mercoledì 13 febbraio 2013
giovedì 7 febbraio 2013
Crisi e stili di vita
da http://www.caritas.vicenza.it/documento.asp?id=4020&lingua=ITA&categoria=125
La crisi finanziaria ed economica che viviamo è certo un momento
delicato per la vita civile della nostra società. Infatti sono molte le
persone e le famiglie che oggi si trovano in gravi difficoltà a
mantenere il loro tenore di vita. In questo frangente è essenziale che
la società e le politiche si facciano carico della domanda di
solidarietà e giustizia che viene dai più svantaggiati. C’è una
responsabilità verso coloro che, nei nostri ambienti, si trovano
pericolosamente vicini a livelli di sussistenza o magari già al di sotto
di essi, ma anche nei confronti di molti che nel Sud del mondo vivono
già da tempo una tale drammatica condizione.
Altrettanto essenziale è saper leggere in tutta la sua complessità il messaggio che la crisi porta con sé: quello dell’insostenibilità di una forma di vita tutta centrata sull’incentivazione del consumo ad ogni costo, anche al di là delle reali possibilità dei soggetti. Di una forma di vita fondata sul debito, quello economico che si contrae volontariamente per acquistare beni non sempre necessari, ma anche quello ecologico, che viene addossato sulle generazioni future.
La crisi economica e quella ambientale si rivelano così come due facce di una stessa medaglia e non sarebbe accettabile che la prima venisse utilizzata per sottrarsi alle proprie responsabilità nel far fronte alla seconda. È la giustizia, quella nei confronti delle prossime generazioni ma anche delle popolazioni più vulnerabili (ad esempio del Sud del Mondo) che già oggi abitano il pianeta, a esigere un impegno responsabile da parte della comunità internazionale e in primo luogo dei Paesi storicamente industrializzati nel contenimento del mutamento ambientale in atto.
La sfida è fare scelte coraggiose, aprire piste di coinvolgimento con altri Paesi, essere maggiormente consapevoli che le nostre azioni possono "spostare” scelte compiute da altri a discapito di molti, essere promotori di una cultura di pace e di prossimità sociale.
In tale prospettiva la stessa crisi può anche trasformarsi in un momento favorevole alla "conversione”, in un’occasione per rinnovare lo spirito della nostra mente, per discernere con più attenzione il bene degli altri e quindi nostro. In un tempo in cui possiamo riscoprire il gusto di una sobria pazienza fatta di essenzialità, capaci di costruire ben-essere, di valorizzare i beni immateriali (tra questi la cultura, l’istruzione, le relazioni umane), abbandonando il mito di una qualità della vita tutta basata sulla quantità dei beni disponibili. In un tempo capace di progettare anche un profondo rinnovamento non solo degli stili di vita, ma anche dell’economia, nel segno delle tecnologie a basso consumo, dell’uso delle energie alternative, della limitazione dell’impatto ambientale, nell’attenzione al Sud del mondo e a una cultura di pace.
Il periodo della Quaresima può trasformarsi perciò in tempo per scoprire piccole semplici azionie diventare generatori e costruttori di pace, maggiormente consapevoli delle nostre responsabilità di cristiani e consumatori.
Le schede che seguono sono piccoli esempi e proposte per poter "affrontare la crisi con uno stile di vita” attento ad azioni che già quotidianamente ognuno di noi compie, dando maggior importanza all’ambiente in cui viviamo, al cibo e alle risorse che consumiamo, alle relazioni umane, alle future generazioni provocando in noi speranza e fiducia che un mondo diverso è possibile.
Non decrescita quindi, ma spostamento del consumo; ciò può essere portato avanti solo da persone, famiglie, scuole, gruppi, comunità maggiormente responsabili.
Un sussidio per la Quaresima 2013
per poter "affrontare la crisi con uno stile di vita"
attento ad azioni che gia' quotidianamente ognuno di noi compie
per poter "affrontare la crisi con uno stile di vita"
attento ad azioni che gia' quotidianamente ognuno di noi compie
Altrettanto essenziale è saper leggere in tutta la sua complessità il messaggio che la crisi porta con sé: quello dell’insostenibilità di una forma di vita tutta centrata sull’incentivazione del consumo ad ogni costo, anche al di là delle reali possibilità dei soggetti. Di una forma di vita fondata sul debito, quello economico che si contrae volontariamente per acquistare beni non sempre necessari, ma anche quello ecologico, che viene addossato sulle generazioni future.
| >>>Scarica il sussidio (Pdf 600 Kb) |
La crisi economica e quella ambientale si rivelano così come due facce di una stessa medaglia e non sarebbe accettabile che la prima venisse utilizzata per sottrarsi alle proprie responsabilità nel far fronte alla seconda. È la giustizia, quella nei confronti delle prossime generazioni ma anche delle popolazioni più vulnerabili (ad esempio del Sud del Mondo) che già oggi abitano il pianeta, a esigere un impegno responsabile da parte della comunità internazionale e in primo luogo dei Paesi storicamente industrializzati nel contenimento del mutamento ambientale in atto.
