guerre di oggi e domani, in Africa, nel Medio Oriente e oltre”.  (continua)











Il blog di David Vine