venerdì 31 maggio 2013

Scampia a Vicenza


LIBERI DI
Esperienze di lavoro fra Scampia e Vicenza

MARTEDI 4 GIUGNO
Ore 20.30 Scampia si racconta, a cura di Antonio Caferra, Centro Hurtado.

mostre, incontri, laboratori
a Palazzo Bissari
Corso Palladio, 36
Vicenza






Progettazione e coordinamento Agata Keran, gruppo Hinné.
Grazie a:
Festival Biblico, Eugenio Motterle con Palazzo Bissari, Caritas Diocesana Vicentina, Archivio Turio Böhm, Giorgio Pavin, Michele Rutigliano, gruppo Hinné, Associazione culturale Casa Lorca, Manaly Standeventi, Tubettificio Favretto, tutti i volontari per il tempo condiviso e le idee donate.

Info e contatti: tel. 3737394088 – liberidi.festivalbiblico@gmail.com – facebook.com/LiberiDiPalazzoBissari
 

mercoledì 29 maggio 2013

primolunedidelmese - 3 giugno ore 20:30

presso Cooperativa Insieme, via B. Dalla Scola 253, Vicenza

Territorio e partecipazione: come progettare la città
Società, politica, piano. Ascoltare e decidere, insieme

Iolanda Romano 
esperta di processi partecipativi, fondatrice e presidente di Avventura Urbana, autrice di Come fare, cosa fare. Decidere insieme per praticare davvero la democrazia (Dati Editore, 2012)
Domenico Patassini
urbanista, già preside della Facoltà di Pianificazione del Territorio, Università IUAV di Venezia, esperto di valutazione dei progetti, analisi del territorio, progetti di bonifica ambientale, pianificazione urbana e territoriale applicata ai Paesi in via di Sviluppo; autore di numerosi saggi


Finestra sul cortile di casa 
Ridurre il consumo di suolo e ristrutturare l'esistente, anziché costruire ex novo, sono ormai un imperativo per la vita delle nostre città e per la nostra salute

domenica 19 maggio 2013

Lo Spirito Santo

«Senza lo Spirito Santo, Dio è lontano, Cristo resta nel passato, il Vangelo è lettera morta, la Chiesa una semplice organizzazione, l'autorità un dominio, la missione una propaganda, il culto una rievocazione e l'agire cristiano un moralismo. 
Con Lui invece: il cosmo si solleva e geme ma nelle doglie del parto, il Cristo risuscitato è presente, il Vangelo è potenza di vita, la Chiesa significa comunione trinitaria, l'autorità è servizio liberatore, la missione è Pentecoste, la liturgia è memoriale e profezia, l'agire umano è deificato». 

Metropolita Ignazio IV Hazim (1921-2012) 
Patriarca greco-ortodosso di Antiochia

sabato 27 aprile 2013

primolunedidelmese

6 maggio 2013 - ore 20:30
primolunedidelmese n. 118 - Percorsi di Pace, Polis e Partecipazione

Veneto:
il fu gigante economico,
rimasto nano politico...
Scenari e prospettive


Un territorio devastato da uno sviluppo caotico,
oggi provato dalla crisi sociale e squassato dalla recessione.
Una classe imprenditoriale e un ceto politico regionali
incapaci di contare davvero a livello nazionale.
L'urgenza delle cose, la necessità di una svolta.


Renzo Mazzaro
giornalista, autore de I padroni del Veneto (Laterza 2012)


presso Cooperativa Insieme, via B. Dalla Scola 253, Vicenza
- Parcheggio adiacente. Si raccomanda puntualità ! -

