domenica 6 dicembre 2015

Perché gettare benzina sul fuoco?

dalla pagina https://www.change.org/p/la-pace-ha-bisogno-di-te-sostieni-la-campagna-per-l-uscita-dell-italia-dalla-nato-per-un-italia-neutrale/u/14488842?tk=WkkP-OV5dqDhByYmZI327toUNMLfw_7KLwWQ_TOBjzo&utm_source=petition_update

L'espansione NATO trascina l'Europa alla guerra 

La decisione del Consiglio Nord Atlantico di invitare il Montenegro a iniziare i colloqui di accesso per divenire il 29° membro dell'Alleanza, getta benzina su una situazione già incandescente. Tale decisione conferma che la strategia USA / NATO mira all'accerchiamento della Russia. 


Il Montenegro, l'ultimo degli Stati nati dallo smantellamento della Federazione Jugoslava con la guerra NATO del 1999, ha, nonostante le sue piccole dimensioni, un importante ruolo geostrategico nel Balcani. Possiede porti utilizzabili a scopo militare nel Mediterraneo e grandi bunker sotterranei che, ammodernati, permettono alla Nato di stoccare enormi quantità di munizioni, comprese armi nucleari.

Il Montenegro è anche candidato a entrare nell'Unione Europea, dove già 22 dei 28 membri appartengono alla NATO sotto comando USA. Nonostante che perfino l'Europol (l'Ufficio di polizia della UE) abbia messo sotto inchiesta il governo di Milo Djukanovic, perché il Montenegro è divenuto il crocevia del traffico di droga dall'Afghanistan all'Europa e il più importante centro di riciclaggio di denaro sporco.


continua

giovedì 3 dicembre 2015

Movimento Gocce di Giustizia: 20 anni di impegno per una cultura di giustizia

presso i Missionari Saveriani, viale Trento 119, Vicenza

L'evento del 5 Dicembre per celebrare i 20 anni di impegno del Movimento Gocce di Giustizia inizia alle ore 15:00 con la proposta dei seguenti laboratori animati da varie associazioni:

1. Movimento Gocce di Giustizia: la boicottega per educare al consumo critico, dove si può fare un test per capire il proprio profilo di consumatori;
2. Commissione Nuovi Stili di Vita della diocesi di Padova: i semi dimenticati per conoscere la biodiversità di madre terra e come valorizzare i semi dimenticati;
3. Cooperativa Maninpasta: autoproduzione del pane;
4. Movimento della decrescita felice (gruppo Padova): autoproduzione del sapone;
5. Gruppo Metodo giovani: azioni interattive sulla problematica giovanile e sull'economia di giustizia.
6. Associazione Via Firenze 21: ciclo del forno (simbolismo spirituale del forno)
7. Rete Nulla avviene per caso : come costruire un rete a servizio del sociale.

L'evento continua con il convegno alle ore 17:00 e termina con il concerto serale.
Programma:

15.00 – 17.00: apertura di laboratori interattivi con le associazioni presenti

17.00-19.00: convegno
presentazione dei 20 anni di impegno (Adriano Sella: il promotore del movimento)
relazione di Maurizio Pallante (fondatore del movimento della decrescita felice)
testimonianze

19.30: buffet con prodotti bio, a km0, equo e solidali

20.30- 22.30: concerto di giustizia con i gruppi musicali Voci Contro e IreblA, e con la presenza del cantautore Davide Peron

Movimento Gocce di Giustizia: http://www.goccedigiustizia.it/
Pagina Facebook: http://www.facebook.com/goccedigiustiziavi/

mercoledì 2 dicembre 2015

L’Africa all'Europa: smettete di sfruttarci e si fermerà l’emigrazione


di Letizia Pascale 

Al vertice di Valletta i Paesi africani fanno presente che se le risorse naturali venissero pagate al giusto prezzo e le multinazionali straniere non evadessero il fisco, non ci sarebbe più bisogno di aiuti allo sviluppo.