La sfida è fare scelte coraggiose, aprire piste di coinvolgimento con altri Paesi, essere maggiormente consapevoli che le nostre azioni possono "spostare” scelte compiute da altri a discapito di molti, essere promotori di una cultura di pace e di prossimità sociale.
In tale prospettiva la stessa crisi può anche trasformarsi in un momento favorevole alla "conversione”, in un’occasione per rinnovare lo spirito della nostra mente, per discernere con più attenzione il bene degli altri e quindi nostro. In un tempo in cui possiamo riscoprire il gusto di una sobria pazienza fatta di essenzialità, capaci di costruire ben-essere, di valorizzare i beni immateriali (tra questi la cultura, l’istruzione, le relazioni umane), abbandonando il mito di una qualità della vita tutta basata sulla quantità dei beni disponibili. In un tempo capace di progettare anche un profondo rinnovamento non solo degli stili di vita, ma anche dell’economia, nel segno delle tecnologie a basso consumo, dell’uso delle energie alternative, della limitazione dell’impatto ambientale, nell’attenzione al Sud del mondo e a una cultura di pace.
Il periodo della Quaresima può trasformarsi perciò in tempo per scoprire piccole semplici azionie diventare generatori e costruttori di pace, maggiormente consapevoli delle nostre responsabilità di cristiani e consumatori.
Le schede che seguono sono piccoli esempi e proposte per poter "affrontare la crisi con uno stile di vita” attento ad azioni che già quotidianamente ognuno di noi compie, dando maggior importanza all’ambiente in cui viviamo, al cibo e alle risorse che consumiamo, alle relazioni umane, alle future generazioni provocando in noi speranza e fiducia che un mondo diverso è possibile.
Non decrescita quindi, ma spostamento del consumo; ciò può essere portato avanti solo da persone, famiglie, scuole, gruppi, comunità maggiormente responsabili.
sabato 2 febbraio 2013
"500 Giorni - segreti e menzogne nelle Guerre al Terrore"
dalle pagine
https://en.wikipedia.org/wiki/Kurt_Eichenwald
http://www.nytimes.com/ref/business/EICHENWALD-BIO.html
http://www.amazon.com/500-Days-Secrets-Lies-Terror/dp/1451669399
Kurt Eichenwald, scrittore e giornalista investigativo americano del New York Times, vincitore di premi giornalistici e finalista nel 2000 al premio Pulitzer, nel libro-inchiesta 500 Days: Secrets and Lies in the Terror Wars (500 Giorni: segreti e menzogne nelle Guerre al Terrore) pubblicato nel 2012 mette a nudo le atroci decisioni e gli inganni avvenuti nella amministrazione Bush dei primi diciotto mesi all'indomani dell'11 settembre 2001.
"Le guerre in Afghanistan e Iraq, le intercettazioni non autorizzate, il trattamento dei detenuti, le tattiche della CIA, etc. risalgono a quei diciotto mesi" (dalla Introduzione).
Il libro racconta eventi e retroscena dall'Ufficio Ovale alla Casa Bianca al Numero 10 di Downing Street, da Guantanamo ai quartieri generali della CIA, dai campi di addestramento di al-Qaeda alle camere di tortura in Egitto e Siria. Eichenwald fa emergere un mondo di segreti e menzogne che erano rimaste nascoste troppo a lungo...
https://en.wikipedia.org/wiki/Kurt_Eichenwald
http://www.nytimes.com/ref/business/EICHENWALD-BIO.html
http://www.amazon.com/500-Days-Secrets-Lies-Terror/dp/1451669399
Kurt Eichenwald, scrittore e giornalista investigativo americano del New York Times, vincitore di premi giornalistici e finalista nel 2000 al premio Pulitzer, nel libro-inchiesta 500 Days: Secrets and Lies in the Terror Wars (500 Giorni: segreti e menzogne nelle Guerre al Terrore) pubblicato nel 2012 mette a nudo le atroci decisioni e gli inganni avvenuti nella amministrazione Bush dei primi diciotto mesi all'indomani dell'11 settembre 2001.