lunedì 22 aprile 2013

4 maggio a Vicenza: Lettera aperta ai Cittadini

programma delle attività proposte il 4 maggio: pdf 

lettera firmata anche da Beati i Costruttori di Pace e Cristiani per la Pace

 
Anche se “ l’open day” del 4 maggio è stato annullato, noi cittadine e cittadini di Vicenza, che nel corso di questi anni abbiamo manifestato la nostra OPPOSIZIONE alla costruzione di una nuova base di guerra, continuiamo a dire il nostro NO alla base partecipando oggi, con le bandiere della pace listate a lutto, alla celebrazione del 25 aprile, per denunciare come a Vicenza e in altre regioni d’Italia, gli statunitensi, che nel 25 aprile del 1945 sono entrati nelle nostre città a fianco dei partigiani e degli alleati, siano progressivamente diventati degli occupanti e come parti significative del territorio della Repubblica vengano sottratte alla sovranità della cittadinanza e acquisite come fossero delle colonie.
Continueremo
 a denunciare ogni forma di complicità con le guerre in corso, a manifestare contro ogni tipo di militarizzazione del territorio, a lottare per una città libera dalle basi di guerra, per l’affermazione di una città di pace.
Vogliamo continuare a denunciare 
con forza che la costruzione della base statunitense ha sottratto a Vicenza l’ultimo spazio verde, senza che siano state rispettate le direttive europee sui referendum e senza che sia stata attuata la valutazione di impatto ambientale obbligatoria per attuare progetti così invasivi: 700.000 metri quadrati con un edificato pari a 800.000 metri cubi di cemento che ha prodotto una gravissima lesione all’equilibrio idrogeologico della zona.
Vogliamo dire ai militari americani 
di esaminare la documentazione relativa all’occlusione e alla distruzione del sistema di drenaggio che dal 1929 permetteva il deflusso delle acque piovane dell’area del Dal Molin e dei territori circostanti; di osservare come, a seguito dei lavori per la costruzione della nuova base militare si siano formati degli acquitrini all’interno
dell’area adiacente alla base, divenuta ora un “parco acquatico”; di consultare le famiglie dei residenti che ad ogni temporale devono attivare le pompe per evitare allagamenti di abitazioni che non avevano avuto mai problemi prima che si aprissero i cantieri.
Vogliamo ribadire 
che non sono state fornite spiegazioni ai quesiti che a seguito di queste criticità sono stati posti da più parti, comprese le istituzioni.
Vogliamo smascherare
 il regime di servitù militare, un vero e proprio regime di occupazione del territorio e una limitazione della cittadinanza, tanto più offensiva quanto più si pretende che venga considerato una risorsa e un’opportunità.

Vicenza, 25 aprile 2013

Beati i costruttori di Pace, Coordinamento dei Comitati, Cristiani per la Pace, Donne in rete per la Pace, Gruppo Emergency di Vicenza, Famiglie per la Pace, Femminile plurale, Gruppo donne del Presidio “No Dal Molin”, MIR/IFOR Movimento Internazionale della Riconciliazione, Movimento Nonviolento, Presidio Permanente “No Dal Molin”, Sinistra Ecologia e libertà, USB, Vicenza Libera “No Dal Molin”, Forum per la Pace di Monticello Conte Otto

venerdì 5 aprile 2013

primolunedidelmese

8 aprile ore 20:30

primolunedidelmese
Acqua bene comune
e gestione pubblica


A. Guzzo pres. Acque Vic.ne Spa
F. Canova Coord. Acqua Bene Comune Vicenza

Finestra sul cortile di casa
Parco per la pace o "acquatico"?
L. Altissimo C.tro Idrico Novoledo
A. Dalla Pozza Ass. Comune di Vic.c/o Cooperativa Insieme
via B. Dalla Scola 253, Vicenza

sabato 30 marzo 2013


Custodiamo Cristo nella nostra vita per custodire gli altri, per custodire il creato!

La vocazione del custodire, però, non riguarda solamente noi cristiani, ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana, riguarda tutti…
è l’avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo.

E’ il custodire la gente, l’aver cura di tutti, di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore… 
Custodire il creato, ogni uomo ed ogni donna, con uno sguardo di tenerezza e amore, è aprire l’orizzonte della speranza, è aprire uno squarcio di luce in mezzo a tante nubi, è portare il calore della speranza!”

Dall’omelia di inizio ministero di Papa Francesco
19 marzo 2013

giovedì 28 marzo 2013

Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/03/28/con_la_lavanda_dei_piedi_ges%C3%B9_ci_invita_a_lavarci_i_piedi_gli_un/it1-677858 del sito Radio Vaticana

Con la lavanda dei piedi Gesù ci invita a lavarci i piedi gli uni agli altri. Così il Papa nella Messa in Coena Domini nel carcere minorile


La lavanda dei piedi è “una carezza che fa Gesù” per invitarci a lavarci i piedi gli uni agli altri. E’ questa l’esortazione che Papa Francesco rivolge nella sua prima Messa in Coena Domini da Pontefice, celebrata nel pomeriggio all’interno del Carcere minorile romano di Casal del Marmo. Vi hanno preso parte circa 120 persone, fra le quali 50 giovani detenuti, ragazzi e ragazze. Durante la celebrazione che dà inizio al Triduo Pasquale, il Papa ha lavato i piedi a 12 di loro, di nazionalità e confessioni diverse. Al termine della Messa, la Reposizione del Santissimo Sacramento. Il servizio di Debora Donnini: RealAudioMP3
Se io, il Signore, ho lavato i piedi a voi anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni agli altri. Nella breve omelia pronunciata a braccio, Papa Francesco si rivolge ai giovani detenuti di Casal del Marmo con parole toccanti, che vanno dritte al cuore, partendo dall’immagine di Gesù che lava i piedi ai suoi discepoli. “Questo è commovente”, afferma Papa Francesco. Pietro non capiva, rifiutava, come si evince dal Vangelo proclamato, ma Gesù glielo ha spiegato:

“Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come ho fatto io”.
E dunque l’invito di papa Francesco è a seguire “l’esempio del Signore”: lui, Dio, che “è più importante” lava i piedi:

“perché fra noi quello che è il più alto, deve essere al servizio degli altri”.


continua ...

venerdì 22 marzo 2013

Giornata mondiale dell’acqua

22 marzo


Acqua, bene comune. “Un grande dono di Dio che deve essere messo a disposizione della gente” ha detto padre Alex Zanotelli, che continua a battersi contro la privatizzazione dell’acqua. Le indicazioni del referendum per l’acqua pubblica fino ad oggi non sono state rispettate e in Italia sono circa due milioni le persone che non hanno accesso all’acqua potabile. Un bene essenziale, e non una merce, per la vita delle popolazioni. Basta pensare che in Africa l’88% dei decessi e’ legato alla mancanza di servizi igienici e acqua pulita.

da http://altrevoci.blog.rainews24.it/2013/03/22/giornata-mondiale-dellacqua/

giovedì 21 marzo 2013

Non i segni del potere ma il potere dei segni per una Chiesa del grembiule

Ecco come si è presentato il vescovo di Roma: papa Francesco.

Che segni di speranza posti dal nuovo vescovo di Roma, papa Francesco, all'inizio della sua missione come pastore della Chiesa cattolica!
Non ha voluto indossare da subito la mantellina di rosso porpora che è un segno del potere monarchico, ma solamente l'abito bianco con le sue scarpe nere e non quelle rosse da pontefice. Si è rivolto subito alla gente con il saluto popolare “buona sera”, come pure alla fine del discorso “buona notte e buon riposo”. Si è inchinato di fronte alla gente chiedendo di invocare la benedizione di Dio su di lui come vescovo di Roma, invitando al silenzio. Ha fatto pregare la folla con le preghiere semplici dei fedeli. Ha usato un linguaggio pastorale riportando il pontificato al suo alveo pastorale: vescovo di Roma che è la chiesa che presiede la comunione tra le chiese. Ha dato così un'apertura ecumenica perché non ha mai usato il nome di papa, sottolineando il cammino da farsi insieme come vescovo e popolo, recuperando la categoria tanto cara al Concilio Vaticano II “il popolo di Dio”. Riferendosi al conclave e ai cardinali non ha usato il termine “signori” ma “fratelli cardinali”. Per tornare a Santa Marta, la sera dell’elezione, non ha voluto usare l'auto blu del vaticano ma ha preferito accomodarsi nell’autobus dei cardinali.
Quanti altri nuovi gesti nei giorni successivi! Il giorno dopo è andato a pregare ai piedi di Maria, la madre del Signore, e a prendersi le valige, lasciate nella casa del clero dove aveva alloggiato prima di entrare nel conclave, chiedendo di pagare il conto. A pranzo, nella casa di S. Marta, dove risiedono ancora tutti i cardinali, si sedeva dove trovava posto nei tavoli tra i fratelli cardinali. Dalla finestra dell'appartamento, durante il primo Angelus, ha augurato buon pranzo.

Sono tutte scelte che dicono un nuovo stile di essere papa sulla base della semplicità, povertà ed essenzialità della vita, così come lo richiede il Vangelo.
Questi piccoli ma grandi gesti hanno toccato profondamente la gente, in maniera tale che tutti ne parlano con stupore, cogliendone la portata di novità e di cambiamento sulla scia del grande poverello di Assisi. Ecco, perché ha scelto il nome di Francesco, come lui ci ha comunicato con l'impegno di non dimenticarsi dei poveri.
Ci troviamo di fronte alla forza enorme che hanno i segni di semplicità, di bontà, di povertà e di tenerezza. Infatti, è impressionante sentire quanta gente è rimasta toccata da questi gesti, suscitando tanta speranza. I mass media li raccontano ed evidenziano in maniera sorprendente.

Siamo di fronte alla realtà che aveva profetizzato il grande vescovo Tonino Bello quando affermava che la Chiesa deve far proprio il potere dei segni e non adottare i segni del potere: “Ecco perché non dobbiamo più avere i segni del potere ma il potere dei segni! Non per smania di originalità, ma solo e soltanto per esigenza evangelica!”.

Questi segni nuovi del nuovo vescovo di Roma, papa Francesco, rivelano, senza dubbio, che siamo di fronte a dei segni dei tempi che la nostra Chiesa deve interpretare e mettere in atto come Nuovi Stili di Chiesa, potendo così realizzare il sogno di Tonino Bello: la Chiesa del grembiule e non più la Chiesa del potere.

Tramonte (Padova), 17 marzo 2012


Adriano Sella
(missionario e discepolo di Gesù cristo)