continua 

leggi anche 
  • Terrorismo, tutte le responsabilità dell’Occidente
    [di Jeffrey D. Sachs] I recenti attacchi terroristici sono la conseguenza delle ripetute azioni militari americane ed europee adottate in Medio Oriente, Africa e Asia per sovvertire i governi in carica ed installare regimi conformi agli interessi occidentali.
  • Come la NATO sostiene l’ISIS
    [di Nafeez Ahmed] I leader occidentali hanno promesso di «distruggere» l’ISIS. Ma allora perché continuano ad ignorare il sostegno militare e finanziario offerto al gruppo terroristico da vari regimi alleati dell’Occidente, e perfino dalla stessa NATO?

martedì 1 dicembre 2015

L'invasione da parte degli USA e l'occupazione dell'Iraq ha favorito la nascita di Daesh (lo Stato Islamico)

dalla pagina http://www.presstv.ir/Detail/2015/12/01/439897/US-invasion-of-Iraq-Saddam-Hussein-ISIL-Daesh-Michael-Flynn

Così ha dichiarato un ex comandante statunitense. 
Michael Flynn, ex-comandante delle forze speciali in Afghanistan e Iraq, ha detto che se non ci fosse stata la guerra all'Iraq da parte degli USA, Daesh oggi non esisterebbe. 
"Siamo stati troppo stupidi", ha detto Flynn al quotidiano tedesco Der Spiegel durante una intervista pubblicata Domenica scorsa.
"Fu un errore enorme" ha detto il generale, che fu l'ufficiale statunitense di massimo rango dello spionanggio militare. "Per quanto fosse brutale Saddam Hussein, fu un errore eliminarlo". 
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errore suo? calcolo da parte di "altri"?

lunedì 30 novembre 2015

Iniziative per il Giubileo della Misericordia

Il Centro Culturale San Paolo e Presenza Donna organizzano due serie di eventi per accompagnare i primi mesi del Giubileo della Misericordia ormai alle porte.

Tre incontri di approfondimento...
Una prima serie di incontri, dal titolo Fate squillare lo shofar per tutto il paese… (Lv 25,9) si propone di condividere il tema della Misericordia attraverso tre serate di approfondimento e preghiera, che si terranno alle 20.45 presso la sede del Centro Culturale San Paolo (viale Ferrarin, 20 - Vicenza), con ingresso libero.
Il primo appuntamento avrà come linea guida il tema “Di Dio e degli uomini. Una rivoluzione chiamata misericordia”, e si terrà martedì 1 dicembre 2015. L’evento proporrà una conversazione tra la scrittrice Mariapia Veladiano e il teologo don Dario Vivian
Il secondo appuntamento si terrà mercoledì 20 gennaio 2016 in occasione della settimana dell’unità dei cristiani per “Celebrare la Misericordia”. In questa occasione verranno proposti una riflessione e un momento di preghiera insieme a fratel MichaelDavide Semeraro
A chiudere il ciclo di eventi, venerdì 12 febbraio 2016 la teologa Stella Morra presenterà il suo ultimo libro: “Dio non si stanca. La misericordia come forma ecclesiale”. La presentazione sarà accompagnata da un dialogo tra l’autrice e don Dario Vivian.

... Due cene bibliche
La seconda serie di incontri, dal titolo Pace con la Terra, si propone di celebrare il Giubileo attraverso due cene bibliche, sempre nella sede del Centro Culturale san Paolo
La prima cena, martedì 8 dicembre 2015, alle ore 19.45, sarà l’occasione per celebrare insieme la solennità dell’Immacolata e l’apertura dell’Anno Santo. Avrà come tema “Nutrìti da madre terra, assaporiamo il profumo delle cose”. 
La seconda cena biblica si terrà venerdì 8 aprile 2016, alle ore 19.45, a partire dal titolo “Condividere il cibo per gustare la fraternità”. L’iscrizione alle cene è obbligatoria, per effettuarla rivolgersi al Centro Cultura San Paolo (0444-937499 / centroculturale.vicenza2@stpauls.it). È richiesta una donazione a sostegno degli enti organizzatori.

In allegato, con gentile richiesta di diffusione, le locandine degli eventi.