"Le guerre in Afghanistan e Iraq, le intercettazioni non autorizzate, il trattamento dei detenuti, le tattiche della CIA, etc. risalgono a quei diciotto mesi" (dalla Introduzione).
Il libro racconta eventi e retroscena dall'Ufficio Ovale alla Casa Bianca al Numero 10 di Downing Street, da Guantanamo ai quartieri generali della CIA, dai campi di addestramento di al-Qaeda alle camere di tortura in Egitto e Siria. Eichenwald fa emergere un mondo di segreti e menzogne che erano rimaste nascoste troppo a lungo...
martedì 29 gennaio 2013
Senza corruzione RIPARTE IL FUTURO
Al via la grande mobilitazione promossa da Libera e dal Gruppo Abele
PETIZIONE – firmiamo per ottenere trasparenza e impegno contro la corruzione
La corruzione è uno dei motivi principali per cui il futuro dell’Italia è bloccato nell’incertezza. Pochi paesi dell’Unione Europea vivono il problema in maniera così acuta (ci seguono solo Grecia e Bulgaria). Si tratta di un male profondo, fra le cause della disoccupazione, della crisi economica, dei disservizi del settore pubblico, degli sprechi e delle ineguaglianze sociali.
Il prossimo 24 e 25 febbraio verremo chiamati a eleggere i nostri rappresentanti in Parlamento. È il momento di chiedere che la trasparenza diventi una condizione e non una concessione, esercitando il nostro diritto di conoscere.
Per questo domandiamo adesso, a tutti i candidati, indipendentemente dal colore politico, di sottoscrivere 5 impegni stringenti contro la corruzione. Serviranno per potenziare la legge anticorruzione nei primi cento giorni di legislatura e per rendere trasparenti le candidature.
Con questa petizione chiediamo a tutti candidati di:
Più siamo a firmare questa petizione, più i candidati dovranno ascoltare le nostre richieste.
Firma adesso per un futuro senza corruzione.
www.riparteilfuturo.it
Il prossimo 24 e 25 febbraio verremo chiamati a eleggere i nostri rappresentanti in Parlamento. È il momento di chiedere che la trasparenza diventi una condizione e non una concessione, esercitando il nostro diritto di conoscere.
Per questo domandiamo adesso, a tutti i candidati, indipendentemente dal colore politico, di sottoscrivere 5 impegni stringenti contro la corruzione. Serviranno per potenziare la legge anticorruzione nei primi cento giorni di legislatura e per rendere trasparenti le candidature.
Con questa petizione chiediamo a tutti candidati di:
- Inserire nella propria campagna elettorale la promessa di continuare il rafforzamento della legge anticorruzione iniziato con la riforma del novembre 2012. Concretamente, chiediamo sia modificata la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (416 ter) entro i primi cento giorni di attività parlamentare, con l’aggiunta della voce “altra utilità”
- Pubblicare il proprio Curriculum Vitae con indicati tutti gli incarichi professionali ricoperti
- Dichiarare la propria situazione giudiziaria e quindi eventuali procedimenti penali e civili in corso e/o passati in giudicato
- Pubblicare la propria condizione patrimoniale e reddituale
- Dichiarare potenziali conflitti di interesse personali e mediati, ovvero riguardanti congiunti e familiari
Più siamo a firmare questa petizione, più i candidati dovranno ascoltare le nostre richieste.
Firma adesso per un futuro senza corruzione.
www.riparteilfuturo.it
lunedì 28 gennaio 2013
Primolunedìdelmese: La qualità della democrazia
4
Febbraio 2013 ore 20:30
presso
la Cooperativa Insieme, via B. Dalla Scola 253, Vicenza
La qualità della democrazia
Fine
della Seconda Repubblica, del bipolarismo, della distinzione fra
destra e sinistra?
Porcellum,
crisi della rappresentanza e della governabilità: "tecnica"
super partes?