Associazione Presenza Donna
Centro Documentazione e Studi

pdf Incontri di approfondimento sul tema della Misericordia
pdf Cene bibliche "Pace con la Terra" 

sabato 28 novembre 2015

Marcia globale per il clima

Verso la Conferenza Parigi 2015 sul clima (COP21)

dalla pagina https://secure.avaaz.org/it/event/globalclimatemarch/Marcia_globale_per_il_clima_178

29 novembre 2015 ore 10
Marostica, via Stazione 12

Che cosa succederà all'evento?

  • alle 10.00 ritrovo presso un gazebo accanto al Castello Inferiore,  appena fuori Porta Stazione  per raccogliere i materiali necessari e organizzare
  • per le 10.30 circa un flash mob (porteremo per le strade e la piazza  delle grandi foto di eventi provocati dal cambiamento climatico, accompagnandole con la lettura di brevi testi),
  • alle 11.00 - 11.30  foto di gruppo dei partecipanti di fronte al lato sud del Castello.
  • fino alle 13.00, al gazebo, interviste, scambio di materiale informativo con le persone interessate a questo problema e raccolta di firme di adesione all'appello della Coalizione Italiana Clima
Questo evento fa parte della Marcia Globale per il Clima. Il prossimo 30 novembre, leader politici da tutto il mondo si incontreranno a Parigi per iniziare i negoziati per il prossimo accordo sul clima. Per questo, il giorno prima, in tutto il mondo scenderemo nelle piazze e nelle strade per chiedere a ognuno dei nostri leader di impegnarsi a raggiungere il 100% di energie pulite. Insieme, possiamo spingere il mondo verso un accordo per il clima che rinunci all'energia inquinante e garantisca energie pulite per tutti. Scriviamo insieme un pezzo di storia: conferma qui sotto la tua partecipazione a questo evento della Marcia Globale per il Clima!

mercoledì 25 novembre 2015

Giornata contro la violenza sulle donne

dalla pagina http://www.repubblica.it/cronaca/2015/11/25/news/oggi_la_giornata_mondiale_contro_la_violenza_sulle_donne-128108203/

In Italia una donna su tre ha subito violenza, fisica o psicologica, ma i centri di assistenza sono senza fondi. 
Boldrini: "La battaglia non è vinta". 
Mattarella: "La scuola sia in prima fila". 
Il Papa ha incontrato alcune vittime di abusi prima di partire per l'Africa.  
Continua


dalla pagina https://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_internazionale_per_l%27eliminazione_della_violenza_contro_le_donne

La Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne è una ricorrenza istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999. Ha designato il 25 novembre come data della ricorrenza e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l'opinione pubblica in quel giorno. Continua

giovedì 19 novembre 2015

Francia: almeno smettiamola con le chiacchiere



15/11/2015  Da anni, ormai, si sa che cosa bisogna fare per fermare l'Isis e i suoi complici. Ma non abbiamo fatto nulla, e sono arrivate, oltre alle stragi in Siria e Iraq, anche quelle dell'aereo russo, del mercato di Beirut e di Parigi. La nostra specialità: pontificare sui giornali.

    E’ inevitabile, ma non per questo meno insopportabile, che dopo tragedie come quella di Parigi si sollevi una nuvola di facili sentenze destinate, in genere, a essere smentite dopo pochi giorni, se non ore, e utili soprattutto a confondere le idee ai lettori. E’ la nebbia di cui approfittano i politicanti da quattro soldi, i loro fiancheggiatori nei giornali, gli sciocchi che intasano i social network. Con i corpi dei morti ancora caldi, tutti sanno già tutto: anche se gli stessi inquirenti francesi ancora non si pronunciano, visto che l’unico dei terroristi finora identificato, Omar Ismail Mostefai, 29 anni, francese, è stato “riconosciuto” dall’impronta presa da un dito, l’unica parte del corpo rimasta intatta dopo l’esplosione della cintura da kamikaze che indossava.
Un biglietto di cordoglio sul luogo della strage, a Parigi (Reuters).