Etica
e politica. Media, marketing e sondaggi …
ne
parliamo con
Marco
Almagisti
docente
di Scienza Politica all’Università di Padova
_____________________
Finestra
sul cortile di casa
Noi,
le elezioni e il dopo
martedì 22 gennaio 2013
Comunicato del vescovo presidente di Pax Christi, mons. Giovanni Giudici
Svuotare gli arsenali e votare per la pace
Convinti che la pace è un bene primario e supremo da invocare e per cui adoperarsi instancabilmente (Beati gli operatori di pace);
ricordando i 50anni dell’Enciclica Pacem in terris, che definisce la guerra ‘alienum est a ratione’ (cioè una follia);
in prossimità della scadenza elettorale, Pax Christi Italia, chiede a tutti gli elettori che si apprestano a dare il loro voto per il rinnovo del Parlamento, di includere tra le priorità su cui effettueranno la loro scelta:
Come cittadini e come credenti, chiediamo ai candidati un esplicito impegno anche su queste scelte che sentiamo qualificanti per un programma che abbia davvero a cuore il bene comune, cioè la vita di tutti e di ciascuno.
Firenze, 13 gennaio 2013
Il Presidente Nazionale di Pax Christi
Mons. Giovanni Giudici, vescovo di Pavia,
con il Consiglio Nazionale
Convinti che la pace è un bene primario e supremo da invocare e per cui adoperarsi instancabilmente (Beati gli operatori di pace);
ricordando i 50anni dell’Enciclica Pacem in terris, che definisce la guerra ‘alienum est a ratione’ (cioè una follia);
in prossimità della scadenza elettorale, Pax Christi Italia, chiede a tutti gli elettori che si apprestano a dare il loro voto per il rinnovo del Parlamento, di includere tra le priorità su cui effettueranno la loro scelta:
- un chiaro impegno per la pace, la nonviolenza e il ‘ripudio della guerra’, come dichiara l’art. 11 della nostra Costituzione
- la riduzione delle spese militari a partire dalla sospensione del progetto dei caccia F35, strumenti di morte che sottraggono ingenti risorse (quasi 15 miliardi di euro) ad altri bisogni vitali della gente. Le armi uccidono anche se non vengono usate!
- la cancellazione della “riforma dello strumento militare italiano” approvata lo scorso mese di dicembre
- uno stop alla corsa al riarmo, in forte aumento nell’Unione Europea, e un ‘no’ alla vendita di armi, aumentata del 18% nel 2012, e indirizzata specialmente a Paesi in guerra come quelli del Medio Oriente, nonostante la legge 185/90.
Come cittadini e come credenti, chiediamo ai candidati un esplicito impegno anche su queste scelte che sentiamo qualificanti per un programma che abbia davvero a cuore il bene comune, cioè la vita di tutti e di ciascuno.
Firenze, 13 gennaio 2013
Il Presidente Nazionale di Pax Christi
Mons. Giovanni Giudici, vescovo di Pavia,
con il Consiglio Nazionale
giovedì 27 dicembre 2012
lunedì 24 dicembre 2012
martedì 11 dicembre 2012
XLVI Giornata mondiale della Pace
Per la celebrazione della 46° Giornata Mondiale della Pace del
prossimo 1° gennaio 2013, Benedetto XVI ha scelto questo tema:
"Beati gli operatori di pace".
L’annuale Messaggio del Papa intende incoraggiare tutti a sentirsi responsabili riguardo alla costruzione della pace, sia nelle piccole scelte concrete e quotidiane che nelle grandi scelte.
Il 1° gennaio alle ore 15 a Vicenza, la "Commissione diocesana per la pastorale sociale del lavoro, giustizia e pace, cura del creato" assieme ad altre realtà propone Fatti di Pace, un cammino da piazza XX settembre (ponte degli Angeli) alla Chiesa Cattedrale ...
L’annuale Messaggio del Papa intende incoraggiare tutti a sentirsi responsabili riguardo alla costruzione della pace, sia nelle piccole scelte concrete e quotidiane che nelle grandi scelte.
Il 1° gennaio alle ore 15 a Vicenza, la "Commissione diocesana per la pastorale sociale del lavoro, giustizia e pace, cura del creato" assieme ad altre realtà propone Fatti di Pace, un cammino da piazza XX settembre (ponte degli Angeli) alla Chiesa Cattedrale ...
- pace "dentro" di noi: se non c'è, non possiamo aiutare a costruire la Pace "fuori" e "intorno" a noi
- giustizia e solidarietà: se non le viviamo in tutte le relazioni (personali, familiari, lavorative, fra popoli, con il creato ...), la Pace non può attecchire e crescere
- nonviolenza: in sua assenza, la "pace" di cui si parla è svilita, è ipocrisia, copre interessi nascosti ...
mercoledì 5 dicembre 2012
serata su: don LORENZO MILANI
VENERDI’ 7 DICEMBRE 2012 - ore 20:30 presso
la chiesa di Araceli, Vicenza, nell’ambito del
2° digiuno contro l’INAUGURAZIONE della base Dal Molin
L’OBBEDIENZA NON È PIÙ UNA VIRTÙ
Adattamento teatrale della LETTERA AI CAPPELLANI
MILITARI e della LETTERA AI GIUDICI di don Lorenzo Milani
a cura di Giancarlo Monticelli e Sergio Chillè
Regia di Maurizio Maravigna
Una riflessione serrata sulla guerra giusta per parlare dell’arte “sottile” della educazione alla responsabilità
perché chi si dice pacifista si faccia costruttore di pace.