    Ancor meno sopportabile è il balbettamento ideologico sui colpevoli, i provvedimenti da prendere, il dovere di reagire. Non a caso risuscitano in queste ore le pagliacciate ideologiche della Fallaci, grande sostenitrice (come tutti quelli che ora la recuperano) delle guerre di George W. Bush, ormai riconosciute anche dagli americani per quello che in realtà furono: un cumulo di menzogne e di inefficienze che servì da innesco a molti degli attuali orrori del Medio Oriente.
     Mentre gli intellettuali balbettano sui giornali e in Tv, la realtà fa il suo corso. Dell’Isis e delle sue efferatezze sappiamo tutto da anni, non c’è nulla da scoprire. E’ un movimento terroristico che ha sfruttato le repressioni del dittatore siriano Bashar al Assad per presentarsi sulla scena: armato, finanziato e organizzato dalle monarchie del Golfo (prima fra tutte l’Arabia Saudita) con la compiacenza degli Stati Uniti e la colpevole indifferenza dell’Europa.
     Quando l’Isis si è allargato troppo, i suoi mallevadori l’hanno richiamato all’ordine e hanno organizzato la coalizione americo-saudita che, con i bombardamenti, gli ha messo dei paletti: non più in là di tanto in Iraq, mano libera in Siria per far cadere Assad. Il tutto mentre da ogni parte, in Medio Oriente, si levava la richiesta di combatterlo seriamente, di eliminarlo, anche mandando truppe sul terreno. Innumerevoli in questo senso gli appelli dei vescovi e dei patriarchi cristiani, ormai chiamati a confrontarsi con la possibile estinzione delle loro comunità.
    Abbiamo fatto qualcosa di tutto questo? No. La Nato, ovvero l’alleanza militare che rappresenta l’Occidente, si è mossa? Sì, ma al contrario. Ha assistito senza fiatare alle complicità con l’Isis della Turchia di Erdogan, ma si è indignata quando la Russia è intervenuta a bombardare i ribelli islamisti di Al Nusra e delle altre formazioni.
     Nel frattempo l’Isis, grazie a Putin finalmente in difficoltà sul terreno, ha esportato il suo terrore. Ha abbattuto sul Sinai un aereo di turisti russi (224 morti, molti più di quelli di Parigi) ma a noi (che adesso diciamo che quelli di Parigi sono attacchi “conto l’umanità”) è importato poco. Ha rivendicato una strage in un mercato di Beirut, in Libano, e ce n’è importato ancor meno. E poi si è rivolto contro la Francia.
     Abbiamo fatto qualcosa? No. Abbiamo provato a tagliare qualche canale tra l’Isis e i suoi padrini? No. Abbiamo provato a svuotare il Medio Oriente di un po’ di armi? No, al contrario l’abbiamo riempito, con l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti ai primi posti nell’importazione di armi, vendute (a loro e ad altri) dai cinque Paei che siedono nel Consiglio di Sicurezza (sicurezza?) dell’Onu: Usa, Francia, Gran Bretagna, Cina e Russia.
    Solo l’altro giorno, il nostro premier Renzi (che come tutti ora parla di attacco all’umanità) era in Arabia Saudita a celebrare gli appalti raccolti presso il regime islamico più integralista, più legato all’Isis e più dedito al sostegno di tutte le forme di estremismo islamico del mondo. E nessuno, degli odierni balbettatori, ha speso una parola per ricordare (a Renzi come a tutti gli altri) che il denaro, a dispetto dei proverbi, qualche volta puzza.
    Perché la verità è questa: se vogliamo eliminare l’Isis, sappiamo benissimo quello che bisogna fare e a chi bisogna rivolgersi. Facciamoci piuttosto la domanda: vogliamo davvero eliminare l’Isis? E’ la nostra priorità? Poi guardiamoci intorno e diamoci una risposta. Ma che sia sincera, per favore. Di chiacchiere e bugie non se ne può più.    
 

mercoledì 18 novembre 2015

Il male che anche noi nutriamo

da Avvenire, Martedì 17 novembre 2015
di Luigino Bruni

"Basta armare la guerra!"