1965. Con i suoi ragazzi della scuola di Barbiana (Firenze), don Milani replica con una lettera aperta ai cappellani militari toscani che in un comunicato ufficiale hanno definito “vili” gli obiettori di coscienza al servizio militare. A seguito di questa presa di posizione, don Milani viene denunciato per apologia di reato (a quel tempo l’obiezione di coscienza non era un diritto riconosciuto dalla legge). Non potendo essere presente al processo per motivi di salute (morirà qualche mese dopo), egli invia ai giudici una autodifesa in cui ribadisce le sue posizioni e pone con forza la questione fondamentale della educazione alla responsabilità.
“Avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani, per cui l’obbedienza non è ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni; che non credano di potersene far scudo né davanti agli uomini né davanti a Dio. Che bisogna che si sentano ognuno l’unico responsabile di tutto…“.
“Non posso dire ai miei ragazzi che l’unico modo di amare la legge è d’obbedirla. Quando le leggi non sono giuste, essi dovranno battersi perché siano cambiate. E la vera leva per cambiare la legge è influire con la parola e con l’esempio…”.
La durata della rappresentazione è di un’ora; al termine è possibile far
seguire un dibattito con gli autori e gli attori .
entrata ad offerta libera
per maggiori info: http://www.antersass.it/vergogna.htm
infoline 3405983558
giovedì 29 novembre 2012
SABATO 1 DICEMBRE 2012: IL SOCIALE E' DI TUTTI
sabato primo dicembre ore 14 - 17
manifestazione pubblica
p.zza Esedra Campo Marzo Vicenza
IL SOCIALE È UNA RISORSA,
UN BENE COMUNE CHE VA TUTELATO!
IL SOCIALE E' DI TUTTI!
info e contatti
www.insiemeblog.it
www.insiemesociale.it
PRISMA Soc. Coop. Sociale Consortile”
Tel. 0444 971791 – 971954 – Fax n° 0444 557642
IL SOCIALE E' DI TUTTI
Quello che sta accadendo nel nostro Paese chiede l'attenzione consapevole di tutti i cittadini.
E un impegno concreto per far fronte ad emergenze sempre più preoccupanti.
Le cooperative sociali vicentine del Consorzio Prisma lanciano un appello per un'ampia mobilitazione.
Bambini e ragazzi, giovani, anziani, non autosufficienti, disabili, persone con problemi di salute mentale o di dipendenze
Nel 2013 il finanziamento sarà di 200,8 milioni.
E' un dato che non ha bisogno di commenti e che denuncia da solo il degrado in atto!
Ai tagli alla sanità e alle riduzioni dei trasferimenti a Regioni ed Enti locali si aggiungono ora quelli
della Spending Review e della Legge di Stabilità. Tagli verticali sono in atto nell'ambito dei servizi
sociali e sanitari.
Gli effetti di queste scelte già si traducono in effetti devastanti, anche nel nostro territorio.
Sulle famiglie si è scaricato l'onere di compensare la diminuzione delle risorse: ma le famiglie non
reggono più e già da tempo gridano inascoltate la loro impotenza e disperazione.
Decenni di battaglie a tutela dei diritti delle persone deboli rischiano di essere spazzati via in pochi
mesi: tutto questo non è degno di un Paese civile! Non è più possibile tacere!
IL SOCIALE È UNA RISORSA, UN BENE COMUNE CHE VA TUTELATO! IL SOCIALE E' DI TUTTI!
Lo gridano a gran voce gli operatori delle cooperative sociali che si appellano a tutti i cittadini e a
tutte le associazioni della Provincia di Vicenza.
A loro chiediamo di venire in piazza e nelle strade della città, al fianco delle persone in difficoltà e dei
loro familiari. Con loro chiederemo con forza un rilancio delle politiche sociali che vanno considerate
come un motore di sviluppo per il nostro Paese in grado di generare lavoro, solidarietà, coesione e
sostegno alle fasce più deboli.
Le risorse per garantire queste risposte ci sono e per questo chiediamo agli amministratori e ad ogni
persona di fare delle scelte precise e responsabili.
manifestazione pubblica
p.zza Esedra Campo Marzo Vicenza
IL SOCIALE È UNA RISORSA,
UN BENE COMUNE CHE VA TUTELATO!
IL SOCIALE E' DI TUTTI!
info e contatti
www.insiemeblog.it
www.insiemesociale.it
PRISMA Soc. Coop. Sociale Consortile”
Tel. 0444 971791 – 971954 – Fax n° 0444 557642
IL SOCIALE E' DI TUTTI
Quello che sta accadendo nel nostro Paese chiede l'attenzione consapevole di tutti i cittadini.
E un impegno concreto per far fronte ad emergenze sempre più preoccupanti.
Le cooperative sociali vicentine del Consorzio Prisma lanciano un appello per un'ampia mobilitazione.
Bambini e ragazzi, giovani, anziani, non autosufficienti, disabili, persone con problemi di salute mentale o di dipendenze
sono stati colpiti dalla drammatica compressione della protezione e dei servizi sociali.
Nel 2008 in Italia lo stanziamento per i Fondi sociali era di 2.526,7 milioni.
Nel 2013 il finanziamento sarà di 200,8 milioni.
E' un dato che non ha bisogno di commenti e che denuncia da solo il degrado in atto!
Ai tagli alla sanità e alle riduzioni dei trasferimenti a Regioni ed Enti locali si aggiungono ora quelli
della Spending Review e della Legge di Stabilità. Tagli verticali sono in atto nell'ambito dei servizi
sociali e sanitari.
Gli effetti di queste scelte già si traducono in effetti devastanti, anche nel nostro territorio.
Sulle famiglie si è scaricato l'onere di compensare la diminuzione delle risorse: ma le famiglie non
reggono più e già da tempo gridano inascoltate la loro impotenza e disperazione.
Decenni di battaglie a tutela dei diritti delle persone deboli rischiano di essere spazzati via in pochi
mesi: tutto questo non è degno di un Paese civile! Non è più possibile tacere!
IL SOCIALE È UNA RISORSA, UN BENE COMUNE CHE VA TUTELATO! IL SOCIALE E' DI TUTTI!
Lo gridano a gran voce gli operatori delle cooperative sociali che si appellano a tutti i cittadini e a
tutte le associazioni della Provincia di Vicenza.
A loro chiediamo di venire in piazza e nelle strade della città, al fianco delle persone in difficoltà e dei
loro familiari. Con loro chiederemo con forza un rilancio delle politiche sociali che vanno considerate
come un motore di sviluppo per il nostro Paese in grado di generare lavoro, solidarietà, coesione e
sostegno alle fasce più deboli.
Le risorse per garantire queste risposte ci sono e per questo chiediamo agli amministratori e ad ogni
persona di fare delle scelte precise e responsabili.
Oltre al rigore e alla crescita.... a questo Paese serve L'EQUITA'!!!!.
TU DA CHE PARTE STAI?
Vieni a dirlo con noi a Vicenza, in Piazza Esedra (Campo Marzo) alla manifestazione pubblica di
SABATO 1 DICEMBRE 2012
dalle 14.00 alle 17.00
TU DA CHE PARTE STAI?
Vieni a dirlo con noi a Vicenza, in Piazza Esedra (Campo Marzo) alla manifestazione pubblica di
SABATO 1 DICEMBRE 2012
dalle 14.00 alle 17.00
giovedì 22 novembre 2012
GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
25 NOVEMBRE: GIORNATA
INTERNAZIONALE
CONTRO LA
VIOLENZA SULLE DONNE
A Vicenza manifesteremo il nostro
NO alla violenza sulle donne con un Presidio:
sabato 24 novembre 2012
dalle ore 18 alle ore 19
in Piazza delle Poste a Vicenza
L’Italia rincorre primati: quasi una donna ogni due giorni, dall’inizio
di questo 2012, è morta per mano di uomo. I nomi, l’età, le città cambiano, le
storie invece si ripetono: sono gli uomini più vicini alle donne a ucciderle.
Le notizie li segnalano come omicidi passionali, storie di raptus, amori sbagliati, gelosia. La cronaca li riduce a trafiletti marginali e il linguaggio le uccide due volte cancellando, con le parole, la responsabilità.
Invitiamo tutte e tutti i vicentini a partecipare.
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