[...]
L'Italia assieme alla Francia è tra i maggiori esportatori di armi da guerra nelle regioni arabe, nonostante ci sia nel nostro Paese una legge del 1990 che vieta la vendita di armi a Paesi in guerra. I politici che piangono, magari sinceramente, e dichiarano lotta senza quartiere al terrorismo, sono gli stessi che non fanno nulla per ridurre l'export di armi, e che difendono queste industrie nazionali che muovono grosse quote di Pil e centinaia di di migliaia di posti di lavoro.
[...]
Non si può nutrire il male che si vuole combattere. Noi lo stiamo facendo e da molti anni.
[...] 

ad esempio, vedi Report di Domenica 15 novembre 2015
http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2015-11-15&ch=3&v=591092&vd=2015-11-15&vc=3#day=2015-11-15&ch=3&v=591092&vd=2015-11-15&vc=3

vedi anche http://socialevicenza.blogspot.it/2015/11/quella-zona-grigia-che-minaccia-la-pace.html

lunedì 16 novembre 2015

“Chi ci guadagna con queste guerre?”

dalla pagina http://formiche.net/gallerie/gino-strada-monsignor-galantino-della-guerra-contro-isis-le-foto/ 

“Faccio una domanda: quale guerra è stata finita e conclusa grazie a un’altra guerra? Questa domanda dobbiamo farcela. Quale guerra ha risolto i problemi? Questo Papa (Papa Francesco, ndr), ma non è stato l’unico, si è chiesto “Chi ci guadagna con queste guerre?”.
Monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, ha espresso – dopo Gino Strada, che era in collegamento – tutte le sue perplessità su una possibile guerra contro Isis, contro gli jihadisti che negli scorsi giorni hanno attaccato la città di Parigi uccidendo 129 persone. Si è chiesto, ospitato nello studio di In mezz’ora, la trasmissione condotta da Lucia Annunziata su Rai3, a chi possa giovare la prosecuzione del conflitto: “Mi piacerebbe che quelli che stanno adesso al g20 si guardassero in faccia e si dicessero: ‘Chi di noi ha venduto le armi a questi qua? Chi le ha vendute? Chi ci ha guadagnato con queste armi?’. Queste sono domande alle quali si deve rispondere. Papa Francesco ha detto che l’unico modo per vincere la guerra è non farla”.

da In 1/2 ora del 15 novembre 2015 http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2015-11-15&ch=3&v=591082&vd=2015-11-15&vc=3#day=2015-11-15&ch=3&v=591082&vd=2015-11-15&vc=3 

Gino Strada:  "Vorrei ricordare che abbiamo una Costituzione, l'articolo 11. Vorrei ricordare che esiste uno Statuto dell'ONU... Che non è che un Presidente può alzarsi una mattina e dire Io vado in guerra... Mi sembra che ci stiamo dimenticando un po' del passato. Questa guerra [...] è incominciata poco dopo l'11 settembre... Ci è stato detto che era iniziata la guerra al terrorismo e sarebbe durata cinquant'anni. Quindici sono già passati: con quali risultati?". "Quante palle sono state raccontate ai cittadini del mondo...". continua...

da Famiglia Cristiana n. 27, 5 luglio 2015 
dalla pagina http://www.famigliacristiana.it/articolo/l-isis-sta-vincendo-non-e-vero.aspx
 
[...] Nata in Iraq (il nome del suo capo, Al Baghdadi, vuol dire appunto “di Baghdad”) nel periodo in cui gli sciiti iracheni erano bersagliati dagli attentati, cresciuta in Siria nella lotta contro il regime sciita degli Assad, la milizia [ISIS] è stata aiutata in ogni modo da Paesi come Arabia Saudita, Turchia, Kuwait, Qatar e USA


dalle pagine:
http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/g20_sanzioni_isis_russia_occidente_diviso/notizie/1683150.shtml
http://www.repubblica.it/esteri/2015/11/16/news/g20_turchia_terrorismo_putin_renzi-127458286/
http://www.presstv.ir/Detail/2015/11/16/437909/Putin-Russia-Daesh-G20-US-Saudi-Arabia-Turkey
https://www.rt.com/news/322305-isis-financed-40-countries/ 

I terroristi sono finanziati da 40 diversi paesi, fra cui alcuni membri del G20 
G20 - Durante il summit Vladimir Putin ha detto ai giornalisti: "Ho fornito esempi basati sui nostri dati relativi al finanziamento di vari gruppi dello Stato Islamico (IS o ISIS o ISIL) da parte di cittadini privati. Questi soldi, come abbiamo potuto determinare, vengono da 40 paesi e fra questi ce ne sono alcuni che sono membri del G20.